Miami e Oklahoma sul 3-0, vince anche Atlanta

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Charlotte Bobcats-Miami Heat 95-96 (Niccolò Costanzo)

Miami continua la sua marcia perfetta; in molti, dopo la doccia fredda della Finals 2011, avevano pronosticato un anno di dominio per la franchigia della Florida, eppure, dopo solo 3 partite, gli Heat sembrano aver già scavato un solco nella Eastern Conference. E’ chiaro che la regular season, soprattutto per com’è strutturata quest’anno, con un calendario fittissimo, nasconde numerose insidie, ma Miami continuando così potrebbe staccare subito le altre pretendenti (ammesso che ce ne siano) al primo posto nell’Est.
Contro Charlotte gli Heat vincono una partita tutt’altro che scontata; i primi due quarti sono della squadra del presidente Michael Jordan, che domina arrivando anche a + 15 sugli avversari; gli interpreti più in vena dei padroni di casa sono Gerald Henderson, D.J. Augustin, autore di una tripla allo scadere della seconda frazione di gioco, ed un clamoroso Boris Diaw da 14 punti e 4 assist a fine primo tempo. Gli Heat, apparsi un po’ scarichi a causa delle molte energie spese per portare a casa la partita contro i Celtics, iniziano in modo troppo blando, affidandosi a Lebron e Mario Chalmers, obbligato a realizzare una buona prestazione per fermare la prepotente avanzata del rookie Norris Cole; Il play e l’ala di Spoelstra realizzano 24 punti e riescono a mantenere lo scarto sotto i 20 per gli ospiti.
La vera prova di forza dei vice-campioni Nba avviene nel terzo quarto, dove piazzano, grazie alla difesa granitica già ben rodata dalla passata stagione, un parziale di 24-10. Fioccano i punti in transizione, sempre a beneficio della premiata ditta Chalmers-James; i due giungono rispettivamente a 15 e 27 punti, riportando la partita nei giusti binari. I Bobcats, in affanno e con un pessimo Corey Maggette (1/10 dal campo a fine partita), si affidano alle conclusioni personali di Henderson e Walker, fondamentale nel prendere la squadra in mano nei momenti in cui le cose non vanno.
Il quarto quarto è equilibratissimo; i Bobcats ritrovano la vena offensiva, grazie a Diaw e Augustin, ma i Miami Heat riescono a farsi avanti grazie a giocate dell’altro mondo delle proprie stelle, che dimostrano quanto a questo livello conti il Dna vincente nelle partite punto punto. La tripla a 12 secondi dalla fine di un ottimo Gerald Henderson porta i Bobcats sul 95-94, salvo poi essere ricacciati da un isolamento vincente di un sornione Dwyane Wade, autore di 10 punti nella contesa. L’ultima scelta di D.J Augustin è pessima e i Bobcats perdono così l’occasione di vincere le prime due partite della stagione. La prestazione di qualità resta, soprattutto perché la squadra di Paul Silas era stata giudicata una delle peggiori della Eastern Conference quest’anno.
Gli Heat vincono così la più classica delle partite di regular season e si portano, insieme a Oklahoma City, a 3 vittorie, ancora imbattuti.

Tabellini:

 Miami Heat: Bosh 25, James, 35, Anthony, Wade 10, Chalmers 15, Howard, Battier, Jones 2, Haslem 4, Cole 5

Charlotte Bobcats: Maggette 6, White 8, Diaw 16 (16 rimbalzi, 8 assisti), Henderson 21, Augustin 20, Carroll 2, Brown, Walker 14, Mullens 6, Biyombo 2

 

Atlanta Hawks-Washington Wizards 101-83 (Filippo Antonelli)

