NBA Inside Recap: Blazers schiacciasassi, Rockets espugnano Città del Messico

di La Redazione

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(a cura di Alberto Buffin) Oklahoma City Thunder @ Boston Celtics 109-94 (15-24; 42-51; 76-72) Nella battaglia tra le due PG, Reggie Jackson trionfa nel suo ritorno a Boston, dove giocò ai tempi del college. Per l’originario di Pordenone una prestazione da 28 punti e 8 assist, che vale la vittoria a dei Thunder ancora incerottati ma che sembrano trovare cose utili da qualsiasi uomo rotazione. L’apporto decisivo di Anthony Morrow, che chiuderà con 28 punti, e Lance Thomas (7 punti, 13 rimbalzi, 6 assist) regala il primo successo in trasferta della stagione alla banda di Brooks. Per i padroni di casa, Rondo ad un passo dalla tripla doppia (20 punti, 12 assist, 9 rimbalzi), con Sullinger come al solito statisticamente valido (14 punti, 11 rimbalzi, 6 assist). Celtics (3-4): Rondo 20 (12 assist e 9 rimbalzi), Bradley 17, Green 14, Olynyk 14, Sullinger 14 (11 rimbalzi e 6 assist) Thunder (3-6): Jackson 28, Morrow 28, Collison 12, Ibaka 11, Adams 9 Key Stat: Sotto canestro, i Thunder hanno annientato Boston: 50-30 nel pitturato MVP: Anthony Morrow. Era molto atteso e, dopo l’infortunio delle prime giornate, ha sfoderato una prestazione da 28 punti (11/16 al tiro con 4/5 da 3) in appena 31’ uscendo dalla panca. Orlando Magic @ New York Knicks 97-95 (31-27; 56-50; 74-76) Il brutto momento del team di coach Fisher prosegue, con il calendario che recita una sola vittoria di fronte al pubblico amico in 5 incontri. Knicks che mancano l’opportunità di vincere la contesa con JR Smith che sbaglia il tiro della vittoria, nonostante un buon Anthony da 27 punti e 5 rimbalzi. Evan Fournier firma con 28 punti la vittoria a domicilio dei suoi Magic, trascinati anche da un Nikola Vucevic che inannella una prestazione da 20+13. Knicks (2-7): Anthony 27, J.R. Smith 19, Jason Smith 10, Shumpert 10, Larkin 9 Magic (3-6): Fournier 28, Vucevic 20 (13 rimbalzi), Harris 12, Frye 9 Key Stat: Anche qui avere un Vucevic sotto canestro può fare la differenza: Orlando batte New York 22-12 “in the paint” MVP: Evan Fournier. Continua il suo ottimo periodo e chiude con 28 punti, frutto di 8/14 dal campo con 2/4 da 3 e 10/14 ai liberi. Houston Rockets @ Minnesota Timberwolves 113-101 (28-26; 53-49; 84-70) Il leit motiv di questi Rockets si chiama trasferta. Perfetta la banda di McHale quando si tratta di giocare lontano dalle mura amiche, come dimostra il 5-0 fuori casa di questo inizio di stagione. Non è cambiato il ritornello a Città del Messico, con Dwight Howard (22 punti, 10 rimbalzi) e James Harden (23 punti e 10 assist, anche se con 8/23 dal campo) a spiegarla anche ai lupi. Positivo anche Kostas Papanikolau, che dalla panchina pesca una prestazione da 14 punti. Per i padroni di casa, Nikola Pekovic è uno degli ultimi ad alzare bandiera bianca, chiudendo con 11 punti e 13 rimbalzi. T’Wolves (2-5): Brewer 18, Wiggins 15, Martin 12, Pekovic 11 (13 rimbalzi), Muhammad 9 Rockets (7-1): Harden 23 (10 assist), Howard 22 (10 rimbalzi), Ariza 19, Papanikolau 14, Black 10 Key Stat: Ben 12 falli in più per Houston, ma ciò che ha fatto di nuovo la differenza sono I punti in area: 54-40 per I texani MVP: Kostas