James doma (e domina) Toronto, Bryant sempre più vicino a Jordan

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Cleveland Cavaliers-Toronto Raptors 105-101 (26-33, 45-53, 71-78)
Nel match più atteso della Eastern Conference a spuntarla sono i Cleveland Cavaliers trascinati da un fenomenale LeBron James. Il primo quarto inizia con un certo equilibrio, ma l’asse canadese Lowry-Valanciunas fa più volte male alla difesa di Cleveland e permette a Toronto di avvantaggiarsi fino al quarto periodo. Nell’ultima frazione però James è inarrestabile e, aiutato da un Love che segna la tripla del pareggio a quota 97, decide il match con la bomba del 102-99. Dall’altra parte la replica di Lowry non va a buon fine grazie alla buona difesa di Tristan Thompson.
Cleveland (13-7): James 35, Waiters 18, Love 17 (9 rimbalzi), Irving 13 (10 assist), Thompson 8 (8 rimbalzi).
Raptors (16-6): Valanciunas 18 (15 rimbalzi), Ross 18, Lowry 16 (14 assist), Patterson 12, Johnson 12.
Key Stat: Nonostante il 67% dal campo nel primo quarto, in questa partita equilibrata Toronto paga le 4 palle perse in più e gli 8 tiri liberi tentati in meno.
MVP: Lebron James, prestazione mostruosa contro una corazzata dell’Est per il Prescelto: 35 punti, di cui 16 all’intervallo, ma soprattutto tanta leadership ed esperienza nel finale di gara, determinante con la tripla del sorpasso definitive.
 
Detroit Pistons-Portland Trail Blazers 85-98 (22-33, 46-55, 62-76)
Le due squadre arrivavano a questa partita cavalcando stati di forma differenti, che sembrano confermarsi dopo pochi minuti dall’inizio con la tripla di Matthews  che segna il 9-0 iniziale per i Blazers. Detroit però sembra riprendersi e impatta la gara a quota 11, ma la prima frazione si chiude con una tripla allo scadere di Aldridge che porta a +11 i suoi. Sembra l’ennesima partita senza grinta per i Pistons ma a inizio quarta frazione i rossoblu spingono sull’acceleratore e si portano anche a poche lunghezze di vantaggio sfruttando la vena realizzativa di Monroe, ma Portland non ci sta e chiude la gara nel finale con i suoi due assi.
Pistons (3-19): Monroe 22 (10 rimbalzi), Butler 13, Caldwell-Pope 11, Smith 10, Drummond 10 (15 rimbalzi).
Blazers (17-4): Aldridge 23 (11 rimbalzi), Matthews 19, Lillard 14, Kaman 14, Crabbe 9.
Key Stat: Portland tira molto meglio di Detroit (48% a 35%), ma soprattutto sorprendono gli 8 falli commessi dai Pistons, sintomo di un’ intensità difensiva che non c’è ancora.
MVP: LaMarcus Aldridge, mai stato impensierito dalle torri di Detroit, nonostante le brutte percentuali è stato il top scorer del match, in più con la tripla messa a segno nel primo quarto supera Terry Porter al secondo posto dei migliori realizzatori della franchigia dell’Oregon.
Losing Effort: Brandon Jennings, 1 punto con soli 5 tentativi in tutta la partita, con un -15 di plus/minus che dimostra che lui in questa partita non ci è mai entrato.
 
