Esultano Gallinari e Belinelli, cade Bargnani contro Indiana

0

New Orleans Hornets-Boston Celtics (Angelo Lenoci)

I New Orleans Hornets battono i Boston Celtics col punteggio di di 78-97. Con Paul Pierce out per infortunio i Celtics sono costretti a partire ancora con Sasha Pavlovic in quintetto. L’assenza del leader offensivo si fa sentire in casa Boston, che al quarantottesimo minuto avrà a referto la miseria di 78 punti segnati. Anche Eric Gordon, la nuova stella degli Hornets, non è sceso in campo per problemi fisici. La squadra di Doc Rivers ha anche qualche problema nel settore lunghi. Infatti l’unico a non subire il terzetto Kaman-Okafor-Landry, con quest’ultimo che ha chiuso in doppia doppia, è Brandon Bass. Il primo allungo del team della Louisiana arriva dopo 11 minuti di gioco grazie a un canestro semi-impossibile di Marco Belinelli, che realizza e subisce il fallo, portando il punteggio sul 18-22. Il secondo periodo inizia all’insegna dei canestri di Vazquez e Kaman, che corregge il lay-up sbagliato dal compagno Jarrett Jack. Anche in questo quarto c’è spazio per un canestro incredibile nel finale: Rajon Rondo semina tutti gli avversari e in poco più di 2 secondi realizza da sotto canestro un buzzer beater che ha del clamoroso. Nella terza frazione di gioco i canestri di Jack regalano a New Orleans l’allungo decisivo: il Beli e compagni si portano sul +15 dopo 7 minuti di gioco. I Celtics tentano la reazione, tornando sotto la doppia cifra di svantaggio, ma a rispedirli indietro è ancora Jack, che chiuderà con 21 punti. L’ultimo periodo è ormai segnato, Boston molla quasi totalmente e l’intero pacchetto lunghi di Doc Rivers è inerme agli assalti di Landry, Okafor e Kaman. Grazie a un canestro dai 6.75 di Trevor Ariza, gli Hornets superano i 20 punti di vantaggio. Per Boston il migliore è Ray Allen, che termina il match con 15 punti. L’MVP del match se lo giocano Jarret Jack e Carl Landry, i veri dominatori delle ostilità. Il primo ha messo a referto 21 punti e 9 assist, con alcuni canestri di valenza specifica davvero alta. Il secondo chiude con 20 punti e 11 rimbalzi, tra i quali una schiacciata in faccia a Bass e Stiemsma dopo un rimbalzo offensivo.

 Andiamo ad analizzare la prova del “nostro“ Marco Belinelli: per l’ex Fortitudo Bologna 13 punti con 6 rimbalzi e 1 palla recuperata. Una partita tutto sommato buona. Ha realizzato anche un canestro spettacolare a fine primo periodo, forse l’unica nota negativa è la mancanza di assists a referto, ma una giornata no dal punto di vista dei passaggi è accettabile per una guardia tiratrice. Ha tirato bene dall’arco (3/4), dalla lunetta (4/5) e da due punti (1/2), per un globale 4/6 dal campo.

 NEW ORLEANS HORNETS 97-78 BOSTON CELTICS (24-18; 48-39; 63-72).

BOSTON: Pavlovic 7, Garnett 8, O’Neal 2, Allen 15 (5/10, 5/8 da 3, 1-1 tl), Rondo 13, Bass 11, Stiemsma 2, Daniels 6, Dooling 10, Bradley, Moore, Johnson 4, Wilcox.

NEW HORLEANS: Ariza 8, Landry 20, Okafor 13, Belinelli 13, Jack 21 (8/17, 0/2 da 3, 5/5 tl), Kaman 12, Smith 2, Aminu, Vasquez 6, C.Johnson 1, T.Johnson, Thomas 1, Gordon.

 

Toronto Raptors-Indiana Pacers (Marco Conti)

La partita stenta ad animarsi e dopo 4’40” il punteggio è ancora fissato sul 2-3; è a questo punto che l’attacco dei Pacers comincia a girare e Paul George mette in fondo alla retina le due bombe consecutive che valgono il 6-15. A cavallo tra i primi due quarti la panchina dei Raptors diventa un importante fattore, con Bayless dà un po’ di brio al gioco offensivo e rimette le cose in parità con la tripla del 21-21 a 9’30” dall’intervallo lungo. Bargnani si accende e tiene a galla i suoi, ma Hansbrough gli restituisce i favori nell’altra metà campo e Indiana chiude avanti 34-38.

