NBA Inside Recap: Duncan ancora una volta nella storia, i Pelicans travolgono Minnesota

di Eugenio Agostinelli
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Philadelphia 76ers (0-9) @ Houston Rockets (8-1) 87-88 (28-19, 19-28, 21-16, 19-25)

Partita più difficile del previsto per i Rockets, che riescono ad avere la meglio sugli obbrobriosi 76ers di quest’anno soltanto all’ultimo respiro, grazie al solito James Harden (35+6 rimbalzi+7 assist), che con una penetrazione ha sorpassato gli ospiti. Philly parte benissimo, il primo quarto è esagerato addirittura col vantaggio di 9 punti, ma prontamente Houston recupera e impatta all’intervallo grazie alla premiata ditta Harden-Howard, anche se McHale non si dice soddisfatto di ciò che sta vedendo. La ripresa è ancora una volta a favore dei 76ers, che grazie ai canestri di Wroten e Sims si portano ancora avanti nel punteggio; i Rockets vogliono far proseguire la striscia di 8 sconfitte degli avversari, così Harden va in ufficio e prepara la rimonta. A 51’’ dalla fine Philly conduce 87-84 grazie ad una tripla di Wroten, di là Howard fa fallo in attacco ma Harden recupera la palla e subisce il fallo di Carter-Williams, con coach Brown che vuole perderla e prende pure un tecnico. Il Barba fa 2/3 dalla linea, dall’altra parte Carter-Williams si palleggia sui piedi e perde palla. E’ il turno di Harden: palleggio, palleggio, blocco di Howard e l’ex Thunder prende la moto per andare a segnare i 2 punti che a 9’’ dalla fine portano Houston in vantaggio 88-87; sempre MCW sbaglia il tiro che avrebbe potuto dare la prima clamorosa vittoria a Philadelphia, che se ne torna a casa a mani vuote.

HOU: Harden 35 (6 rimbalzi e 7 assist), Howard 21 (16 rimbalzi), Ariza 13 (9 rimbalzi), Canaan 9
PHI: Wroten 19 (8 assist), Sims 14, Carter-Williams 13 (5 rimbalzi e 5 assist), Thompson 12

KEY STAT & MVP: un uomo solo al comando, James Harden. The Most Valuable Beard firma 35 punti con 14/16 ai liberi, tra cui i 2 decisivi a 1’ dal termine. Come se non bastasse ci aggiunge pure 6 rimbalzi e 7 assist, tanto per gradire. Difenderà pure poco (ed è stravero), ma in attacco ha 4/5 marce in più degli altri.

Minnesota Timberwolves (2-6) @ New Orleans Pelicans (5-3) 91-139 (19-43, 25-37, 28-38, 19-21)

Pronti, partenza e… 43-19 Pelicans alla fine del primo quarto. Partita già ampiamente in ghiaccio per la squadra guidata da Monty Williams, con i giocatori che si divertono a lanciare il pallone in aria e vedere quando e come arriva quell’alieno di Anthony Davis a buttarla dentro. A fine partita i giocatori di Minnie sono increduli, coach Saunders compreso; i Pelicans vanno addirittura negli spogliatoi per l’intervallo in vantaggio per 80 (!) a 44. Incredibile davvero. Nel corso del 4° periodo, NOP ha condotto addirittura per 53 lunghezze; i 139 punti di New Orleans sono un record per entrambe le franchigie: per i Pelicans per massimo di punti fatti in una partita, per i TWolves per massimo di punti subiti e maggior scarto (48) in una sconfitta. Williams manda 7 giocatori in doppia cifra, guidati da Jrue Holiday (24 e 9 assist con 1 errore al tiro) e  Anthony Davis (22), per gli ospiti solo Andrew Wiggins (20 in 23’) e Corey Brewer (18) rendono onore all’impegno.

NOP: Holiday 24 (9 assist) , Davis 22, Rivers 17, Evans 16 (6 rimbalzi e 7 assist)
MIN: Wiggins 20, Brewer 18, LaVine 13, Budinger 9

KEY STAT: le percentuali dei Pelicans. 56 canestri fatti tirando col 66.7% è record di sempre in una partita, e le 15 triple mandate a bersaglio pareggiano un high precedente. Minnesota ha tirato 3/14 da 3 punti, ma non è certo solo colpa loro se gli avversari segnavano anche da casa dei loro nonni.

MVP: Jrue Holiday. 24 punti e 9 assist con 9/10 al tiro per il piccolo playmaker ex Sixers, che ancora una volta ha dimostrato di essere la persona giusta al posto giusto, formando con Anthony Davis un asse che fa del mix freschezza-atletismo uno dei suoi marchi di fabbrica.

