Chicago passa all’OT, colpo Orlando, ok Atlanta. Primo scontro padre-figlio: vince Austin

0

TORONTO RAPTORS (14-25) – CHICAGO BULLS (22-15) 105-106 dopo un OT

Bella partita quella andata in scena stanotte all’Air Canada Centre: non sono bastati 48’ per decretare un vincitore, ma solo negli ultimi secondi dell’overtime i Bulls sono riusciti ad imporsi sui Raptors per 105-107 grazie ad un jumper dalla media di un glaciale Luol Deng, autore di 19 punti e 7 assist. Ancora una volta la coppia di lunghi di Chicago è stata dominante: 36 punti e 12 rimbalzi per Carlos Boozers, 16+14 per Joakim Noah. In chiaroscuro la prestazione di Belinelli, che ha messo a segno 10 punti in 34’, tirando però con 2/9 e sfiorando il canestro della vittoria al termine dei tempi regolamentari.

I Bulls sembravano poter ottenere una vittoria con meno fatica, soprattutto alla gran serata di Boozer, che nel primo tempo ne ha messi 25, trascinando i suoi avanti all’intervallo per 44-52. Nel terzo quarto, gli ospiti avevano praticamente ipotecato il match, riuscendo a scappare sul +19, ma i Rapors hanno riaperto i conti con un parziale di 12-1, che ha permesso loro di chiudere la frazione sul -6 (73-79). In apertura di ultimo quarto, Chicago ha toccato nuovamente il +10, ma un Lowry scatenato ha segnato 12 punti ed ha aiutato i Raptors a tornare a -1 (99-100) a 54’’ dal termine. Amir Johnson ha sprecato una ghiotta occasione di effettuare il sorpasso, segnando solo un libero, nell’azione successiva l’entrata di Belinelli non è stata fortunata ed il match si è allungato all’overtime. Qui a farla da padrone è stato, ancora una volta, l’equilibrio: dopo il canestro di Lowry del 105-105, l’incontro sembrava destinato a protrarsi ulteriormente, ma un jumper dalla media di Deng a 3’’ dalla fine ha riportato avanti i Bulls. Calderon sulla sirena ha mandato una preghiera da oltre l’arco, ma il ferro non l’ha accolta. 

Tabellini
Raptors: Fields 1 pt, Davis 11 pt, Gray, DeRozan 18 pt, Calderon 9 pt, Johnson 5 pt e 10 rim, Anderson 27 pt, Lowry 26 pt, Acy 8 pt, Ross.
Bulls: Deng 19 pt, Boozer 36 pt e 12 rim, Noah 16 pt e 14 rim, Hamilton 15 pt, Hinrich 3 pt, Belinelli 10 pt, Gibson 8 pt, Robinson, Cook, Mohammed. 

 

ORLANDO MAGIC (14-24) – INDIANA PACERS (24-16) 97-86

Colpo a sorpresa dei Magic che, trascinati dall’ottava doppia-doppia consecutiva di Nikola Vucevic (16+15), battono i quotati Pacers per 97-86. Vucevic, Glen Davis e J.J. Redick si sono resi protagonisti di una grande partenza, che è stata un po’ la chiave del match: dopo un buon primo quarto, Orlando ha preso slancio ed è arrivata condurre di 17 lunghezze nel secondo, mettendo praticamente in ginocchio gli avversari.

Nella ripresa i padroni di casa hanno toccato anche il +22 ed hanno gestito il vantaggio senza troppi problemi, conquistando la seconda vittoria consecutiva. A Indiana, che giocava la sua quarta partita in cinque giorni, non sono bastati i 20 punti del solito Paul George. I Magic hanno vissuto una gran serata contro la miglior difesa della NBA sul tiro da tre punti: hanno segnato i primi 10 dei loro 16 tentativi da oltre l’arco ed hanno chiuso con un ottimo 57% (12/21). I Pacers, invece, hanno sparacchiato dalla lunga distanza: solo 2 le triple segnate, a fronte di 17 tentate. 