Sulla falsariga dei primi 24′ l’incontro continua anche nel terzo quarto, con Indiana che resta sempre avanti pur senza chiudere definitivamente la partita. L’allungo Pacers è un lungo processo che comincia verso la metà del periodo e porta al 47-59 firmato dai liberi di Hansbrough a 2’36”, ma Bayless è ancora una volta efficacissimo e consente ai suoi di ridurre lievemente le distanze sul 55-63 sul quale si entra nell’ultimo quarto. Dahntay Jones inchioda il 55-69 a 9’43” dallo scadere e Toronto sembra accusare il colpo; DeRozan è però on fire e Calderon segna con il fallo per il 74-80 a 3’26”. Il gap continua a restringersi e il Mago riapre completamente la partita con il 2+1 che vale l’81-83 a 1’35”, ma Granger trova la bomba del nuovo +5 e West annulla il layup di Calderon con un jumper a 9” dalla sirena. Indiana espugna Toronto e si porta sul 2-0.

Uno sguardo tricolore: la prova di Andrea Bargnani.

Il Mago inizia con la giusta concentrazione e incassa subito un ottimo sfondamento ai danni di Hibbert, ma dopo una poderosa affondat commette anzitempo il secondo fallo ed è così costretto alla panchina per una buona parte del primo tempo. Tornato in campo con 7’51” da giocare, però, fa vedere tutto il talento di cui è dotato sfoderando tutto il suo repertorio offensivo composto da mid-range jumper, triple e condito da un buon movimento nel pitturato in situazione dinamica. All’intervallo il tabellino dice 13 punti in 11′ con 6/7 dal campo e un inusuale 0/2 ai liberi.

Se al rientro in campo le percentuali calano e i punti per minuto non sono più così elevati, lo stesso non si può dire dell’efficacia del Mago sul parquet, che si rende utile aiutando forte sui pick’n roll avversari e sfornando la bellezza di 4 assist, “fomentando” oltretutto il pubblico dell’Air Canada Center con il “poster” che raffigura Granger e Hansbrough. È suo anche il gioco da tre punti che dà speranza ai Raptors a 1’35” dallo scadere, ma non basta. Unico neo, oltre ai difetti di cui tutti nostro malgrado sappiamo, l’inusuale 2/5 dalla lunetta.

Tirando le somme, si è visto un ottimo Bargnani, al netto dei soliti aiuti sorvolati in fase difensiva e delle dimenticanze a rimbalzo che fanno comunque parte del giocatore. Purtroppo sotto questo punto di vista il Mago non ha dato segni di miglioramento rispetto agli anni scorsi, quantomeno nel corso di questa sfida, ma l’apporto della scelta #1 al draft 2006 è stato in questa occasione veramente importante.

Stats: 21 punti (9/17, 1/3 da 3, 2/5 tl), 4 rimbalzi (1 offensivo), 5 assist, 1 rubata, 4 perse, 2 stoppate.

TORONTO RAPTORS – INDIANA PACERS 85-90 (11-18; 34-38; 55-63)

TORONTO: DeRozan 22 (9/16, 2/2 da 3, 2/2 tl), Bargnani 21, Bayless 13, Barbosa 9, Calderon 7, James Johnson 6, Butler 3, Amir Johnson e Davis 2; rimbalzi: Amir Johnson 10, James Johnson 8, Bargnani, DeRozan e Magloire 4; assist: Calderon 6, Bargnani 5, Amir Johnson 3

INDIANA: Granger 21 (8/19, 2/5 da 3, 3/3 tl), George 18, West 14, Hibbert 12, Collison 10, Hansbrough 8, Dahntay Jones 4, Hill 3; rimbalzi: Hibbert 10, Granger e Hansbrough 8; assist: Collison 12, George e Hill 2.

