NBA Inside Recap: LBJ e la maledizione Spurs, triplo overtime a Brooklyn

di La Redazione

www.theolympian.com
(a cura di Gianluca Gaone) Cleveland Cavaliers-San Antonio Spurs 90-92 (20-23; 47-44; 69-72) Sfida che ha il sapore di rivincita per L. James quella che va in scena al Quicken Loans Arena, con i Cavaliers che ospitano i S.Antonio Spurs.Il match è in bilico fin dall’inizio, le due squadre sono punto a punto fino all’intervallo lungo, dove Cleveland chiudo con una tripla di vantaggio. Al rientro però gli Spurs sono molto più aggressivi in attacco e fanno vedere maggiormente il gioco che oramai li ha resi famosi, con Duncan e Diaw decisivi. I Cavs ci provano, ma nell’ultimo quarto non riescono a riagguantare gli Spurs; finisce 98-92. La maledizione Spurs per L.James continua. San Antonio Spurs (7-4): Duncan 19, Diaw 19, Leonard 12 Cleveland Cavaliers (5-5): Varejao 23, K.Irving 20, L.James 15. Key Stats: Percentuali dal campo che premiano si gli Spurs, ma a fronte di realizzazioni da oltre l’arco che sono riuscite meglio ai Cavs. Sicuramente, vista la poca differenza di punti al fischio finale, la maggior precisione dalla lunetta di campioni in carica è stata decisiva. MVP: T.Duncan. Doppia doppia per lui, che conquista 10 rimbalzi e mette a segno 19 punti, decisivi nella vittoria degli Spurs. Leader ritrovato. Indiana Pacers-Charlotte Hornets 88-86 (20-28; 43-49; 65-66) Male male male. Così inizia questa partita Indiana: solo il 38,1% dal campo e 6 Triple sbagliate su 6. Questo è uno dei motivi per cui Charlotte, che pur non dimostra tantissimo, va sul +8. Prima dell’intervallo lungo i padroni di casa iniziano a giocare di squadra, cosa che gli Hornets non fanno, affidando quasi la totalità degli attacchi ad Al Jefferson, così riescono a farsi sotto fino al -1 di inizio ultimo quarto. Nell’ultimo parziale viene su una bella sfida, con le squadre che si scambiano spesso il comando; a 2:15 dal termine K.Walker porta sul +3 Charlotte, recuperato però poi dal gioca da 3 punti di Scola. Le squadre sono sul pareggio, sbagliano entrambe ottime occasioni per portarsi in vantaggio, ma alla sirena, su erroraccio di Stuckey, S.Hill è bravissimo a crederci trasformando il tiro del compagno in un Alley-ops e in torsione riesce a mettere il canestro che vale l’88-86 per i padroni di casa. Charlotte Hornets (4-7): Jefferson 24, K.Walker 9, M.Williams 8; Indiana Pacers (4-7): Hibbert 16, Scola 12, Sloan 9. Key stats: solo il 9% da oltre l’arco poteva risultare una sentenza per i Pacers in altre partite, ma non lo è stato oggi: Charlotte manda un solo giocatore in doppia cifra, Jefferson, mostrando un attacco che, almeno quest’oggi, era quantomeno imballato. MVP: Hibbert. Autore di 16 punti, è il trascinatore della sua squadre specialmente nei momenti in cui le cose sembrano andare male. Orlando Magic-Los Angele Clippers 90-114 (23-26; 48-56; 68-84) Dominio: questo è il termine giusto che racchiude il match di oggi fra i Clippers e i padroni di casa dei Magic.Fin dalle prime battute i Clippers mostrano un gioco molto propositivo e che coinvolge molti elementi (stile Spurs), mentre i Magic si affidano sopratutto alla vena di Harris e Vucevic. Fino ad un certo punto del match, tutto sommato Orlando rimane comunque in partita, ma piano piano la sicurezza mostrata dai californiani, li fa abbandonare sempre di più la speranza di recuperare la partita. Senza storia dunque il match all’Amway Center di Orlando: i Clippers battono i padroni di casa di Orlando, 114-90. Los Angeles Clippers (6-4): Crawford 22, Griffin 20, C.Paul 16; Orlando Magic (5-8):Harris 25, Vucevic 19, Frye 10. Key stats: 39,5% dal campo, con 33,3% da 3: qui si riassume la scarsa vena realizzata dei Magic, a fronte di ottimi Clippers, che non ha consentito ai padroni di casa di restare in partita fin dalle prime battute. MVP: J.Crawford. Inizia il match guardando gli altri dalla panchina, poi entra e fa benissimo il suo dovere, portando con i suoi 22 punti i Clippers a conquistare un’importantissima