Tabellini
Magic: Jones 4 pt, Davis 11 pt, Vucevic 16 pt e 15 rim, Afflalo 15 pt, Nelson 14 pt, Redick 14 pt, Nicholson 4 pt, Moore 9 pt, McRoberts 8 pt, O’Quinn, Harkless 2 pt, Smith.
Pacers: George 20 pt e 10 rim, West 14 pt, Hibbert 11 pt, Stephenson 5 pt, Hill 15 pt, Green 10 pt, Hansbrough 10 pt, Mahinmi, Augustin, Johnson, Pendergraph. 

 

ATLANTA HAWKS (22-16) – BROOKLYN NETS (23-16) 109-95

Dopo una delle peggiori partite della storia della franchigia, gli Hawks si sono riscattati alla grande, vincendo meritatamente una partita tutt’altro che facile. Senza Josh Smith, sospeso per una partita, Atlanta ha giocato per tutta la gara a ritmi elevati, seguendo la filosofia del “corri e tira”, che si è rivelata vincente: i Nets si sono dovuti arrendere per 109-95, interrompendo la striscia di sette vittorie di fila. Pur essendo solo il secondo successo nelle ultime apparizioni, questo è quello che può rilanciare la corsa dei padroni di casa. Gli Hawks hanno tirato con il 57,7% dal campo e smazzato 33 assist, di cui la metà sono arrivati da Jeff Teague (career-high di 28 punti) e Devin Harris, che hanno combinato 46 punti (18/29) e 16 assist. Ai Nets non sono bastati i 22 punti e 9 rimbalzi di Brook Lopez, così come i 15 dell’ex di turno, Joe Johnson.

Dopo 4’, Atlanta era già scappata a +9 (13-4) e Brooklyn è riuscita a rosicare solo due punti, chiudendo il primo quarto sul 27-20. Nel secondo, invece, non c’è stata storia: i padroni di casa hanno portato il vantaggio in doppia cifra e non lo hanno più mollato, arrivando all’intervallo sul 56-40. Nella ripresa hanno anche toccato il +26 grazie al 70% dal campo, poi sono leggermente calati, ma i Nets non sono riusciti a scendere oltre i 12 punti di svantaggio. 

Tabellini
Hawks: Korvers 11 pt, Horford 17 pt e 13 rim, Pachulia 13 pt e 11 rim, Harris 18 pt, Teague 28 pt e 11 ass, Williams 11 pt, Johnson 8 pt, Stevenson 3 pt.
Nets: Bogans, Evans 8 pt, Lopez 22 pt, Johnson 15 pt, Williams 12 pt, Humphries 10 pt, Wallace 4 pt, Brooks 4 pt, Blatche 12 pt, Watson 3 pt, Stackhouse, Teletovic 3 pt, Taylor 2 pt. 

 

BOSTON CELTICS (20-18) – NEW ORLEANS HORNETS (13-26) 78-90

Per la prima volta nella storia della NBA, si sono sfidati padre e figlio: si tratta di Doc, allenatore dei Celtics, e Austin Rivers, rookie scelto al primo giro dagli Hornets. A vincere il primo duello, un po’ a sorpresa, è stato il secondo, che con la sua New Orleans ha espugnato il TD Garden e interrotto la striscia di sei vittorie in fila di Boston. “E’ stata una situazione strana – ha commentato l’ex stella di Duke, autore di 8 punti – Mi è sembrato di giocare contro una mia vecchia squadra. Anche se non sono mai stato un Celtics, mi sentivo come se lo fossi stato per tanto tempo, in quanto da piccolo li ho vissuti tutti i giorni”.

Dopo un primo tempo equilibrato, gli Hornets hanno aperto il terzo quarto con un break di 0-8 che è valso il +9. I Celtics non sono più riusciti a scendere sotto i due possessi di svantaggio, anche a causa del dominio ospite nel pitturato, dove hanno prodotto 24 punti nei secondi 24’, a fronte di soli 12 degli avversari. 

Tabellini
Celtics: Pierce 12 pt e 10 rim, Bass 9 pt, Garnett 15 pt, Bradley 4 pt, Rondo 7 pt e 11 rim, Sullinger 4 pt, Terry 12 pt, Green 4 pt, Lee 4 pt, Barbosa 7 pt, Collins.
Hornets: Aminu 18 pt, Davis 10 pt e 10 rim, Lopez 17 pt, Mason Jr, Vasquez 15 pt e 11 rim, Henry, Rivers 8 pt, Anderson 10 pt, Smith 8 pt, Roberts 2 pt, Thomas, Sloan.