NBA Inside Recap: New York torna a vincere, Milwaukee, Houston e Golden State vincenti in trasferta

di Francesco Maccari

Denver Nuggets@ NY Knicks 93-109 (31-31, 39-62, 74-86)

I Knicks approfittano di un assurdo secondo periodo di Denver (8 punti)per chiudere al Garden la serie di 7 sconfitte consecutive. Dopo un primo quarto equilibrato, NY riesce a scappare nella seconda frazione e portarsi, nel terzo periodo, addirittura sul + 25. I Nuggets ci credono ancora e, sulla scia di Nate Robinson (uno dei tanti ex della partita)mettono a segno un 25-10 che permette ai Nuggets di tornare in scia sull’80-89.
Melo e Smith però sono in palla e  reagiscono bene con un 13-3 che regala la W ai Knicks.

Nuggets: Afflalo 18, Lawson 17, Faried 16, Chandler 11, Arthur 10.
Knicks: Anthony, Smith 28, Stoudamire 9, Acy, Dalembert 8.

MVP: Melo è il top scorer di NY con 28 punti, tirando al 71.4% dal campo e arrivando con i suoi 9 rimbalzi a un passo dalla doppia doppia. I 5 turnover sono una macchiolina sulla sua grande prova (non l’unica di questa stagione); come al solito sta provando e prendersi sulle spalle una franchigia molto in difficoltà come i Knicks.
Key Stat: nel secondo periodo i Nuggets mettono a referto 8 punti con 1/16 dal campo, segnando solo con Ty Lawson alla sirena e regalando ai Knicks la partita dopo un primo periodo all’insegna dell’equilibrio.
Milwaukee Bucks@ Miami Heat 91-84 (19-23, 38-46, 64-59)

I Bucks divertono e si divertono a Miami contro gli Heat privi ancora una volta di Dwyane Wade, sostituito da Rio Chalmers. Meglio Miami in avvio, dove Deng, Rio Chalmers e Ennis danno subito un’impronta al match portandosi sul +8 a metà gara. Antetokounmpo parte titolare per la prima volta quest’anno accanto al Rookie Jabari Parker e fa vedere un paio di cose davvero interessanti; la squadra lo segue e a cavallo tra terzo e quarto periodo i Bucks mettono a segno un parziale di 35-16 che permette loro di mettersi al comando. Miami torna sotto ma Knight- originario proprio di Miami-rimane composto, segna 9 dei suoi 20 nei 3 minuti finali, e regala ai Bucks la prima vittoria contro Miami delle ultime 10 uscite.

Bucks: Knight 20, Parker 13, Antetokounmpo, Sanders, Pachulia 11, Middleton 10.
Heat: Chalmers 18, Williams 13, Cole 11, Deng, Napier, Bosh 10.

MVP: Non facilissimo trovare un MVP in un attacco equilibrato come quello dei Bucks ma stanotte, quando i canestri pesavano davvero, Brandon Knight è andato a lavoro. I punti segnati sono 20, conditi da 4 assist e 5 rimbalzi, ma la vittoria dei Bucks è dovuta molto alla sua freddezza nei momenti decisivi.
Losing Factor: Chris Bosh, da un paio di partite non lo stesso di inizio stagione, finisce con 10 punti ma soprattutto 2-17 dal campo, giocando una partita al di sotto delle sue aspettative che, specie con Wade fuori, è costata cara a Miami.
Key Stat: Jason Kidd da allenatore è 5-0 in Regular Season con Miami. Milwaukee prima di stanotte aveva perso le precedenti 10 uscite contro gli Heat.

Houston Rockets@ OKC Thunder 69-65 (24-19, 42-33, 51-51)

Houston si prepara alla visita a Memphis con una delle partite più brutte della stagione. Alla fine dei conti una squadra doveva vincere, e James Harden ha deciso che questa era la sua; meglio in avvio i texani proprio grazie a 7 punti di Harden che porta i Rockets sul +9 a metà gara. La difesa OKC si chiude nella ripresa e chiude la gara con 15 stoppate (molto vicina al franchise record, 17)rientrando velocemente in partita e portandosi anche in vantaggio. I minuti finali sono molto equilibrati, con OKC leggermente avanti. Arriva poi il pareggio Rockets, con James Harden che sul 65-65 si inventa la tripla del +3 a 1′ dalla fine. C’è ancora tempo ma il tentativo di Jackson da fuori non entra e allora Houston va 9-1 e mantiene la  testa della Western Conference.

Rockets:Harden 19, Beverley, Howard 12, Ariza 11, Motejunas 7.
Thunder: Thomas, Jackson 15, Ibaka 10, Telfair 9, Lamb 5.

MVP: James Harden, anche nelle peggiori serate riesce ad artigliare la partita nelle battute finali. Segna 19 punti in 17 tiri ma quello più importante entra. Lavora a rimbalzo (9)e realizza 7 assist.
Losing Factor: Reggie Jackson ci mette la solita intensità, ma gli esterni Rockets lo tengono a bada, non entra mai veramente in partita (0/6 FG nel primo tempo)ed è distratto (4 TO). In più si accontenta di un tiro difficile nell’ultimo possesso quando avrebbe potuto creare qualcosa di meglio.
Key Stat: da 14 stagioni una squadra non vinceva con una percentuale dal campo di 28.8% o minore. Nel 2000 furono i Bulls che vinsero contro i LA Clippers.

Golden State Warriors@ LA Lakers 136-115 (34-23, 75-55, 116-79)

Continua il tracollo dei Lakers che in 2 partite con i Warriors hanno concesso la bellezza di 270 punti; partenza lampo di Golden State che non fa respirare i Lakers dalla palla a 2. Kobe tira, segna, ma non coinvolge i compagni e da solo non può e non deve tenere in piedi la baracca. Ovviamente non gli riuscirà.
Invece Curry mette in ritmo tutti, specie un Marreese Speights da 16 punti nei primi 2 quarti. A metà Golden State è già avanti di 20 punti pieni e le cose non cambieranno troppo col passare del tempo. Warriors che vanno 8-2 e continuano la loro corsa. Notte fonda, invece, per i Lakers, nonostante i 44 di Kobe.

Warriors– Curry 30 (15 assist), Speights 24, Thompson 18, Bogut 15 (10 rimbalzi), Barnes 14.
Lakers- Bryant 44, Hill 15, Sacre, Davis, Clarkson 10.

MVP: 30 punti col 50% dal campo, 15 assist con 3 turnover. In più, un terzo quarto da urlo, che evita a tutti il  disturbo di giocare l’ultimo periodo. L’MVP di GSW-LAL non può non essere Steph Curry, autore di un’altra prestazione di incredibile qualità.
Key Stat: i Warriors hanno vinto tutte le “battaglie” in termini statistici contro i Lakers. Particolare impressione fa il dato sugli assist, 32 per i Warriors, 17 per i Lakers. La falsa riga di quest’anno viene dunque confermata da una Golden State particolarmente generosa di fronte a dei Lakers particolarmente egoisti (diamo a Cesare quel che è di Cesare, Bryant si è preso 35 tiri senza chiedere il permesso, anche se i compagni non lo hanno aiutato).

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