vittoria. Philadelphia 76Ers-Boston Celtics 90-101 (27-22; 46-46; 68-73) Il match inizia con i padroni di casa che fanno subito capire di voler controllare il match, ma Boston non è d’accordo e nel secondo quarto, con una panchina che riesce a garantire 13 punti, recupera fino al pareggio dell’intervallo lungo. Nella ripresa è tutt’altra gara: i Celtics alzano in modo vertiginoso il ritmo e le loro percentuali, con una maggior attenzione difensiva che fa andare in panne l’attacco dei 76Ers e i loro maggiori interpreti, Sims e Luc Mbah a Moute.La partita così, senza grandi scosse, si chiude sul 101-90 per i Celtics, che conquistano un’importantissima vittoria esterna, e i 76Ers che si confermano sempre più peggior squadra della Lega, con ancora 0 vittorie. Boston Celtics (4-6): B.Bass 23, Sullinger 22, Thornton 13 Philadelphia 76Ers (0-11): Wroten 21, Sims 14, Carter-williams 11. Key Stats: naturalmente come già detto i Celtics hanno vinto la partita nel secondo tempo, dove hanno alzato le loro percentuali dal campo(49,4% contro il 39,5% dei 76Ers) e dove hanno trovato punti importanti dalla panchina (43 pts). MVP: B.Bass. E’ il miglior realizzatore di Boston entrando dalla panchina, in un momento in cui si doveva dare una scossa alla gara. Sempre presente quando si ha bisogno di lui. Washington Wizards-Dallas Mavericks 102-105 (29-23; 53-54; 73-76) Partita bellissima e combattutissima quella che va in scena nella capitale, al Washington Center.Le due squadre si “dividono” i primi due quarti con il risultato che all’intervallo lungo il risultato vede i Mavericks di uno straordinario M.Ellis (24 pts nei primi 2 quarti, di cui 18 nel primo) condurre di 1 punto. Rientrati in campo, Dallas prova a scappare con un parziale di 9-0 firmato Ellis-Chandler-Nowitzki, ma Pierce guida i suoi a riportare la gara in equilibrio. Nell’ultimo quarto di nuovo una mini-fuga dei Mavs, ma subito i Wizards si rifanno sotto fino al vantaggio firmato Nene con una splendida schiacciata. E’ solo un fuoco di paglia però: Dallas non attende neanche un’azione per rifarsi avanti e la tripla a 1’20” dalla fine del solito Dirk Nowitzki risulta essere decisiva: Dallas batte Washington 105-102. Dallas Mavericks (9-3): M.Ellis 34, Wright 14, Barea 14. Washington Wizards (7-3):Beal 21, Pierce 17, Gortat17. Key stats: percentuali che premiano quasi in toto Washington, il che rende evidente due aspetti: la partita è stata combattuta sotto ogni punto di vista e alla fine il crederci di più e la maggior esperienza dei Mavericks ha fatto la differenza. MVP: M.Ellis. Come già detto è stata una partita combattutissima, dove solo la grande prestazione di un singolo poteva spostare gli equilibri; ci si aspettava soprattutto il tedesco fresco di record Nowitzki, ma come oramai capita spesso lui c’è e non solo come comparsa.
bleacherreport.com
(a cura di Ario Rossi) Brooklyn Nets-Milwaukee Bucks 118-122 3OT (24-22; 49-41; 72-69; 95-95; 105-105; 112-112) I Nets si sono fatti battere dai Bucks (e dall’ex di turno Jason Kidd) al termine di una battaglia. Nel primo overtime, Knight intercetta un passaggio di Johnson ma, arrivato al ferro, sbaglia un comodissimo lay-up. Si rifà nel secondo dove segna 5 punti di fila per portare i suoi compagni al terzo supplementare, dove Ilyasova e Middleton la chiudono. Nets (4-7): Lopez 26,Bogdanovic19, Williams&Johnson 18,Jack&Teletovic 14 Bucks (7-5): Parker 23, Mayo 21, Knight 18, Antetokounmpo 18 (12 rimbalzi), Ilyasova 14 Key Stat: Ben 16 tiri totali in più per i Bucks, anche se convertiti con il 25%. Ma quando la gara è così serrata, 16 possibilità in più fanno la differenza. MVP: Gli under20 Antetokounmpo-Parker. 