Bryant, 40 punti per stendere i Blazers; Golden State “con le maniche” ferma gli Spurs

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Los Angeles Lakers (27-29) – Portland Trail Blazers (25-30) 111-107

Ph.: latimes.comI Los Angeles Lakers devono, oramai, vincere ogni partita e sperare in parecchi passi falsi di Warriors, Jazz o Rockets per poter entrare nelle otto che andranno a giocarsi la post-season. Per ben cominciare Kobe e compagni hanno sconfitto i Portland Trail Blazers, che comunque in classifica si trovavano molto vicini alla squadra gialloviola. Con questo successo, probabilmente i Lakers si lasciano definitivamente alle spalle la squadra del futuro Rookie of the Year Damian Lillard. Kobe Bryant è scintillante ed incanta con 40 punti (15/23 dal campo), 7 rimbalzi e 4 assist. Dwight Howard continua il buon periodo di forma e, dopo la ottima prestazione contro i Celtics, è protagonista anche questa volta con 19 punti e 16 rimbalzi. Per i Blazers 22 punti a testa per Nicolas Batum (con 8 rimbalzi) e J.J. Hickson (11 rimbalzi).

I Blazers sanno di dover giocare una partita super per poter passare allo Staples. Infatti partono col piede sull’acceleratore e, nonostante le triple consecutive di Clark e Bryant, rimangono pienamente in partita, andando diverse volte in vantaggio, soprattutto grazie a Hickson (10 punti nel primo quarto), nel corso della prima frazione di gioco, chiusa sul 30-28 per i Lakers. Le triple di Matthews e Claver frenano i tentativi di fuga gialloviola nel secondo quarto e due canestri di Hickson nell’ultimo minuto permettono ai Blazers di arrivare all’intervallo in vantaggio per 53-55. Una tripla di Lillard e un alley oop chiuso da Aldridge potrebbero far scappare i Blazers nel terzo periodo. I Lakers sanno che si devono rialzare immediatamente e si affidano a Bryant, che segna 10 punti in fila. Jamison e Clark fanno il resto e, a fine terzo quarto, i Lakers sono sotto solo 80-82. Con le triple di World Peace e Meeks, i Lakers tornano avanti. Matthews da tre, però, apre un parziale che riporta i Blazers sul 95-99 a 6’ dalla fine. A questo punto, Bryant (17 punti nel terzo quarto, 11 nel quarto) ricomincia a colpire gli avversari. Canestro e fallo di World Peace per il 100-99, canestro di Lillard per il 100-101, canestro di Bryant per il 102-101, canestro di Lillard per il 102-103, canestro e fallo di Bryant per il 105-103. Al termine di questa incredibile sequenza, i Blazers pareggiano, sempre con Lillard. Nash e Bryant, tuttavia, regalano la vittoria ai Lakers segnando i pesantissimi punti nel finale: 111-107.

Tabellini:

Los Angeles Lakers: World Peace 11, Clark 11, Howard 19, Bryant 40, Nash 4, Jamison 16, Meeks 10, Blake.
Portland Trail Blazers: Batum 22, Aldridge 15, Hickson 22, Matthews 15, Lillard 19, Pavlovic, Leonard 4, Smith 2, Barton 5, Claver 3.

 

Golden State Warriors (32-23) – San Antonio Spurs (44-13) 107-101 (OT)

Ph.: kitsapsun.comPh.: kitsapsun.comIn campo per la prima volta con la divisa con le maniche (in foto), i Golden State Warriors fermano i San Antonio Spurs, che arrivavano da cinque vittorie consecutive. Vittoria importante per Golden State non tanto in chiave Playoffs, che non dovrebbero essere in discussione (la nona squadra della Western Conference, i Lakers, hanno un record di 27-29), quanto per tenere lontani i settimi, gli Utah Jazz, e gli ottavi, gli Houston Rockets, che di recente si erano molto avvicinati a Steph Curry e compagni. Per la partita contro gli Spurs meriterebbe un monumento Jarrett Jack, sempre più protagonista con la maglia della squadra californiana: per lui 30 punti (11/22 dal campo) e 10 assist in 40 minuti uscendo dalla panchina. 25 punti e 22 rimbalzi, invece, per il suo compagno di squadra David Lee. A tenere in piedi San Antonio ci hanno provato Manu Ginobili, 18 punti dalla panchina, e, soprattutto, Tim Duncan, con 19 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate.

Partenza in equilibrio con entrambe le squadre che trovano abbastanza agevolmente la via del canestro. Il primo mini-allungo arriva con un canestro di Splitter (13-20 Spurs) al 7’. Thompson, Lee e Curry frenano immediatamente l’emorragia e al termine del primo periodo il punteggio è di 25-25. Ad inizio secondo quarto sono i Warriors che provano a scappare; Duncan e Parker li lasciano andare anche fino al -7, poi in un amen ribaltano la situazione. È di Splitter l’ultimo canestro del primo tempo: 38-39. Gli Spurs tentano di nuovo l’allungo, questa volta aiutandosi con una serie di tentativi dalla lunetta, ma Lee permette a Golden State di rimanere ancora una volta col fiato sul collo degli uomini di Popovich. Il canestro di Leonard vale il +7, prima che Lee e Jack riportino sotto gli Warriors: 67-68 al 36’. Ginobili azzanna il quarto periodo con l’apertura di un parziale che potrebbe ammazzare la gara (67-80 al 39’). I padroni di casa piazzano senza troppi problemi un controparziale 13-0, chiuso da una tripla di Curry, che porta la gara sull’80-80 al 42’. Nel finale le due squadre si rispondono colpo su colpo: +1 Warriors con Lee, +1 Spurs con Ginobili (10 punti nel quarto quarto), +2 Warriors con la tripla di Jack a 7” dalla fine. Serve un miracolo e gli Spurs sanno come si fa: Duncan per Ginobili, canestro del pareggio e overtime. Nel supplementare due canestri in fila di Jack danno vita al parziale decisivo, Golden State vince 107-101.

Tabellini:

Golden State Warriors: Barnes 7, Lee 25, Biedrins, Thompson 10, Curry 19, Jack 30, Landry 11, Green 3, Jefferson, Bazemore, Ezeli 2.
San Antonio Spurs: Leonard 10, Duncan 19, Splitter 10, Green 20, Parker 18, Ginobili 18, Diaw 2, Bonner 2, De Colo, Neal, Mills, Blair 2.