Incredibile JR, NY passa a Phoenix. Kobe non basta, vince Gallo. Ok Houston

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PHOENIX SUNS 97­-99 NEW YORK KNICKS (29-27; 44-54; 76-76).

I New York Knicks (21-8) battono i Phoenix Suns (11-18) col punteggio di 97-99. Eroe di giornata JR Smith, che mette 27 punti, tra i quali il fadeaway del pareggio e il clamoroso tiro della vittoria sulla sirena. I Knicks erano senza Carmelo Anthony, Raymond Felton e Rasheed Wallace. Per questo tanti minuti all’ex Pesaro e Sassari James White, il quale parteciperà per la prima volta in carriera allo “Slam Dunk Contest” a stelle e strisce, dopo aver impressionato in quello russo e italiano. Dall’altra parte, Phoenix ha perso nel secondo quarto Goran Dragic a causa di un “flagrant foul” di JR Smith. Jason Kidd ha firmato il suo season high con 23 punti e 5/8 dalla lunga. Career high invece per Jared Dudley: 36 punti con 11/17 dal campo e 9/9 dalla linea della carità. Dudley ha segnato 19 o più punti nelle ultime 5 partite casalinghe, cosa che un Suns non faceva dal 2010, quando a riuscirci fu Stoudmire, ora proprio a New York e prossimo al rientro in campo. Da segnalare il fatto che, dopo il buzzer beater di Smith, PJ Tucker è rimasto per molti minuti nello spogliatoio con un asciugamano sulla faccia. Possiamo dire che la colpa di Tucker è minima se non nulla, vista la sua difesa comunque ampiamente sufficiente e l’impossibilità di impedire a JR di segnare quel tiro senza commettere fallo. La partita: inizio piuttosto lento e decisamente favorevole ai newyorkesi, visti i soli 15 punti (minimo stagionale) segnati da Phoenix nel secondo periodo, che vede anche Dragic abbandonare la partita sul 44-54 a 22” dal termine. Gli arbitri scelgono, giustamente, di non espellere Smith, regalandoci così un secondo tempo favoloso. Jared Dudley si mette in ritmo e piazza 3 triple nell’arco di pochi minuti, permettendo ai suoi di agguantare gli arancio-blu a quota 72. Si chiude sul 76-76 il terzo periodo. I Suns riescono addirittura a portarsi a due possessi di vantaggio, subito rimontati dai ragazzi di Woodson. Partita sempre sul filo dell’equilibrio, nonostante Dudley provi a spezzarlo con qualche bomba. A 4’ dalla fine è 90-93, con Smith che prima schiaccia e poi serve Kidd per la tripla. Phoenix piazza un 7-0 di parziale e si porta sul +2 a un paio di decine di secondi dal termine. A questo punto sale in cattedra JR Smith: fadeaway dalla media e clamoroso canestro sulla sirena dall’angolo, che vale il definitivo 97-99. Dopo il canestro della vittoria, c’è anche un simpatico balletto per l’ex Denver, sempre più amato da tifosi e compagni.

Clicca qui per il video del buzzer beater di JR Smith

NEW YORK: Kidd 23, Chandler 14, Thomas 5, White 2, Brewer 2, Smith 27, Copeland 14, Prigioni 5, Novak 3, Camby 4, Anthony DNP, Felton DNP, Wallace DNP.
PHOENIX: Dudley 36, Gortat 13, Brown 11, Scola 6, Dragic 4, Telfair 11, Beasley 10, O’Neal 6, Tucker, Morris, Johnson DNP, Marshall DNP, Zeller DNP.

 

DENVER NUGGETS 126-114 LOS ANGELES LAKERS (29-26; 57-54; 96-87).

