Wunder Dirk

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dallas-mavs.com  NBA FINALS 2006 Partiamo da qui, dal punto probabilmente più basso della carriera di Dirk Nowitzki. In vantaggio 2-0 e con 13 punti di margine a 6 minuti e mezzo dalla fine di Gara 3, i Mavs si fanno rimontare e perdono partita e serie, distrutti da un Dwyane Wade spettacolare. Nowitzki gioca una Gara 4 da 2-14 dal campo e, in generale, le sue percentuali al tiro sono bassissime (39% dal campo, 25% da 3). Nonostante il tedesco termini la serie con 22,8 punti e 10,8 rimbalzi di media, la critica non lo risparmia e la sua leadership viene fortemente messa in discussione. NBA FINALS 2011 La rivincita perfetta. Il modo migliore per ricucire le ferite del passato. Dallas si prende l’anello nel modo più dolce possibile, con un’altra rimonta; dopo aver perso il primo atto, i Mavericks sono sotto di 15 a 6:20 dal termine di Gara 2. Vinceranno la partita con un parziale di 22-5 e Nowitzki segnerà gli ultimi 9 punti dei suoi. Gioca in gara 4 con 38 e mezzo di febbre, realizzando 21 punti, con 11 rimbalzi. Dopo gara 6 (vinta sul campo dei rivali, proprio come avevano fatto gli Heat 5 anni prima), Dirk riceverà il premio di MVP delle Finals (26 punti e 9,7 rimbalzi di media). La carriera di Dirk Nowitzki potrebbe essere riassunta così, con due momenti; il fallimento e la vittoria. Ma probabilmente sarebbe riduttivo. Anzi, certamente staremmo commettendo un errore. Tra le due finali, infatti, c’è un MVP vinto (2007), nella stagione del “50-40-90” (almeno il 50% dal campo, il 40% da 3 e il 90% ai liberi, solo altri 5 nella storia della NBA ci sono riusciti). C’è un ingresso, da poco ottenuto, tra i 10 migliori marcatori di sempre, con 26786 punti segnati. Ci sono tutti i record a livello di franchigia (è primo per partite e minuti giocati, punti realizzati, canestri realizzati e rimbalzi catturati). C’è anche un posto già prenotato nella Hall of Fame di Spingfield. FADEAWAY JUMPER La cosa più importante che Dirk Nowitzki ci lascerà, però, non sarà nè una partita, nè un record. Tutti abbiamo provato ad imitarlo, almeno una volta. Anche Kobe e LeBron lo hanno fatto, in qualche occasione. Il fadeaway di Nowitzki su una gamba sola è uno di quei movimenti che resteranno nella storia, a livello dello “Sky hook” di Kareem Abdul Jabbar. Un tiro praticamente indifendibile, stilisticamente elegante e, soprattutto, molto, molto, molto efficace. Dirk fadeaway Una delle cose che più colpisce di questo movimento è la varietà di situazioni in cui il tedesco lo utilizza. Partendo in post basso con le spalle rivolte al canestro, in isolamento dal gomito, dopo una finta e un palleggio laterale o dopo una virata. Praticamente in ogni singola situazione di uno-contro-uno. Oltre a questo tiro (ormai rinominato “Dirk fadeaway”), l’attacco di Nowitzki è fatto di tiri generati dai pick and pop, o dagli scarichi dei compagni, e da qualche rarissima penetrazione (appena 91 tiri, corrispondenti al 7% del suo attacco, sono stati presi nella “restricted area”). Dirk offense A 35 anni (ne compirà 36 il prossimo 19 giugno), questa è stata la sua mappa di tiro: Shotchart_1400169583066 Come direbbe Josh Smith, la shotchart del vicino è sempre più verde. Oltre alla bellezza di questa shotchart (senza ombra di dubbio, una delle migliori della stagione), va notato il numero elevato di tiri che Nowitzki prende nel tanto maltrattato mid range, ben 709 (il 55% del totale delle sue conclusioni). Incredibile come la sua percentuale sia così alta (oltre il 50%, dove la media NBA è sotto il 43%), considerando anche l’estrema difficoltà di quei tiri. Tiri, ad esempio, come questo.   A volte, ci vuole anche un po’ di fortuna.         A fine stagione, Nowitzki sarà free agent, ma ha già fatto capire che resterà con ogni probabilità a Dallas, rinunciando ad un “Kobe-contract”, ovvero ad un contratto molto oneroso per un giocatore sulla via del ritiro. Chiuderà la sua carriera probabilmente con un solo anello, ma il suo contributo al Gioco non verrà mai dimenticato. Danke, Dirk Nowitzki.