Durant è ancora strepitoso, Warriors in vantaggio

Durant è ancora strepitoso, Warriors in vantaggio

Con Curry e Thompson sottotono, ci pensa ancora il numero 35. Houston ha avuto le sue chance e dimostrato di essere a quel livello, la serie è soltanto all’inizio.

di Leonardo Zeppieri, @TOPlayer3

I Warriors si presentano alla palla a due con Iguodala in quintetto al posto di Bogut (esattamente come in gara 6 ad L.A.) e inizialmente si affidano alla propria difesa, favorita anche dai giocatori di Houston, che si accontentano veramente troppo spesso del tiro da 3 preso in isolamento (finiranno il periodo con 1/14 dalla lunga distanza). Draymond Green segna 8 dei primi 14 punti di squadra, ma a tenere in partita i Rockets sono le palle perse dei Warriors (ben 8 nel solo primo quarto). Dopo un parziale di 8-0 degli ospiti, gli uomini di Kerr stringono un paio di viti e chiudono con un contro-parziale di 12-2; dopo 12′ il punteggio li vede davanti 28-19.

Con un mini parziale di 5-0 Houston si rimette in una partita che si fa sempre più equilibrata e tesa. Golden State tenta di sfruttare tutti i missmatch che le sue stelle possono creare (si iscrivono alla partita anche Curry e Thompson), mentre Houston si affida totalmente – forse troppo – a James Harden, che gestisce praticamente tutti i possessi. Poi diventano protagonisti gli arbitri, che scontentano tutti: i Warriors si lamentano per un paio di “late whistles” a favore degli avversari, mentre Harden e D’Antoni si infuriano per alcuni contatti quantomeno sospetti tra Thompson e Harden; in tutto ciò c’è spazio per un tecnico a Green. I padroni di casa continuano la sagra delle palle perse e consentono ai Rockets di andare in contropiede: il risultato sono due triple di Paul e Gordon che ristabiliscono la parità a quota 53.

P.S. le 28 triple tentate da Houston nel primo tempo rappresentano il massimo di sempre in una partita di Playoffs NBA

Terzo quarto ancora più teso, se possibile. Si parte con D’Antoni che abbassa il quintetto sostituendo dopo poco Capela con House e dopo alcuni canestri da ambo le parti arriva il primo “evento” del periodo: il quarto fallo di Curry, che si siede in panchina. L’uscita di Curry però responsabilizza ancora di più Durant che, dopo un primo tempo sottotono, mette le marce alte e prende in mano l’attacco dei suoi (13 punti nel quarto, favorito anche dall’uscita di Tucker per problemi di falli). Per i Rockets non è ancora chiusa la questione arbitrale, e dopo un altro contatto sospetto sono Paul e D’Antoni a beccarsi un tecnico a testa. Sui soliti canestri di Iguodala e Durant si chiude il quarto, con Golden State in vantaggio 83-76.

L’ultimo periodo è inizialmente dominato dalle difese. Si segna pochissimo (i Warriors passano quasi 5′ senza un canestro) e quasi sempre dalla lunetta. Cinque punti di fila di Gordon portano Houston a -4 (83-87) e i padroni di casa chiedono il time out. A 8′ dalla fine Curry commette il quinto fallo e i Rockets cercano di attaccarlo in tutti i modi, sprecando forse qualche possesso di troppo. A dare importanti contributi sono Nene da una parte e Iguodala dall’altra, con il canovaccio tattico ben definito: isolamenti di Harden da una parte, isolamenti di Durant dall’altra. A 40” dalla fine un gioco da tre punti di Harden riporta i suoi a -2, ma l’azione successiva vede la solita tripla dal palleggio di Curry che, insieme ad un ennesimo contatto contestato (e non fischiato, con conseguente protesta ed espulsione di Paul) su Harden, mette fine alla partita.

Houston Rockets @ Golden State Warriors 100-104 (19-28, 34-25, 23-30, 24-21)

Rockets: Gordon 27, Tucker, Capela 4, Harden 35 (9/28 dal campo), Paul 17, House 3, Nene 8, Shumpert 3, Green 3

Warriors: Iguodala 14, Durant 35, Grenn 14 (9 rimbalzi, 9 assist), Thompson 13, Curry 18, Looney 6, McKinnie, Livingston 2, Bogut 2

MVP: Kevin Durant, neanche a dirlo. Segna 35 punti e prende su di sé tutto il peso dell’attacco dei Warriors.

 

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