Memphis Grizzlies-Dallas Mavericks 114-105 (34-37, 56-62, 92-79)
Scontro al vertice tra due contendenti  della Western Conference quello che va in scena a Memphis, con i padroni di casa che devono reggere l’urto iniziale di Dallas guidata da un ottimo Parson e che si porta in vantaggio all’intervallo sebbene dall’altra parte Gasol faccia la voce grossa sotto le plance. Il terzo quarto però porta una scarica di adrenalina per la franchigia del Tennessee, le giocate di intensità di Allen e Prince, oltre al solito contributo di Zach Randolph, rovesciano la gara, portando i padroni di casa all’ultima pausa sopra di 13. Sembra finita ma un Parsons finora caldissimo e la panchina provano a rovesciare la gara, messa in ghiacciaia da un pesantissimo canestro su rimbalzo offensivo di Marc Gasol.
Grizzlies (17-4): Gasol 30, Conley 22, Randolph 17 (13 rimbalzi), Allen 13, Prince 11.
Mavericks (16-7): Parsons 30, Nelson 17, Barea 17, Crowder 13, Nowitzki 11.
Key Stat: Sebbene Dallas registri un 18/40 da tre punti (di cui 7 segnate solo nel primo quarto), i texani soccombono alla difesa dei Grizzlies perdendo ben 16 palloni contro le sole 5 perse da parte dei padroni di casa.
MVP: Marc Gasol, continua il momento magico dello spagnolo, 30 punti, 5 rimbalzi, 6 assist, 12/13 ai liberi, partita totale che si concluede con la ciliegina del canestro che spezza le reni ai Mavs.
Losing Effort: Nowitzki + Ellis, insieme fatturano un disastroso 5/28 dal campo, con nove errori dalla grande distanza, troppo se vuoi pensare di vincere in casa della miglior squadra della Lega.
 
Oklahoma City Thunder-Milwaukee Bucks 114-101 (26-31 , 61-52 , 87-78)
Esordio casalingo per Kevin Durant in questo tormentato avvio di stagione, ma che galvanizza immediatamente l’ambiente in casa Thunder. Dall’altra parte però i Bucks non ci stanno a essere le vittime sacrificali dell’evento e giocando molto bene sorprendono i Thunder nella prima frazione. Nel secondo quarto però OKC vola, ispirata dalle sue due point guard che bucano più volte la difesa di Milwaukee, chiudendo il primo tempo a quota 61, massimo stagionale. Al ritorno dall’intervallo le brutte notizie per i ragazzi di Kidd sembrano non finire, infatti Durant pare essersi tolto un po’ di ruggine e comincia a dominare la gara con schiacciate e assist ai compagni, completando nel migliore dei modi la festa a lui dedicata.
Thunder (8-13): Westbrook 28 (7 assist), Durant 23 (9 rimbalzi, 7 assist), Jackson 18 (7 rimbalzi), Ibaka 15.
Bucks (11-12): Mayo 18, Antetokounmpo 17, Parker 15, Bayless 11, Knight 9.
Key Stat: Nonostante le 20 palle perse da OKC, I Thunder banchettano sotto I tabelloni avversari vincendo la battaglia 54 a 31 (prendendone 15 offensivi) e tirando meglio (50% contro il 40%).
MVP: Russell Westbrook, anche se questa partita era la festa per il ritorno di Durant, a far si che i Thunder la portassero a casa ci ha pensato il numero 0 con un secondo quarto di altissima intensità che ha invertito le sorti dell’incontro, lasciando poi il palco allo spettacolo messo su da Durant nel secondo tempo.
 
(a cura di Ario Rossi)
New Orleans Pelicans-New York Knicks 104-93 (28-27; 54-52; 77-73)
I Knicks non hanno mai vinto meno di 5 gare nelle prime 23 disputate. È successo quest’anno con la vittoria dei Pelicans maturata solo nel quarto periodo. Dove prima New Orleans segna un 6-0 che li porta a +10 e poi Evans, negli ultimi 3′, infila 8 punti consecutivi che chiudono la gara.
Pelicans (10-10): Evans 27, Davis 18, Asik 16 (14 rimbalzi), Holiday 13
Knicks (4-19): Stoudemire 26, Anthony 17, JR Smith 17, Calderon 8
Key stats: Il dominio sotto canestro:  54-40 i punti in area, 43-30 la lotta a rimbalzo, entrambi ovviamente a favore dei Pelicans.
MVP: Tyreke Evans. 27 punti con 11/15 al tiro, ai quali aggiunge 6 assist. Decisivo nel finale. Veniva da 5 gare nelle quali aveva tirato con il 33% totale.
Losing Factor: L’attacco dei Knicks non passa prevalentemente da lui, ma se Shumpert segna solo due punti, frutto di uno scadente 1/6 al tiro, diventa un problema.
 