Gli ospiti incappano in una partenza da incubo sotto una pioggia di triple degli Hawks: Atlanta è in vantaggio 14-4 dopo soli 3’ grazie ai canestri dall’arco di Teague e Williams, seguiti dalle due triple di Joe Johnson. Lo stesso Johnson segna poi un’altra tripla dando l’impressione che Atlanta giocherà un’altra partita da schiacciasassi. Tuttavia, grazie alla pirotecnica coppia Wall-Young, gli ospiti rosicchiano qualche punto fino al 26-17 del 12’. Young è ispiratissimo e mette a segno altri 7 punti nella prima metà del secondo quarto, con gli Wizards che si ritrovano anche sul -2 dopo una tripla di Rashard Lewis. L’equilibrio dura poco: gli Hawks fuggono grazie ai punti di Josh Smith e Marvin Williams e si ritrovano sul 55-42 dopo i primi 24’ di gioco. A questo punto per gli Hawks si tratta solo di gestire il proprio vantaggio fino a fine gara. Gli Wizards si illudono di poter nuovamente rientrare con qualche altro canestro di Rashard Lewis, ma Atlanta scappa definitivamente con le triple di Johnson e Williams e qualche ingenuità degli avversari (vedi infrazioni di tre secondi difensivi). Alla fine del terzo quarto 85-64 Hawks con tripla nel finale di Vladimir Radmanovic. McGrady registra la sua seconda partita consecutiva in doppia cifra dopo due liberi a segno nel quarto quarto: il giocatore, continuando così, potrebbe rivelarsi una riserva importante. L’ultima frazione di gioco è francamente priva di spunti interessanti e la partita finisce 101-83, con gli Hawks che volano sul 2-0 e gli Wizards sullo 0-2. 

Tabellini: 

Atlanta Hawks: Williams 17, Smith 15, Horford 11, J. Johnson 18, Teague 11, McGrady 11, Pargo 3, Pachulia 6, Green 4, Radmanovic 5, I. Johnson. 

Washington Wizards: Lewis 13, Blatche 4, McGee 15, Crawford 1, Wall 20, Turiaf 2, Young 21, Mack, Singleton 7, Booker, Mason, Seraphin.

 

Detroit Pistons-Cleveland Cavaliers 89-105 (Luca Antonelli)

Vittoria esterna per i Cleveland Cavaliers contro i Detroit Pistons di Lawrence Frank (alla seconda sconfitta consecutiva). I Cavs hanno guidato la partita dall’inizio alla fine mantenendo quasi sempre la doppia cifra di vantaggio conquistata nel primo tempo. Per la formazione di Scott ben 6 giocatori in doppia cifra, tra cui i rookie Irving e Thompson, e una schiacciante vittoria nei punti prodotti dalla panchina (56 contro i 25 di quella dei Pistons). Per i padroni di casa il top scorer è stato Gordon con 25 punti ed è stata ottima anche la prova del rookie Brandon Knight con 23 punti.
Cronaca: I Pistons sembrano partire forte (6-2), ma le bombe di Casspi e Parker e i 4 punti in fila di Irving portano subito in vantaggio gli ospiti (8-14 al 5′). L’ex Biella Jerebko con 6 punti consecutivi impatta a quota 16 e, dopo un parziale 7-0 a testa, il primo periodo si chiude con un canestro di Sessions sul 23 a 25 per i Cavs. Samuels e Thompson cercano di far scappare Cleveland, ma Prince e Stuckey riescono sempre a tenere aperta la partita (32-36 al 20′). Salgono però in cattedra Varejao e la prima scelta del draft 2011 Irving. Sono loro tutti i punti del parziale 16-4 che porta gli ospiti sopra di 14 prima della bomba in chiusura di tempo di Knight (39-50 al 24′). Gordon scalda la mano dall’arco e i Pistons tornano a -5 (51-56 al 27′), ma Jamison risponde subito mettendone 9 in fila (55-67 al 31′). Un super Knight e un’altra tripla di Gordon riavvicinano i padroni di casa, ma Samuels e Sessions mantengono il vantaggio in doppia cifra (69-79 al 36′). A chiudere definitivamente il match ci pensano il solito Samuels e due bombe in fila di Gibson in apertura di ultimo periodo (76-91 al 40′). Gli 8′ finali servono solo a fissare il punteggio sull’89 a 105 per i Cavaliers. 

Tabellini: 

Detroit Pistons: Prince 10, Jerebko 8, Monroe 10, Gordon 25, Stuckey 11, Wallace, Maxiell, Knight 23, Daye, Wilkins, Macklin 2. All. Frank

Cleveland Cavaliers: Casspi 7, Jamison 15, Varejao 10, Parker 3, Irving 14, Sessions 16, Gee 5, Gibson 8, Thompson 10, Samuels 17. All. Scott 

 

Memphis Grizzlies-Oklahoma City Thunder 95-98 (Filippo Antonelli)

