Clippers, che batosta! Gli Spurs dominano all’AT&T Center

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All’AT&T Center di San Antonio arriva la squadra su cui si discute di più in questo inizio di stagione, i Los Angeles Clippers che hanno, poco prima di Natale, acquistato Chris Paul in uno scambio che ha coinvolto Eric Gordon, Chris Kaman e Al-Farouq Aminu. Entrambe le squadre sono 1-0 in stagione: gli Spurs hanno agevolmente sconfitto i Memphis Grizzlies nella rivincita dei Playoffs 2011, i Clippers hanno travolto Golden State in trasferta. Ci sono i presupposti per un grande incontro, se entrambe le squadre giocheranno al meglio.

Il quintetto degli Spurs è composto da Parker, Ginobili, Jefferson, Duncan e Blair; quello dei Clippers da Paul, Billups, Butler, Griffin e Jordan. Dopo il canestro e fallo di Butler che apre la partita, c’è spazio anche per una schiacciata di Blake Griffin che brucia Duncan. Il primo canestro Spurs arriva dall’arco grazie a Manu Ginobili, che subisce poi anche un fallo su un tentativo da tre punti (6-5). Ginobili realizza ancora dal perimetro, mentre l’attacco dei Clippers produce molto poco. Jordan mette in mostra tutto il suo atletismo con una fenomenale schiaccia a rimbalzo. Tony Parker corre e anche molto veloce: in contropiede San Antonio mette a segno quattro punti che costringono Vinny Del Negro al primo timeout della sua partita (20-11). L’uomo più ispirato in casa Clippers è Mo Williams, ma gli Spurs continuano a macinare gioco e a costruire canestri semplici mediante una fitta rete di passaggi e movimenti che libera sistematicamente l’uomo sotto canestro. Griffin chiude il quarto con un 2/2 dalla lunetta: 26-19 per gli Spurs.

In apertura di secondo quarto gli Spurs incrementano il proprio vantaggio con una tripla di Matt Bonner. Un Chris Paul quasi completamente assente rende le cose molto più facili agli Spurs, che hanno solo il problema di tener testa allo scatenato Blake Griffin; i Clippers regalano altri tre tiri liberi agli avversari commettendo fallo su un tiro da tre di Anderson (34-23). Nel frattempo Chris Paul si sblocca con un canestro dal palleggio, ma gli Spurs mantengono la doppia cifra di vantaggio dopo le realizzazioni di Anderson e Splitter. Popovich chiama un timeout dopo una meravigliosa azione di Paul che serve su un piatto d’argento una tripla a Butler (42-33). In uscita dal timeout è Billups ad andare a segno due volte dall’arco, diminuendo lo svantaggio ad un solo possesso; Richard Jefferson interrompe il parziale avversario. Chris Paul e Ryan Gomes riavvicinano ulteriormente i Clippers, ma Ginobili segna un canestro fortunato dall’arco (52-48). I Clippers impattano il pareggio con una schiacciata di Blake Griffin; 58-54 all’intervallo.

San Antonio ritenta la fuga con le grandi azioni sotto canestri di Duncan e Blair: i due lunghi degli Spurs portano i padroni di casa sul +10 (66-56). San Antonio continua a giocare bene e allunga nuovamente grazie ad una tripla di Richard Jefferson; a tentare di frenare l’emorragia sempre il solito Blake Griffin (75-62). Griffin continua ad essere una spina nel fianco e sale a quota 22 punti dopo due grandi movimenti spalle a canestro; Popovich chiama timeout. Parker mette a segno diversi canestri e tiene a bada il tentativo di rientro dei Los Angeles Clippers, coadiuvato dal solito immortale Tim Duncan. I Clippers non riescono a costruire buoni tiri e sfruttano poco la transizione, scontrandosi contro l’impenetrabile difesa schierata dei ragazzi di coach Popovich. Del Negro chiama timeout dopo l’ennesimo canestro del playmaker francese degli Spurs (salito a 14 punti, 10 nel quarto), 88-69 San Antonio, che diventa 96-71 a fine terzo quarto dopo uno spettacolare canestro (dalla media) e fallo di Anderson.

I primi minuti di un quarto quarto ormai di puro garbage time non sono di certo entusiasmanti: il parziale dopo quattro minuti dice 2-8 Clippers. Ginobili, comunque, approfitta del momento di calma per mettere a segno un’altra bomba. Gli Spurs non rinunciano a costruire buone azioni e DeJuan Blair, servito splendidamente da Tim Duncan, sale a quota 20 punti (105-81). La partita scorre senza che i Clippers facciano granché per rimetterla in carreggiata. Anzi, si registra anche una schiacciata sbagliata in contropiede da Randy Foye. 115-90 il risultato finale.

Commento:

Per i nuovi Clippers considerati una forza ad Ovest grazie all’innesto di Chris Paul, la partita non poteva andare peggio: si è trattato di un vero e proprio incubo, con i padroni di casa che hanno maltrattato i californiani in lungo e in largo. Se si sia trattato di una sera storta o di un segno che i Clippers, pur avendo aggiunto uno dei migliori playmaker della Lega, sono ancora distanti dalle prime piazze della Western Conference, questo solo il tempo potrà dircelo. Fatto sta che, facendo un’analisi più approfondita, la partita ha evidenziato come il sistema degli Spurs, nonostante l’elevata età dei suoi protagonisti principali, sia tutt’altro che facilmente battibile. Parker, Ginobili e Duncan sono ancora tre dei migliori giocatori NBA e, quando sono in forma, compongono uno dei migliori terzetti in circolazione. È necessario evidenziare, al fine di tentare di risalire alle cause principali della batosta subita dai Clippers, come Tony Parker abbia tenuto a bada Chris Paul senza particolari problemi, anzi vincendo il confronto su entrambe le metà campo (tutto di Parker il parziale decisivo del terzo quarto). L’altra grande vittoria San Antonio l’ha ottenuta nel pitturato, dove Duncan e Blair hanno difeso e attaccato forte, garantendo la superiorità agli Speroni. Insomma, gli Spurs sono adesso sul 2-0 dopo aver sconfitto i Grizzlies e i Clippers, due delle squadre emergenti ad Ovest. È possibile per loro tentare un’ultima scalata al titolo? Staremo a vedere.

Tabellini:

San Antonio Spurs: Jefferson 19, Duncan 10, Blair 20, Ginobili 24, Parker 14, Leonard 2, Anderson 12, Splitter 4, Bonner 6, Ford 4, Green, Joseph.

Los Angeles Clippers: Butler 12, Griffin 28, Jordan 8, Billups 11, Paul 10, Gomes 5, Williams 12, Foye 2, Cook 2, Thompkins, Leslie.