Papnikolau. È stato un fattore, insieme ad Ariza e Terry, nel far fruttare oro i passaggi di Harden. Alla fine per lui 14 punti con 4/4 da 3 in uscita dalla panca. NBA: Toronto Raptors at Miami Heat (a cura di Luigi Bocciero) Utah Jazz @ Atlanta Hawks 97-100 (32-32; 54-57; 88-82) Dopo un primo tempo equilibrato, i Jazz cercano di mettere di mettere il piede sull’acceleratore nel terzo quarto guidati da Alec Burks. A rispondere alla guardia, però, è un maestoso Millsap, ex di turno, che riesce a tenere a galla i suoi. Tuttavia, l’eroe di giornata si chiama Kyle Korver che con una bomba negli ultimi 60” regala il sorpasso agli Hawks. Hawks (4-3): Millsap 30 (17 rimbalzi), Teague 20 (8 assist), Korver 17 (10 rimbalzi e 6 assist), Sefolosha 10, Horford 8 Jazz (3-6): Burks 22, Favors 20 (6 rimbalzi), Kanter 16, Burke 11 (11 assist), Hayward 11 (7 rimbalzi) Key Stat: Gli Hawks hanno dominato sotto le plance con 46 rimbalzi catturati a fronte dei 30 degli avversari MVP: Paul Millsap. Ha giganteggiato per tutto il match risultando incontenibile fino alla fine della gara. Losing Factor: Gordon Hayward ha avuto una giornata difficile al tiro (5/16 dal campo) Indiana Pacers @ Miami Heat 81-75 (24-26; 41-42; 63-58) Il colpo di giornata lo piazzano i Pacers che espugnano l’American Airlaines Arena di Miami. La partita mantiene un certo equilibrio per quasi tutti i 48’ minuti di gioco. Solo a 7’ dalla fine gli ospiti fanno un accenno di allungo portandosi sul risultato di 65-72. Gli Heat, però, non demordono e ristabiliscono la parità in poco tempo. Ad essere decisivo è un layup di Copeland con 43” sul cronometro, mentre Miami non riesce più a trovare la via del canestro. Heat (5-3): Wade 20, Williams 15, Cole 9 (7 assist), Bosh 9, Chalmers 7 Pacers (3-6): Copeland 17, Hibbert 16 (15 rimbalzi), Sloan 15 (6 rimbalzi), Hill 9 (10 rimbalzi), Allen 6 (7 rimbalzi) Key Stat: I Pacers hanno stracciato a rimbalzo gli Heat. Ben 53 quelli catturati dalla truppa di Vogel, mentre quelli dei padroni di casa sono soltanto 28 MVP: Roy Hibbert. Solida prestazione per il lungo proveniente da Georgetown. Per lui una doppia-doppia e un 2/2 ai liberi che vale il +6 finale che hanno chiuso definitivamente la gara. Losing Factor: Gara difficile per Chris Bosh, che in 33’ di gioco mette a referto soltanto 9 punti tirando con 3/13 dal campo. Brooklyn Nets @ Phoenix Suns 104-112 (29-17; 63-49; 84-78) Vittoria in rimonta per i Suns che superano davanti al loro pubblico l’ostacolo Brooklyn Nets. A partire meglio sono gli ospiti che nel primo tempo impongono il loro gioco staccando di 14 lunghezze gli avversari prima del riposo lungo. Al rientro dagli spogliatoi, i Suns cambiano volto e iniziano la rimonta che si conclude nella quarta frazione di gioco. Suns (5-3): Green 28, Thomas 21, Dragic 18 (6 assist), Bledsoe 11, Mark. Morris 9 Nets (4-3): Johnson 21, Lopez 16, Teletovic 16 (7 rimbalzi), Williams 14, Bogdanovic 14 Key Stat: Molti punti dei Suns (ben 60) sono arrivati dalla panchina, con i soli Thomas e Green che insieme ne hanno combinati 49 MVP: Gerald Green. Quando è in forma può far molto male uscendo dalla panchina. Con i suoi 28 punti è stato un fattore chiave per i suoi Suns. Inoltre, è stato quasi perfetto dalla linea della carità (11/12).