Detroit Pistons (3-6) @ Oklahoma City Thunder (3-7) 96-89 (21-30, 21-18, 25-18, 15-16, OT 14-7)

Colpaccio della notte dei Pistons che espugnano la Chesapeake Arena di OKC, contro i soliti Thunder privi di metà roster. Grazie ad un super Brandon Jennings la squadra di Van Gundy riesce a rimontare il 30-21 subìto nel primo parziale, portandosi all’intervallo sul -6. Per i Thunder è (finalmente) la serata di Jeremy Lamb: l’ex Rockets scrive 24 con 10 rimbalzi, timbrando anche una schiacciata spettacolare a fine primo quarto. La squadra di MoTown non è venuta ad OKC per fare una scampagnata, allora Jennings torna a lavoro e nel terzo quarto scrive 15 punti per portare i suoi a +1 a 12’ alla fine della partita; Reggie Jackson sbaglia il tiro decisivo per vincere la partita: è overtime! Nel supplementare è sempre Jennings a trascinare i suoi, e con un parziale di 8-0 tutto dell’ex Roma Detroit espugna Oklahoma City per la prima volta nella storia. Oltre ai 29 di Brandon Jennings di cui 25 nel second half, Josh Smith (18) e Greg Monroe (14+9+5) hanno aiutato i Pistons a vincere la terza gara dell’anno; inutili i 24 di Jeremy Lamb ed i 20 di Reggie Jackson per OKC.

DET: Jennings 29, Smith 18, Monroe 14 (9 rimbalzi e 5 assist), Jerebko 12
OKC: Lamb 24 (10 rimbalzi), Jackson 20 (12 assist), Ibaka 19 (10 rimbalzi), Adams 11

KEY STAT: la difesa dei Pistons. Dopo i 30 punti concessi nel primo periodo, i ragazzi di Van Gundy ne concedono solo 59 nei restanti 36’ più overtime, e la percentuale dal campo dei Thunder è un misero 34% dal campo.

MVP: Brandon Jennings. Il playmaker ex Bucks finalmente mostra tutto il suo talento e con lampi di grande classe porta la partita prima al supplementare e poi a casa Pistons, firmando 25 dei suoi 29 punti totali nel secondo tempo e segnando 8 punti consecutivi nell’overtime, portando i  suoi a +8 a 3’ dal termine della gara.

Charlotte Bobcats (4-5) @ Phoenix Suns (5-4) 103-95 (14-28, 33-19, 27-28, 29-20)

Prima vittoria ‘on the road’ per i Bobcats di quest’anno, a farne le spese sono i Phoenix Suns che nel primo quarto erano partiti a razzo (28-14 per i soli dell’Arizona), ma poi un contro-parziale di Walker e compagni ha raggiunto i padroni di casa, mandando le squadre all’intervallo col punteggio di 47 pari. Nella ripresa è proprio il playmaker ex UConn a mettersi a lavorare, firmando 12 dei suoi 19 punti di serata e, assieme a 2 triple importantissime di Gary Neal, a portare la prima W ai Bobcats lontani da casa. A nulla sono serviti i 22+11 rimbalzi di Eric Bledsoe ed i 17+7 di Marcus Morris, il gioco corale della squadra di Jordan ha avuto la meglio grazie a Walker (19) ed ai 14 di Al Jefferson e Gary Neal, che nell’ultimo periodo hanno contribuito a firmare il parziale decisivo di 10-2 a 5:54 dal termine.

CHA: Walker 19, Neal 14, Jefferson 14 (8 rimbalzi), Stephenson 13 (8 rimbalzi e 7 assist)
PHO: Bledsoe 22 (11 rimbalzi), Marc. Morris 17 (7 rimbalzi), Dragic 12, Plumlee 12

KEY STAT: la percentuale dei tiri da 3 punti. Un buon 43,8% dei Bobcats contro il 27,6% dei Suns, troppo poco per una squadra che vive anche e soprattutto del tiro dalla lunga gittata.

MVP: Kemba Walker. Il piccolo playmaker di Charlotte firma 12 punti nel secondo tempo, fondamentali per la fuga dei suoi compagni nell’ultimo quarto, a cui aggiunge anche 5 rimbalzi e 4 assistenze. Menzione d’onore per Lance Stephenson: Born Ready ha messo insieme grandi numeri, come i 13 punti conditi da 8 rimbalzi e 7 assist.

