Non i soliti nomi: Steve (Franchise) Francis – Settimana 3

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Prima che il suo mito scompaia in silenzio è doveroso rendere giustizia ad un giocatore che in solo 8 anni di NBA ha fatto parlare di sè, più di chiunque altro, sia dentro che fuori dal campo. La storia di Steve Francis è di quelle da grandi film sul basket statunitense. Nato a Silver Spring il 21 Febbraio 1977, viene cresciuto nella totale povertà solo dalla madre e dalla nonna (il padre eroinomane non lo conoscerà mai). Nel suo quartiere la criminalità è la droga sembrano coinvolgere tutti ma per sua fortuna Steve riesce a trovare una piccola via d’uscita che gli regalerà grandi soddisfazioni, la palla da basket. Il suo talento è incommensurabile e nei campetti dove SF passa gran parte del suo tempo, diventa una piccola leggenda. Giunto al primo anno di high school tutte le porte del basket sembravano aprirsi per lui, ma purtroppo la giovane guardia non riesce a sfuggire alle attrazioni del suo quartiere e iniziando a bere e fumare viene espulso dalla scuola. Tutti però conoscono Steve, è una piccola grande leggenda e nel playground non ha rivali. Come già preannunciato, la vita di Francis è di quelle su cui si potrebbe girare un film, e quando arriva la tragedia della madre, morta per cancro, la sua carriera sembra già giunta al termine. Per bene due anni Steve non tocca un pallone, ma si sa, quando si ha una grande passione questa non potrà mai essere chiusa in un cassetto. Riprende a giocare e il suo mito nel palyground diventa sempre più grande. Vanno a visionarlo diversi scout e alla giovane guardia gli viene data la possibilità di giocare nella San Jacinto Junior College, una struttura scolastica intermedia biennale, ed egli accetta. Il secondo anno però si trasferisce vicino a casa all’Allegancy College of Maryland. Steve domina il palcoscenico dell’High School, la sua atleticità e le sue schiacchiate ad alta quota fanno impazzire tutti che lo ritengono già un giocatore pronto per il grande salto. Ma quando a SF viene offerta da Gary Williams la possibilità di giocare all’University of Maryland lui non può non accettare. La sua stagione ai Terrapins è da grandi record e la chiude con 17 punti e 5 assist di media. Oltre alle sua capacità tecniche e atletiche aggiunge una grande capacità di leadership e giunti al Draft NBA si gioca la prima scelta assoluta con Elton Brand, quell’anno in mano ai Chicago Bulls. C’era un problema però, alla seeconda chiamata toccava ai Vancouver Grizzlies, e Francis pochi giorni prima dichiarò “Io non voglio giocare nei Vancouver Grizzlies , sono troppo lontani dalla mia famiglia”. E quel che Francis sperava purtroppo non accadde. I Bulls preserò Brand e i suoi odiati Grizzlies selezionarò proprio lui e in quel momento tutto il pubblico di Washingthon assistette ad una delle scene più clamorose del Draft NBA (consiglio a tutti di dare un’occhiata su youtube). Steve allora decise di imporsi e dopo le grandi pressioni riuscì, attraverso un grande giro di giocatori, ad approdare agli Houston Rockets, squadra a lui congeniale, in via di ricostruzione, che mise Francis al centro del progetto. Nei primi anni a Houston a Steve venne dato il soppranome con cui ancora oggi lo ricordiamo “Steve Franchise”. Le sue medie erano altissime e riuscì dopo il primo anno riuscì, nelle stagioni successive a conquistare ben tre volte la convocazione all’All Star Game. Affianco a lui i Rockets misero un lunghissimo il cinese Yao Ming, scelto con la prima scelta assoluta. La coppia riusci a portare la squadra di Houston ai playoffs ma con un potenziale del genere non riuscirono a fare nulla di più. La dirigenza dei Rockets allora decise di cambiare rotta e scambiò SF con gli Orlando Magic in cambio di Tracy McGrady e altri giocatori. The Franchise all’iniziò riuscì a confermare le sue grandi medie, ma proprio in quel periodo iniziò a sentire dei grossi dolori alla testa che gli provocano anche la diminuzione dell’udito. A Francis venne diagnosticata la sindrome Menièré una malattia causata da un aumento della pressione nei fluidi dell’orecchio che provocava questi forti sintomi. Quando i Magic decise di cedere Mobley, Francis non la prese bene e da li in poi inizia il suo declino. A fine stagione viene tagliato e ceduto ai Knicks, squadra confusa (come adesso), che non riesce a custodire un patrimonio come SF e dopo poco più di un anno la sua avventura finisce e viene ceduto a Portland, che al posto di tenersi Francis decide di pagare un buy out di 30 mln. Nel 2007 da free agent decide di riprovare con un ritorno a Houston, ma purtroppo per lui, e per noi, non è più il giocatore di una volta. La malattia, i problemi fisici e gli infortuni hanno limitato sempre più un giocatore formidabile che dopo solo 8 anni di attività decise di appendere le scarpe al chiodo. Lui è STEVE (FRANCHISE) FRANCIS.

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