41 punti e 19 rimbalzi in coppia, con il 15/24 totale dal campo. Prima volta nella storia che due teenagers della stessa squadra segnano più di 14 punti in una gara. New York Knicks-Minnesota Timberwolves 99-115 (25-27; 51-64; 73-93) Partita che dura un quarto, poi Martin e Muhaad scavano il solco che porta i lupi anche a +20 nel terzo quarto. Che sia quasi ora della fine per l’esperienza di Fisher sulla panchina dei Knicks? Knicks (3-10): Anthony 20, Stoudemire 19, Jason Smith 14, Acy9 (8 rimbalzi) T’Wolves (3-7): Martin 37, Muhammad 17, Brewer 14, Williams 14 (13 assist), Wiggins 12 Key Stat: Senza contare i 39 punti di Anthony-Stoudemire con 14/19 dal campo, il resto dei Knicks ha tirato 20/50. MVP: Kevin Martin. Career high a quota 37 con 14/20 dal campo. Quando ha un play che lo mette in ritmo, raramente delude. Toronto Raptors-Memphis Grizzlies 96-92 (22-20; 42-48; 69-75) Memphis deve rinunciare per un virus intestinale a 5 suoi uomini, compresi Tony Allen e Courtney Lee, e le rotazioni di coach Joerger si restringono. Incredibile “abbraccio” del pubblico verso Vince Carter che, infatti, si commuove. Memphis conduce ad inizio ultimo quarto ma coach Casey piazza un mastino come Chuck Hayes in difesa su Gasol e Toronto pian piano rientra fino al sorpasso decisivo a dal termine. Raptors (9-2):DeRozan21, Lowry 18,Ross 16, Williams 13, Valanciunas 10 Grizzlies (10-2):Gasol 22 (12 rimbalzi), Conley 19 (10 rimbalzi), Randolph 18 (18 rimbalzi), Prince 15 Key Stat: 15 rimbalzi in più per Memphis, ma i 24 assist dei canadesi hanno messo in ritmo tutta la squadra. MVP: Terrence Ross. Segna 14 dei suoi 16 punti totali nell’ultimo periodo quando Toronto recupera e supera Memphis. Detroit Pistons-Phoenix Suns 86-88 (19-21; 43-44; 64-65) Partita equilibratissima al Palace of Auburn Hills – a 10 anni dalla rissa contro i Pacers, Markieff Morris e Caldwell-Pope hanno provato a rimetterla in scena nel secondo quarto senza troppo successo – dove i Suns riescono ad uscirne vincitori nonostante le 3 bombe dei Pistons che dal 77-85 a 1’52” dal termine portano avanti di uno i padroni di casa a 35″ dalla fine. Bledsoe segna in lay-up, poi KCP sbaglia la tripla della disperazione e Phoenix porta a casa una “ugly game”, come definita dallo stesso coach Hornacek. Pistons (3-9): Jennings 19, Monroe 18 (12 rimbalzi), Caldwell-Pope 15, Drummond 4 (13 rimbalzi) Suns (7-5):Bledsoe 18, Tucker 16, Dragic&Green 12, Markieff Morris 10 Key Stat: Detroit ha catturato 10 rimbalzi in attacco in più, ma Phoenix ha tirato meglio (quasi il 50% dal campo contro il 38% dei Pistons) MVP: Dopo un difficile inizio di stagione, Bledsoe si prende in mano la squadra nel giorno in cui Thomas (1/9 al tiro) non segna tanto. Denver Nuggets-Oklahoma City Thunder 107-100 (27-26; 54-49; 88-74) Sotto di 16 ad inizio dell’ultimo periodo sembrava segnata la gara dei Thunder. Tuttavia la bomba di Ibaka con 3’20” da giocare riporta OKC sotto di 3 (101-98). Chandler e Afflalo rispondono con la stessa moneta e in 45″ chiudono la pratica. Nuggets (4-7): Chandler 21, Mozgov17, Lawson 15 (15 assist), Afflalo 13 Thunder (3-10): Ibaka 22 (13 rimbalzi), Telfair 18, Jackson 16, Morrow 10 Key stat: 9-2 i punti in contropiede. Quando può correre, Denver può far male. MVP: Ty Lawson. È conosciuto soprattutto come realizzatore, ma quando sforna anche 15 assist la squadra gira meglio (e vince) Losing Factor: Reggie Jackson, cresciuto poco distante dal Pepsi Center, ha chiuso con 16 punti, 9 rimbalzi e 7 assist ma il 5/20 dal campo deve essere assolutamente migliorato. Houston Rockets-Los Angeles Lakers 92-98 (23-21; 51-49; 75-70) Senza Jones e l’ex di turno Howard, i Rockets si arrendono ai Lakers – alla seconda vittoria consecutiva, imbattuti dal ritorno di Nick Young – che recuperano nel quarto periodo e chiudono la gara sfruttando con un 2+1 una palla persa da Harden nel finale. Rockets (9-3): Harden 24, Papanikolau 19, Beverley 15, Ariza 13 Lakers (3-9): Bryant 29, Young 16, Hill 16 (10 rimbalzi), Boozer 12 (13 rimbalzi) Key Stat: Ben 9 rimbalzi in più per i Lakers (8 in attacco) che hanno sfruttato al meglio l’assenza di Howard. MVP: Bryant ne ha messi comunque 29, ma il migliore è stato Jordan Hill, capace di dare tanta energia e punti nel pitturato (16 punti e 10 rimbalzi con 7/12 al tiro).

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy