Il Re supera il Mamba, LeBron batte Bryant. Miami sbanca lo Staples per 90-99

0

Ph.: basesandbaskets.comDi duelli storici se ne son visti tanti nella Lega più bella del mondo: Kareem Abdul-Jabbar contro Wilt Chamberlain, Larry Bird contro Earvin “Magic” Johnson, Michael Jordan contro i vari Drexler, Stockton&Malone e così via. Si potrebbe continuare per ore citando giocatori che hanno fatto la storia della NBA. Ma lo scontro, la rivalità, l’aspra ma sana competizione che sta caratterizzando questi anni di NBA è sicuramente quella tra LeBron “King” James e Kobe “Black Mamba” Bryant. Giocatori così diversi per gioco, per impostazione fisica e per mentalità che si contendono, insieme a pochi, l’appellativo di miglior giocatore del pianeta. Dal canto suo, Kobe vanta i suoi cinque anelli nei confronti del l’unico “Ring” conquistato lo scorso anno da James. LeBron, invece, vanta delle cifre spaventose, percentuali e statistiche da brivido che, seguendo le previsioni, all’età di Kobe (i due hanno sei anni di differenza) supereranno quelle di Bryant. Tante valutazioni da fare, tante storie da poter raccontare, tante similitudini da poter attuare ma la parola, come sempre, va lasciata al campo.

Stanotte allo Staples è andato in scena l’incontro tra Miami Heat e Los Angeles Lakers, entrambe le squadre in un momento non proprio positivo ma reduci da due vittorie. La squadra di coach D’Antoni riaccoglie in panchina il catalano Pau Gasol, il quale finalmente ha ricevuto l’OK dell’equipe medica dopo la lieve commozione cerebrale procurata nel match perso al Pepsi Center contro i Nuggets di Gallinari. La batteria lunghi dei Lakers, quindi, ritorna quella progettata dai Buss a inizio stagione. Per quanto riguarda Spoelstra, le scelte sono più o meno sempre le stesse, con Bosh obbligato a difendere sui lunghi di LA nonostante la netta inferiorità fisica.

Marce basse i primi tre minuti iniziali con soli 4 punti realizzati. La tensione sui volti e nell’aria si percepisce subito. La scossa vera e l’inizio della partita la sancisce LeBron James. Bosh, intercettando un passaggio complesso e difficile da ricevere di Nash per Clark, innesca Chalmers che serve immediatamente il compagno con la canotta numero 6, il quale va a schiacciare ad altezze proibitive. Ancora difficoltà di passaggio per la squadra di casa che si vede intercettato l’ennesimo passaggio; stavolta è Bryant l’autore dell’errore che permette a Wade di sviluppare un 2 contro 1 che porterà al ferro proprio in neo trentunenne, visto che il compleanno ricade proprio il 17 Gennaio. Due schiacciate che generano il 6-2 Miami. Il vero padrone di casa ne ha già viste troppe: il Mamba si mette in azione con uno spettacolare back door, efficace ad elidere la difesa proprio di Dwyane Wade, e conclude con una gran schiacciata ad una mano per il 12-11 LA. Lo Staples Center, gremito in ogni ordine di posto, inizia a riscaldarsi. Notizia positiva per i Lakers è il rientro in campo a 3’34” dalla fine della prima parte del match di Pau Gasol, il quale prende il posto di Howard. I secondi finali del primo quarto, però, sono deliziati da una gran giocata di James che, a 32″ dalla fine, batte Metta World Peace, al secolo Ron Artest, e schiaccia sull’impotente Duhon. Il punteggio alla fine della metà del primo tempo è di 24-22 LA.

