NBA Playoffs: Nella Baia viene confermato il fattore campo, vincono i Warriors 97-118

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Le maglie d’allenamento che i Clippers lasciano a metà campo in segno di protesta per quanto accaduto in queste ore fanno da preludio a questa promettentissima gara-4. Tale non sarà proprio per gli ospiti, che dopo i primi 3′ non riusciranno più a portarsi in vantaggio sui Warriors.
La partita inizia come meglio non si potrebbe. Già dai primi possessi si intravede qualche difficoltà nell’imbastire la manovra offensiva di Los Angeles, ma arrivano lo stesso i punti. Finché i giovani scapestrati della Baia non decidono di infiammare subito la Oracle Arena. Le due schiacciate consecutive di Lee valgono il 6-9 che fa da viatico alle due triple consecutive di Steph Curry, una più pazzesca dell’altra, che fissano il punteggio sul 6-15. Il numero 30 ha ancora la mano caldissima e spara di nuovo prima la tripla dell’8-18 e, dopo che anche Thompson e (Matt) Barnes abbiano riscaldato le rispettive mani dall’arco (13-25), va a segno ancora. I due falli di Paul, sostituito anticipatamente da Collison, mettono ulteriormente alle strette i Clippers. La Oracle Arena aspetta solo le triple del suo beniamino e Steph non si fa pregare: è la sua quinta bomba (su altrettanti tentativi) che vale il 17-33, che diventa 35 quando Iguodala subito dopo ruba e va in campo aperto a schiacciare: Los Angeles è letteralmente intontita. Il gioco da tre punti realizzato da Crawford e il meraviglioso assist di Griffin per il facile lay-up in contropiede dello stesso Jamal frenano l’emorragia sul 24-39 per i padroni di casa, che nel primo quarto hanno tirato con uno spaventoso 67% dal campo. Nel secondo periodo, come naturale, Golden State rallenta e i Clippers non sono in grado di accelerare significativamente. Un segnale di ripresa lo offre la tripla di Jamal Crawford che fissa il punteggio sul 32-44 e il reverendo chiama un time-out cautelare. I ritmi non sono granché e il gioco è più falloso. A risentirne sono soprattutto i Clippers, che faticano a trovare soluzioni offensive che non includano il viaggio in lunetta; un punto di svolta per gli angeleni potrebbe individuarsi col quarto fallo di Thompson quando mancano 4′ all’intervallo lungo, ma il passivo rimane pesante (36-53). E quattro punti consecutivi di Curry, accompagnati dal coro “MVP” della Oracle, sbattono i Clips sul -21. Vantaggio che si dilata a 22 lunghezze, quando Lee riesce nel segnare il canestro e subire fallo, dopo una delle svariate palle perse da LA. Il ritmo compassato e falloso degli ospiti, eccezion fatta per un Crawford versione cuordileone da 16 punti nel primo tempo, fa da tema centrale ai primi due quarti che si chiudono su un eloquente 48-66. Al rientro dagli spogliatoi, i Clippers si rifanno sotto con la tripla anomala di Paul e il canestro con fallo di Griffin che valgono il 54-66 che accende un barlume di speranza. Barlume che però Iguodala provvede prontamente a spegnere con una tripla e con una schiacciata in contropiede (56-73). A 3’36” dal termine del terzo quarto, Crawford diventa protagonista, ma non si tratta né di Jamal né di Jordan, bensì di Joe, quando chiama fallo in attacco forse un po’ generosamente a Thompson, per il suo quinto personale. LA deve provarci e Redick con la solita tripla in catch&shoot in uscita dal blocco che tanto piace disegnare a Doc porta i suoi sul -12, per poi ripetersi mezzo minuto dopo per il -11 (71-82). Sembrano dei Clippers in crescendo quelli che si vedono, ma una pessima palla persa e un jumper di Curry, chiudono il terzo periodo sul punteggio di 71-89, che vale quasi un’ipoteca sulla partita. L’irriducibile Jamal continua a guidare i suoi anche nell’ultimo quarto, con la tripla del 76-91 che tiene i suoi aggrappati alla partita e che lo tiene, sul momento, con più punti (21) che minuti giocati (20). Paul e Redick poco dopo lo imitano dall’arco, riducendo le lunghezze di svantaggio a 9 quando mancano poco meno di 8′ al termine. A 6’13”, Thompson ci ricasca: altro fallo in attacco, nuovamente chiamato da Joe Crawford e la partita di uno dei fratelli Splash finisce prematuramente; il punteggio è sull’87-100 per i padroni di casa. La differenza si riduce a soli 10 punti a metà quarto, quando CP3 mette a segno tutti e tre i liberi dovuti al fallo di Curry, che si fa subito perdonare mettendo la tripla del nuovo +13 un minuto dopo. Il flagrant-1 chiamato a Turkoglu per il brutto fallo su Green e la tripla di (Harrison) Barnes sul possesso successivo mandano i ragazzi della Baia sul 90-107 che archivia praticamente il match. Doc Rivers lo capisce e lascia spazio alle seconde linee per gli ultimi 3′. La partita si conclude col punteggio di 97-118 e Golden State riesce così a confermare il fattore campo: l’appuntamento è rimandato allo Staples Center nella notte fra mercoledì e giovedì per gara-5 della serie più spettacoare dei Playoffs.

LOS ANGELES CLIPPERS: Barnes 10, Griffin 21, Jordan, Redick 12, Paul 16, Collison 6, Crawford 26, Davis, Granger, Turkoglu 3, Green, dudley, Hollins 3.
GOLDEN STATE WARRIORS: Iguodala 22, Green 4, Lee 15, Thompson 15, Curry 33, O’Neal 5, Barnes 15, Blake 3, Armstrong 4, Speights 2, Kuzmic.

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