 

Denver Nuggets-Utah Jazz (Angelo Lenoci)

I Denver Nuggets battono gli Utah Jazz col punteggio di 117-100. La squadra del Colorado conquista la seconda vittoria in altrettanti match disputati. Stessa cosa per i Jazz, ma al contrario, visto che il loro record è 0-2. La squadra dello Utah non riesce ad avere certezza dai baby Favors e Kanter che continuano a faticare soprattutto in fase offensiva. Anche l’altro sophomore Gordon Hayward gioca a fasi alterne, ma è sicuramente il migliore della banda di giovani a roster per gli Utah Jazz. Dall’altra parte tutto fila liscio e anche un Rudy Fernandez che sembrava voler rimanere in Eurolega col Real gioca un’ottima partita (11+8 assistenze per lui).

I Jazz cominciano bene, portandosi sul 13-8 dopo 7 minuti di gioco, ma i canestri di Nene riportano in vantaggio i suoi. Al Jefferson non ci sta e con un semi-gancio destro nel traffico fissa il punteggio sul 19-20. Ii Jazz non hanno fatto i conti con la banda di ex-Eurolega dei Nuggets: Lawson mette a segno due punti importanti e Fernandez serve un assist spettacolare ad Aaron Afflalo. Nel secondo quarto Denver trova l’allungo grazie ai punti del suo centro brasiliano Nene. In particolare notiamo una palla recuperata dal sudamericano che dopo aver corso per tutto il campo palleggiando conclude in bellezza con una schiacciata ad una mano. Ancora un recupero per i Nuggets, stavolta targato Ty Lawson. Lo stesso ex North Carolina conclude con un lay-up realizzato e accompagnato dal fallo subito. Denver chiude il primo tempo in vantaggio di ben 17 punti. Il terzo quarto si apre sulla falsa riga dei primi due, infatti dopo pochi minuti Gallinari e compagni trovano i venti punti di vantaggio grazie a una magnifica esecuzione del piede perno di Al Harrington, che chiude in fade-away. Il terzo periodo si conclude con uno spettacolare alley-oop sull’asse Fernandez-Gallinari, chiuso da una schiacciata dell’ex Olimpia. Nell’ultima frazione di gioco le cose non migliorano per i Jazz: altre palle perse, altri canestri per Denver. Grazie all’assist di Andre Miller, Al Harrington realizza con il fallo in contropiede, per poi sfogarsi con un urlo di rabbia e gioia. Miller regala un’assistenza spettacolare anche a Corey Brewer, che mette a segno una bella schiacciata. La partita si chiude qui, sul 117-110. Per Utah il migliore è stato Al Jefferson, unico giocatore a non soccombere alla strapotenza di Nene. Per l’ex Minnesota Timberwolves 19 punti e 5 rimbalzi con 8/14 dal campo. Il migliore in campo invece è stato proprio Nene. Per il brasiliano ben 25 punti e 7 rimbalzi in soli 23 minuti giocati. Il sudamericano ha tirato con un incredibile 10/13 (76%) dal campo e 5/5 (100%) dalla lunetta.

Anche il nostro Danilo Gallinari non ha scherzato. L’intesa con Rudy Fernandez è già ottima, nonostante poco più di tre settimane fa si davano battaglia in Eurolega per la qualificazione alle Top16. Solo due tentativi dall’arco per Danilo, il che dimostra la trasformazione del Gallo da tiratore puro a giocatore globale che pur non segnando 20 o 30 punti aiuta la squadra con difesa, recuperi e tiri messi a segno nei momenti opportuni. Percentuali tutto sommato buone per il ragazzo di Graffignana, che chiude con 4/7 dal campo e 5/5 dalla lunetta. Alla fine 11 punti, 5 rimbalzi, 2 assists e 2 recuperi.

DENVER NUGGETS 117-110 UTAH JAZZ (28-23; 63-46; 88-66).

UTAH: Hayward 10, Favors 2, Jefferson 19 (8/14, 3/4 tl), Bell 2, Harris 10, Millsap 13, Watson, Miles 13, Kanter 4, Howard 8, Evans 4, Burks 15, Tinsley.

DENVER: Gallinari 11, Nene 25 (10/13, 5/5 tl), Mozgov 4, Afflalo 10, Lawson 15, Miller 7, Harrington 18, Fernandez 11, Andersen 4, Brewer 6, Faried, Koufos 4, Carroll 2.