I Lakers (con)vincono e battono i Jazz 102 – 84. Bryant versione assistman

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Si rivede il sole nella città degli Angeli. Tornano alla vittoria i Los Angeles Lakers dopo 11 giorni e 4 partite consecutive perse rispettivamente contro Memphis, Chicago, Toronto e Miami. L’ultimo “goal” risale infatti al 15 di Gennaio contro i Milwaukee Bucks. Altra buona notizia in casa Lakers è il pressappoco immediato rientro in campo di Howard che lamentava ancora fastidi alla spalla nella partita di Memphis. I Jazz, d’altro canto, vantavano una striscia contraria a quella dei Lakers; infatti la squadra di Tyrone Corbin era reduce da 4 vittorie consecutive, battendo in casa Washington, Cleveland e Miami e vincendo sul campo di Detroit. L’ultima sconfitto si registra sul parquet della Philips Arena di Atlanta. Dati, statistiche, parole ma, come sempre, è il campo a dire chi è il migliore tra le due squadre.

Abbiamo parlato del ritorno di “Superman” e questo ritorno si sente e si vede allo Staples Center! Parte subito con le marce alte la squadra di casa che, proprio con Howard, conclude il parziale di 7-0 con rimbalzo offensivo di rara prepotenza e appoggio al vetro. Sembra girare in maniera sublime l’attacco dei Lakers: si inizia sempre dal 10, Steve Nash, mentre gli altri fattori son quelli che variano. Nash legge il back door di Kobe Bryant, il quale attira a se l’uomo di Howard, ruota male la difesa dei Jazz e Dwight mette a segno il primo alley oop della serata. Poco dopo, stessa azione, stesso regalo: si parte sempre da Nash, schiacciato a terra per Gasol in punta che alza per un Howard molto cercato nel primo quarto che ringrazia e mette a segno lo stessa canestro precedente. Fortunatamente per il pubblico, meno per quello angeleno, ci sono anche i Jazz che si fanno notare grazie a Millsap che, di esperienza, fa saltare Howard con una bellissima finta, prende la linea di fondo (dove non c’è aiuto, ma questa è prerogativa fissa della difesa dei Lakers) e schiaccia ad una mano. É il canestro del 19-15.

Nel secondo quarto scalda i motori anche Al Jefferson che mette a segno un long two che vale il -6 ai suoi Jazz. Ma è il momento del Mamba, che, sul finire di secondo periodo, letteralmente “circumnaviga” l’area, si arresta e buttandosi indietro segna. Un canestro alla Kobe Bryant di Kobe Bryant. Si va all’intervallo lungo col punteggio di 47-37 LA.

Il terzo quarto di gioco si apre con le solite trame offensive dei Lakers ma stavolta è Nash in prima persona che fornisce l’assist per Superman che schiaccia a 7′ dalla fine del quarto. Anche i Jazz, però, hanno sprazzi di grande intesa offensiva. Lo si evince quando improvvisamente Foye alza per Favors un alley oop pazzesco. É la schiacciata che vale il -3 Utah (61-58). Dall’altra parte si scatena lo show di Kobe in versione assistman: penetra, attira su di se gli occhi di tutta la difesa dei Jazz che lasciano colpevolmente da solo Metta World Peace che, in particolare dall’angolo, non perdona. Ancora Kobe che delizia i tifosi Lakers con penetrazione, finta di dalla in angolo e passaggio per il tagliante dal lato debole J. Meeks che ringrazia e scrive 2 a referto. In un nulla è di nuovo +9 Lakers.

Nell’ultimo periodo vengono fuori stanchezza e poca lucidità degli uomini di Corbin che cedono soprattutto dal punto di vista difensivo. Pau Gasol, grazie alla sua straordinaria velocità di piedi, batte un impotente Millsap e regala ai Lakers un rassicurante margine di vantaggio. Sembra funzionare anche l’asse Gasol-Howard che insieme fruttano 32 punti, 2 dei quali sull’ennesimo alley oop che il catalano alza per l’ex centro dei Magic. É il canestro dell’ 86 – 71 Lakers. Le luci allo Staples, però, le può chiudere solo il numero 24 che anticipa un passaggio prevedibile di Jefferson e, in solitaria, schiaccia e fa impazzire (finalmente!) i tifosi di Los Angeles. La partita finisce col punteggio di 102-84.

Da rimarcare un mansueta dose di tiri per Kobe, il quale chiude con 7/10 dal campo, nessun tentativo da 3 punti ma è a un solo rimbalzo dalla tripla doppia (9 rimbalzi e ben 14 assist). Bene anche Gasol che esce dalla panchina e ne segna 15 in 25′ di utilizzo. I Jazz invece mostrano ancora il loro limite sotto le plance dove vengono dominati dai Lakers con un netto +15 (45-30).

UTAH JAZZ (23-20): Williams 7, Millsap 10, Jefferson 12, Foye 10, Tinsley 6, Hayward 13, Favors 14, Burks 3, Kanter 2, Watson 2, Carroll 5, Evans, Murphy.

LOS ANGELES LAKERS: World Peace 17, Clark 7, Bryant 14, Howard 17, Nash 15, Gasol 15, Meeks 8, Duhon 5, Jamison 4, Morris, Sacre, Ebanks n.e.