Phoenix Suns-Miami Heat 97-103 (25-28; 51-46; 72-73)
Partita sempre in equilibrio. Marcus Morris – autore di 25 punti, suo career high, con 10/13 al tiro – segna il 91-90 a 3′ dal termine. Lì si scatena Bosh che infila 7 punti di fila e porta i suoi a +6 con meno di 2′ sul cronometro. Green mette la bomba del -3, ma Wade – finisce a 11 la sua striscia con gare chiuse con almeno il 50% al tiro, oggi 7/15 – risponde con la stessa moneta e chiude i conti.
Suns (12-11): Marcus Morris 25, Green 19, Markieff Morris 17, Dragic 16
Heat (10-11): Bosh 34 (9 rimbalzi), Deng 23, Wade 16, Cole & McRoberts 10
Key Stats: Pazzesco 54% al tiro per gli Heat, dato record questa stagione per un avversario di Phoenix. Solo 11 turnovers, a differenza delle 22 dei Suns.
MVP: Chris Bosh. 14/21 al tiro per 34 punti totali. Dieci sono arrivati nell’ultimo periodo, sette negli ultimi 3′.
Losing Factor: Dopo aver fatto registrare la prima tripla doppia della sua carriera, Bledsoe incappa in una giornata decisamente storta. 4 punti con 2/11 al tiro: almeno “si salva” con 8 assist.
 
Utah Jazz-San Antonio Spurs 100-96 (21-22; 44-43; 78-72)
I Jazz fermano la striscia di 9 sconfitte consecutive e lo fanno contro una delle più serie contenders, i San Antonio Spurs. “La chiave è stata rimanere in partita sempre, non sprofondare a -20”, ha detto Hayward. Popovich si è fatto espellere sul finire del terzo quarto e Utah è volata a +6. San Antonio non è mai più riuscita a tornar sotto i 5 punti e i Jazz hanno messo fine alla striscia di 9 successi consecutivi degli Spurs all’ex Delta Center.
Jazz (6-16): Favors 21, Hayward 20, Burks 14, Kanter 12 (15 rimbalzi), Burke 8
Spurs (15-6): Duncan 23 (14 rimbalzi), Leonard 16, Green & Belinelli 13, Ginobili 10
Key stat: Utah ha tirato con il 50% dal campo, cosa successa solo 4 volte quest’anno. Di queste, ne ha vinte 3.
MVP: La coppia di lunghi Favors-Kanter. Ha messo a segno 33 punti e catturato 23 rimbalzi, tirando con un ottimo 16/29. Non era facile tenere Duncan (808 doppie doppie in carriera), ma ce l’hanno fatta egregiamente.
Losing Factor: Manu Ginobili. Segna 10 punti e smazza 8 assist, ma tira 3/17 (1/6 da 3) dal campo e con quelle torri che si ritrova Utah significa spesso e volentieri regalare palla agli avversari.
 
Los Angeles Lakers-Sacramento Kings 98-95 (24-29; 46-55; 78-81)
Los Angeles era sotto anche di 12 all’inizio del terzo quarto, ma pian piano ha recuperato, fino ad arrivare a ridosso dei Kings a 3′ dalla fine. Lì si scatena Bryant con una schiacciata, una tripla e un assist per Jordan Hill, che firma il sorpasso (94-93) a 1’39” dalla fine. Collison segna il controsorpasso, ma Bryant dalla lunetta la chiude. Prima Gay e poi Stauskas sbagliano le triple della vittoria nel primo caso e della parità nel secondo.
Lakers (6-16): Bryant 32, Boozer 15 (9 rimbalzi), Young 12, Davis 11, Johnson 10
Kings (11-11): Collison 26, Gay 23, McLemore 15, Evans 8 (14 rimbalzi)
Key stat: Solo 5 palle perse per i Lakers, record NBA stagionale, mentre i Kings ne commettono 16.
MVP: Kobe Bryant. Segna 32 punti, dei quali 9 negli ultimi 3′. Decisivi i liberi del sorpasso a 34″ dal termine. Ora è a -30 punti dal sorpasso a Sua Maestà Jordan al terzo posto dei marcatori di sempre. Chiude con 11/27 al tiro, ma era 4/13 nella prima metà…
Losing Factor: La panchina dei Kings. Segna solo 18 punti, a differenza di quella dei Lakers che ne firma 37 grazie a Boozer e Young.

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