San Antonio Spurs (5-3) @ Los Angeles Lakers (1-8) 93-80 (29-22, 18-13, 21-22, 25-23)

Gli Spurs si sbarazzano facilmente dei Lakers allo Staples Center di LA come da pronostico, e sebbene nessuno abbia brillato il collettivo ha fatto sì che arrivasse la vittoria sui Lakers privi di Ronnie Price e Wayne Ellington, oltre al rookie Julius Randle ‘out for the season’. Bryant incappa nella peggior serata della sua carriera (1/14 al tiro per un totale di 9 punti), così gli speroni ne approfittano e già dal primo tempo (47-35) mettono la freccia, vincendo la partita in scioltezza; importante il contributo di Cory Joseph (14) dalla panca, mentre per il quintetto in 4 vanno in doppia cifra. Ai Lakers non bastano i 19 e 8 rimbalzi di Carlos Boozer ed i 15 di Jeremy Lin per evitare l’8^ sconfitta in campionato in 9 gare.

SAS: Joseph 14, Duncan 13 (11 rimbalzi), Leonard 12, Parker 11 (9 assist)
LAL: Boozer 19 (8 rimbalzi), Lin 15, Hill 10 (11 rimbalzi), Bryant 9

KEY STAT: non è tanto una statistica, ma la difesa degli Spurs su Bryant lo ha portato a braccetto alla sua peggior prestazione in carriera con 1/14 al tiro, non raggiungendo neanche la doppia cifra a quota punti (9). Tra l’altro, il primo ed ultimo canestro dal campo è arrivato a 10:59 dal termine della partita.

MVP: Tim Duncan. Con i 13 punti di stanotte sfonda quota 25.000. Unico. Aggiunge anche 11 rimbalzi per non farsi mancare niente, porta a scuola chi vuole e sembra sempre in grado di scherzarti in qualsiasi modo quando si mettono i piedi nel pitturato. Ma la vecchiaia arriva anche per lui o cosa?

Denver Nuggets – Indiana Pacers 108 – 87
Partita a senso unico in cui vincono i Nuggets che, come la scorsa stagione, stanno faticando a trovare la consistenza nelle partite. I Pacers, colpiti dagli infortuni, erano a corto di tre titolari (West, Hill e George) e alcune riserve importanti (tra cui Watson). I Nuggets travolgono i Pacers 34-19 nel secondo quarto e si porta avanti di 32 punti. Denver ha tirato con il 49%.
DEN: Chandler 13p, Faried 12p, Afflalo 17p, Lawson 11p+10ass, Harris 13p, Arthur 11p, Gallinari 12p
IND: S.Hill 12p, Sloan 12p, Allen 12p+8r, Price 14p

Milwaukee Bucks – Orlando Magic 85 – 101
I Magic vincono la loro 17esima partita di fila contro I Bucks grazie al ritorno di Oladipo che ha riportato anche un po’ di ottimismo. Il merito va soprattutto all’ottima esecuzione di squadra: 10/24 da 3 e 21/24 ai liberi. Orlando vince la quarta delle ultime sei partite dopo aver iniziato la stagione con quattro sconfitte consecutive.
MIL: Knight 24p, Antetokounpo 19p, Henson 10
ORL: Harris 26p+10r, Vucevic 18p, Fournier 15p, Oladipo 13

Miami Heat – Atlanta Hawks 103 – 114
Atlanta è stata premiata con la vittoria grazie ai suoi sforzi in difesa: gli Hawks non sono mai stati sotto in partita e vincono la quarta di fila. Gli Heat sono colpevoli della loro scarsa comunicazione in campo, soprattutto a livello difensivo dove Bosh era il principale responsabile.
MIA: Deng 19p, Williams 21p, Bosh 20p, Chalmers 23p
ATL: Sefolosha 12p, Millsap 19p, Horford 19p, Korver 12, Teague 16p+9ass, Schroder 10p+6ass, Mack 12p, Scott 11

Cleveland Cavaliers – Boston Celtics 122 – 121
Lebron James e Kyrie Irving trascinano i Cavs alla loro terza vittoria consecutive. Dopo aver concesso tanto a Boston per i primi tre quarti, i Cavs alzano le barriere nell’ultimo quarto per strappare una W agli avversari dopo una finale carambolesca fatta di tiri sbagliati e palle perse.
CLE: James 41p+7ass, Love 12p+15r, Varejao 16p, Irving 27p, Waiters 10p
BOS: Green 19p, Sullinger 19p+10r, Olynyk 21p, Bradley 12p, Bass 12p, Turner 12p, Thornton 12p

Utah Jazz – New York Knicks 102 – 100
Trey Burke ha inciso il suo nome fra “gli assassini de La Mecca” vincendo la partita per i suoi con un tiro (impossibile) allo scadere. Carmelo Anthony si è mangiato il pallone pensando che che 2.3 secondi prima della fine aveva portato la partita in parità a quota 100 con una delle sue. I Jazz si riconfermano una squadra spezza-cuori dopo che Hayward affondò i Cavs allo scadere qualche giorno prima.
UTH: Favors 21p+12r, Hayward 33p, Burke 13p+8ass
NYK: Anthony 46p, Prigioni 13p

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