I Denver Nuggets (16-14) battono i Los Angeles Lakers (14-15) col punteggio di 126-114. MVP della partita Corey Brewer, che uscendo dalla panchina pareggia il suo career high di 27 punti, con un clamoroso 6/7 dalla distanza. Dominante anche “The Manimal” Kenneth Faried: per lui 21 punti e 15 rimbalzi. Faried ha preso più rimbalzi che la coppia di lunghi gialloviola Howard-Gasol. Dall’altra parte non basta il solito supremo e straordinario Kobe Bryant, che chiude a quota 40 con il 55% dal campo. Per la decima volta consecutiva “The Black Mamba” va oltre i 30 punti. 17+11 per un buon Iguodala. Bene anche il nostro Danilo Gallinari: 19 punti, 6/10 dal campo e una tripla che ha deciso le sorti della partita. I Lakers hanno giocato gli ultimi 17’ senza Dwight Howard, espulso per un “flagrant” su Faried. Queste le dichiarazioni di Bryant: “Stanotte è sembrato come se giocassimo troppo lentamente, come se fossimo eternamente nel mezzo. Loro hanno giocato con tantissima energia, voglia di vincere. Avevamo semplicemente una marcia inferiore”.
La partita: inizio decisamente spettacolare per la squadra del Colorado. Iguodala innesca Koufos con un assist da dietro la schiena, poi McGee parte in palleggio dalla linea del tiro libero e chiude con un’incredibile inchiodata per il 16-9. Bryant e Nash provano a rimediare con 5 punti consecutivi, ma Faried è molto presente sotto le plance e con un tap-in a 9” dalla fine del primo periodo fissa il punteggio sul 29-26. Denver allunga fino al +8 con una schiacciata di Brewer e dall’altra parte sembra esserci il solo 24 ad accorciare le distanze. Ty Lawson penetra e alza la parabola, Howard manda le squadre negli spogliatoi sul 57-54. Il centro ex Magic però si fa espellere a metà terzo periodo, favorendo McGee che ne approfitta  e schiaccia l’84-72. A questo punto inizia la pioggia di triple targate Nuggets: prima Brewer anticipa la sirena realizzando da 9 metri, poi nell’ordine Iguodala, ancora Brewer e 2 volte Gallinari. E’ proprio l’ex Olimpia a mettere la parola fine sul match: 126-114.

LOS ANGELES: Bryant 40, Gasol 19, Howard 12, Nash 15, Morris, Meeks 7, World Peace 10, Hill 9, Duhon 2, Clark DNP, Ebanks DNP, Jamison DNP, Sacre DNP:
DENVER: Gallinari 19, Faried 21, Koufos 10, Iguodala 17, Lawson 17, McGee 7, Miller 6, Brewer 27, Mozgov, Hamilton 2, Fournier DNP, Miller DNP, Randolph DNP.

 

MINNESOTA TIMBERWOLVES 84-87 HOUSTON ROCKETS (17-22; 47-44; 64-61).

Gli Houston Rockets (16-12) battono i Minnesota Timberwolves (13-13) col punteggio di 84-87. Solita grande prestazione per James Harden, che chiude con 30 punti e 6 rimbalzi. Suoi i 4 punti consecutivi nell’ultimo minuto che decidono la partita. Nonostante i Wolves abbiano toccato il +14, i texani hanno rimontato con un parziale di 15-2 quasi totalmente piazzato dalla panchina. “Il Barba” ha segnato 17 dei suoi 30 punti nel quarto periodo. Decisamente deludente il settore lunghi di Minnesota, di solito dominante. Solo 7+12 per Love e 2+7 per Nikola Pekovic. 4/21 dal campo in coppia. Per il buon Kevin 0/7 dall’arco e quasi un paio di air-ball. Alla fine della partita ha passato molti tiri aperti, alcuni dei quali nei possessi decisivi. Ecco le dichiarazioni post partita di coach Rick Adelman: “Sconfitta deludente. Abbiamo avuto il controllo della partita nel terzo quarto e ci siamo addormentati. A quel punto la partita era di nuovo in gioco e loro hanno fatto meglio. Non so perché, ma l’intera squadra si è raffreddata dopo il terzo quarto. Semplicemente non siamo riusciti a tirare e segnare, cosa molto preoccupante”. Da segnalare i 17 rimbalzi del centro turco Omer Asik, ormai una certezza. Nonostante sia la peggior difesa dopo un back to back, Houston ha costretto Minnesota al 38% dal campo, una delle peggiori prestazioni al tiro dell’annata. JJ Barea ha giocato un’ottima partita, segnando 18 punti, ma la sua palla persa a 30” dalla fine è risultata decisiva: con i Wolves sotto di 1, ha regalato la palla a James Harden che non ha esitato ed ha concluso in contropiede per il definitivo 84-87.

HOUSTON: Harden 30, Parsons 12, Asik 9, Morris 8, Lin 8, Delfino 11, Smith 3, Douglas 6, Aldrich DNP, Cook DNP, Machado DNP, Montiejunas DNP, Patterson DNP:
MINNESOTA: Kirilenko 8, Love 7, Pekovic 2, Shved 16, Ridnour 8, Rubio 8, Cunningham 8, Barea 18, Williams 9, Amundson DNP, Lee DNP, Stiemsma DNP.