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(a cura di Andrea Mazzucchelli) Portland Trail-Blazers @ Denver Nuggets 130-113 (39-28, 84-50, 111-78) Blazers che si presentavano a Denver senza Batum, out per un problema al ginocchio e vogliosi di continuare la striscia positiva di due vittorie consecutive. Subito dopo la palla a due Portland prende le redini del gioco, con una super prova offensiva (a fine partita saranno sei giocatori in doppia cifra), che permette alla franchigia di coach Stotts di creare un cospicuo gap che verrà poi controllato dai Blazers nel corso di tutta la gara. Tante dunque le note positive per Portland, dall’ennesima prova eccellente di Lillard, alle solite buone prove di Lopez e Aldridge fino ad un ritrovato Kaman. Per Denver invece piove sul bagnato. Un’altra sconfitta in casa, voto sufficiente solo per Lawson e Hickson. Gallinari ancora poco presente e con poca fiducia (1 su 7 dal campo). Nuggets (1-6): Lawson 32 (7/12, 4/5), Hickson 14 (11 rimbalzi), Gallinari 9. Blazers (6-3): Lillard 27 (9 assist) Lopez 19, Kaman 16 (7 rimbalzi), McCollum 15, Aldridge 12 (7 rimbalzi). Key Stat: ovviamente la chiave sono stati gli 84 punti concessi nel primo tempo a Portland, che hanno permesso alla squadra di Lillard e soci di controllare poi tutta la partita MVP: 27 punti, con un’ottima prestazione al tiro dalla lunga distanza consegnano il premio di MVP a Damian Lillard, che si dimostra ancora una volta uomo franchigia di questa squadra. Los Angeles Lakers @ New Orleans Pelicans 102-109 (25-23, 48-51, 72-85) New Orleans vince e si porta cosi in positivo nel record globale (4 vinte 3 perse). Lakers invece ancora una volta questa stagione (e sono sette) tornano a casa con una sconfitta. Adesso finalmente per i gialloviola ritorno allo Staples dove però saranno di scena due squadre come San Antonio e Golden State, dunque altre due sconfitte all’orizzonte. Kobe ancora autore di 33 punti ma tanti (troppi) tiri presi: 28. Pelicans invece ancora bene tra le mura amiche, l’asse Davis-Evans sembra funzionare, ma con un Davis così i tifosi di NO avranno da divertirsi per tutta la stagione. Partita nel complesso equilibrata per la prima metà di partita, poi grazie al numero 23 e anche ad un ottimo Holiday nel terzo quarto, i Pelicans riescono a creare quel gap per poi controllarla fino alla fine. Pelicans (4-3): Davis 25 (12 rimbalzi, 6 stoppate), Evans 19 (11 assist), Holiday e Anderson 17. Lakers (1-7): Bryant 33 (5 assist), Boozer 16, Lin 15, Hill 10 (8 rimbalzi), Johnson 10. Key stat: la percentuale dei Pelicans nel terzo quarto, 73% dal campo e soprattutto Davis e Holiday che combinano per 21 pts con 10 su 10 dal campo. MVP: se a fine partita Kobe dichiarà “può diventare uno dei lunghi più forti di sempre”, vuol dire che allora si è speciali. E in questo inizio di stagione Anthony Davis lo sta dimostrando. Washington Wizards @ Detroit Pistons 107-103 (24-34; 57-59; 82-85) Continua il buon avvio di stagione di Washington (6-2) grazie ad un’altra buona prova in casa. Sugli scudi colui che si è autodefinito miglior PG della Lega, John Wall e Rasual Butler, molto preciso al tiro e decisivo con i due liberi del 107 a 103 finale. Male ancora i Pistons di Van Gundy, che possono contare solo su un eccellente Jennings, protagonista anche di un bel duello per tutta la partita, specialmente ad inizio gara, con Wall. Ancora zero minuti per Gigi Datome. Wizards (6-2): Wall 27 (11 assist), Butler 18, Gortat 14 (13 rimbalzi), Pierce 13, Humphries 12. Pistons (2-6): Jennings 32 (10 assist), Caldwell-Pope 20, Monroe 18 (9 rimbalzi). Key stat: in una partita dove le squadre sbagliano molto dal campo, la differenza la fanno le piccole cose come i rimbalzi d’attacco catturati dai Wizards, uno dei quali decisivo sul 105 a 103 MVP: premio di migliore in campo che va di diritto a John Wall, autore di una super doppia-doppia ma bravo anche a trascinare i compagni per tutta la gara.

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