Nel secondo quarto ritorna a far scrivere il suo numero sul referto il catalano Gasol che con eleganza e maestria mette a segno uno straordinario semi gancio con la mano sinistra, approfittando del difettoso accoppiamento con Shane Battier. Il punteggio ora recita 31-29 per gli Heat. Inizia, allora, a macinare gioco Kobe Bryant, il quale, dopo un blocco granitico di Howard, stampa in faccia al festeggiato Wade un canestro alla Kobe buttandosi indietro. Ma i suoi sono ancora sotto di due lunghezze. Restano incollati anche all’estremo libertà sotto canestro di Howard che, su un lob geniale di Steve Nash, segna con fallo di un inefficace Chris Bosh. Evidente come CB faccia enormemente fatica a contenere un colosso del genere. Il vantaggio dei padroni di casa, però, è siglato da World Peace che dall’angolo non perdona le mal riuscite rotazioni difensive degli Heat. Risultato: assist di Nash che ancora una volta illumina, bomba di Metta e 42-41 per i Lakers. La reazione dei Miami è pressappoco immediata; infatti, Wade penetra e pesca alla perfezione King James che riceve lo scarico del compagno e a 3″ dalla sirena dell’intervallo inchioda a due mani. Schiacciata che vale il 45-44 ancora in favore dei locali.

Si inizia da dove si aveva terminato. É ancora l’asse James-Wade a scardinare la difesa di coach D’Antoni. Stavolta è LeBron che, penetrando sulla linea di fondo, offre un ottimo assist a “The Flash” che capitalizza nonostante il fallo di un colpevole Nash. L’azione vale il pareggio a quota 49. James decide che è il momento giusto per tentare la fuga e approfitta della non perfetta posizione difensiva di Metta World Peace per andare a concludere per realizzare l’and one. Il tabellone dello Staples dice +6 Heat. Ma i Lakers non ci stanno e a metà quarto di rifanno sotto: jumper sbagliato da LeBron, rimbalzo Nash che trasforma in un nulla l’azione da difensiva in offensiva e fa partire il contropiede che sta per essere finalizzato da Clark. Il rientro di LeBron James non permette i due punti semplici a Clark che subisce una classica “Chase-Down” ma Battier non taglia fuori Jamison che segna col fallo. Nuovo -2 per Kobe e compagni. James, piuttosto adirato dall’errore del compagno Battier, decide di mettersi in proprio e, con tanto di rincorsa, non solo batte ancora una volta Metta ma conclude con un lay up rovesciato sulla testa di Gasol. Il punteggio è di 73 – 65 Heat quando suona la penultima sirena.

L’ultimo quarto si apre con il riscatto di Gasol che pareggia con schiacciata a quota 78 su assist di World Peace. “4th Quarter: Kobe Time” il telecronista sancisce così la bomba del Mamba che, su assist di Gasol, mette dentro una tripla fondamentale per i suoi. La foto della partita di ritrova a 5′ dalla fine della partita: costretto Kobe a forzare allo scadere dei 24″ tira corto su contestazione di LeBron. La palla ritorna nella direzione dei due e sembra essere in vantaggio Kobe che prende la palla ma LeBron con un vero e proprio tuffo gliela sradica dalle mani, si alza, corre in contropiede e serve Ray Allen che piazza una bomba che ammutolisce i tifosi dello Staples sul punteggio di 86-86 Miami. Ma mai dimenticare “4th Quarter: Kobe Time”! Il Mamba si carica i suoi sulle spalle e segna una tripla terrificante sulla faccia del festeggiato Wade per il 90-90 a 2’32” dalla fine. Il “Birthday Man” però si vendica l’azione successiva quando, perso proprio da Bryant dopo un blocco, si alza e realizza due punti fondamentali. Ed ecco che ricomincia la nota dolente della linea della carità per Howard. Mandato in lunetta, l’ex centro dei Magic fallisce il primo con un clamoroso Airball che non scheggia nemmeno in ferro. Sbaglierà anche il secondo. Il vero “assassino” dei Lakers non è né LeBron, né Wade ma Ray Allen che inventa una parabola incredibile per evitare le braccia protese di Howard e per portare i suoi sul +4. A spegnere definitivamente le luci dello Staples Center è LeBron che batte per l’ennesima volta Metta World Peace, si arresta e segna in arresto e tiro. É Game Over a Los Angeles: il “Biggest Names Face-Off” va agli Heat con il punteggio di 99-90.

MIAMI HEAT (26-12): James 39, Wade 27, Bosh 7, Allen 9, Chalmers 4, Miller n.e., Anthony 1, Lewis, Cole 6, Battier 2, Pittman n.e., Jones n.e.

LOS ANGELES LAKERS (17-22): Bryant 22, World Peace 16, Clark 6, Howard 13, Nash 9, Jamison 12, Gasol 12, Duhon, Morris, Ebanks n.e., Meeks n.e., Sacre n.e.