I Grizzlies, dopo la sconfitta nel rematch dei Playoffs 2011 contro gli Spurs, affrontano l’altra avversaria della scorsa post-season. Sono i Thunder a partire meglio grazie a due jumper di Serge Ibaka, poi il palcoscenico se lo prende lo svizzero Thabo Sefolosha, che realizza cinque punti in fila (9-13). Durant serve ai Thunder la fuga, ma un parziale 9-0 Memphis riporta la parità. 20-23 a fine quarto dopo una tripla di Cook. Oklahoma City ci riprova a suon di triple: Harden e Maynor a segno dal perimetro. A frenare l’emorragia per Memphis c’è uno scatenato Jeremy Pargo, autore di 8 punti dalla panchina nel primo tempo; squadre sul 49-54 all’intervallo. I Grizzlies addirittura provano a mettere la testa avanti con Zach Randolph nel terzo quarto, ma Durant firma subito il controsorpasso. Pargo sale a quota 14 e il rookie Josh Selby segna con il fallo a tre secondi dalla fine, portando la gara sul 70-72 quando mancano gli ultimi 12’. Randolph firma un nuovo sorpasso Memphis, ma OKC inizia di nuovo a lavorare per la fuga grazie ad un parziale 8-0 garantito dalle due triple dell’infallibile Daequan Cook; Durant e Harden segnano a loro volta dal perimetro e la gara sembra chiusa (77-89). 7 punti di Randolph e 2 di Gasol rimettono la gara in piedi e, entrando nell’ultimo minuto, Rudy Gay segna il canestro del -2; Durant, però, mette a segno il suo trentesimo punto con un meraviglioso canestro dalla media distanza. Mayo sbaglia dall’arco e a poco servono la schiacciata di Gay e la tripla di Randolph, vincono i Thunder 95-98. 2/16 per Memphis dall’arco.

Tabellini:

Memphis Grizzlies: Gay 19, Randolph 24, Gasol 16, Allen 9, Conley, Pargo 15, Mayo 7, Pondexter 2, Selby 3, Cunningham, Davis.

Oklahoma City Thunder: Durant 32, Ibaka 4, Perkins 10, Sefolosha 8, Westbrook 4, Collison 2, Mohammed 2, Maynor 7, Harden 20, Aldrich, Cook 9.

 

Phoenix Suns-Philadelphia 76ers 83-103 (Luca Antonelli)

Vincono e convincono sul campo dei Phoenix Suns (seconda sconfitta consecutiva) i Philadelphia 76ers di Doug Collins. I 76ers hanno preso in mano la partita sin dalle prime battute e non hanno mai lasciato avvicinare gli avversari nel punteggio (addirittura 36-70 al 31′). Da segnalare i ben 6 giocatori in doppia cifra per Philadelphia (Iguodala, Meeks, Holiday, Young, Turner e Williams) e i soli 24 punti prodotti dal quintetto dei Suns (Nash 4 punti con 2/11 dal campo in 17′).
Cronaca: L’inizio di match è scoppiettante con Iguodala da una parte e la coppia Nash-Hill dall’altra che continuano a realizzare canestri (16-15 all’8′), ma l’equilibrio finisce sostanzialmente qui. I Sixers infatti scappano con un parziale 10-2 targato Williams, Young, Turner e Vucevic (18-25 al 12′). La musica non cambia a inizio secondo quarto e con una bomba del solito Williams i Sixers toccano anche il +12 (22-34 al 16′). Price riavvicina i Suns, ma i jump shot di Holiday, Turner e Brand riportano Philadelphia in doppia cifra di vantaggio (28-40 al 21′). Gli ospiti chiudono, grazie alle bombe finali di Meeks e Iguodala, il primo tempo in vantaggio per 34 a 48. Per 7′ nei Suns segna solo Brown e i Sixers chiudono la partita portandosi sul +34 grazie a un’altra bomba di Igoudala e alle giocate di Meeks e Holiday (36-70 al 31′). Il match sostanzialmente finisce qui, nei restanti 17′ i Suns piazzano un parziale 47-33 e limitano il passivo a 20 punti (83-103). 

Tabellini:

Phoenix Suns: Hill 14, Frye 2, Gortat 4, Dudley, Nash 4, Warrick 14, Price 16, Lopez 7, Brown 6, Childress, Morris 9, Telfair 7. All. Gentry

Philadelphia 76ers: Iguodala 15, Brand 4, Hawes 9, Meeks 12, Holiday 15, Young 15, Williams 13, Turner 12, Vucevic 6, Brackins 2. All. Collins