NBA Playoffs: Paul e Redick non bastano ai Clippers, Golden State passa allo Staples Center 109-105

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Fonte: NBA.com

Quanto andato di scena a Los Angeles si può, senza perdersi in pleonastiche osservazioni, definire un manifesto per questo sport, utile soprattutto a descrivere meglio l’atmosfera che si respira quando si dà inizio ai Playoffs. A gioire sono stati i giovani scapestrati della Baia, guidati da Mark Jackson: sono loro, e chi altri effettivamente, a sovvertire il primo pronostico della post season.
Intensità pulsante allo Staples Center, non pienissimo per l’occasione. I padroni di casa partono sicuramente meglio dei Warriors, riuscendo a staccare subito gli avversari con un parziale di 0-7, ad opera di Griffin e Paul. Dalla panchina, il reverendo Jackson prova con un paio di timeout a frenare l’emorragia, ma dopo 4′ il bilancio dice un solo punto all’attivo, i Clippers già in bonus e Iguodala con due falli, che dopo 8’30” diventeranno tre. Problema uguale ce l’ha anche Blake Griffin, costretto a lasciare prematuramente il posto a Glen Davis. Senza la loro ala grande titolare, Los Angeles soffre la rimonta degli ospiti, ma la preghiera che Crawford (e parliamo di Jamal, s’intende) tira da centrocampo rimette due possessi di distacco fra le squadre, sul punteggio di 24-29. Dopo il primo intervallo, il terzo fallo di Griffin lo costringe di nuovo alla panca. Ma, per fortuna di LA, Jordan è in serata di grazia: difende benissimo (vedere le due stoppate consecutive su Lee) e si fa trovare sempre pronto in attacco. La pecca di DeAndre, però, rimane sempre quella legata ai tiri liberi, che ne limitano moltissimo l’apporto di punti. La battaglia tiro su tiro viene portata avanti dal solito Stephen Curry, che con una rovesciata e una tripla anomala fa sì che i suoi rimangano sempre a contatto, grazie anche alle tante giocate difensive valide di Speights. I meccanismi offensivi di Golden State trovano un leggero intoppo con il lieve infortunio di Green, il terzo fallo di Lee e il quarto di Iguodala. Ad ogni modo, si va a riposo sul 52-52, a causa del fallo ingenuo quanto dubbio di Davis che a due decimi dalla fine manda in lunetta Barnes. Al rientro dagli spogliatoi, è un Griffin imbufalito a prendersi la responsabilità dei primi cinque possessi dei suoi, andando a segno con sei punti. Prima di scaldare le mani, Redick fa una giocata di fondamentale importanza, quando dopo 2’20” scivola bene e costringe Iguodala allo sfondamento che gli vale il quinto fallo e la conseguente obbligata panchina. Inizia, dunque, la guerra personalissima di JJ Redick contro gli Splash Brothers. Canestri su canestri: senza ritmo, catch&shoot, forzati, e chi più ne ha più ne metta. Il reverendo ricorre di nuovo al timeout per spezzare il ritmo infernale, quando il punteggio dice pari 73 a 5′ da fine periodo. All’uscita da timeout, due canestri consecutivi dei Warriors costringono Doc Rivers a chiamare un altro timeout di emergenza. E funziona la mossa, grazie anche un’ottima difesa di Redick che porta Crawford ad aprire su Griffin che sotto canestro serve l’accorrente JJ che firma il suo 22esimo punto e impatta a quota 79. Da lì, i Clippers non trovano più la via del canestro fino alla fine del terzo periodo e Golden State riesce ad allungare addirittura sull’87-79 per lo sbandamento attraversato dagli angeleni, in cui va segnalato il quinto fallo di Blake Griffin. Dopo i primi 3’30” del quarto, sono pochi i segnali incoraggianti per LA, con i Warriors che allungano di uno. Dopo l’andamento claudicante di entrambe le squadre per la voglia di chiudere la partita il prima possibile, i Clippers trovano il bandolo della matassa grazie alla grinta di Glen Davis, l’uomo che non ti aspetti. La tripla di CP3 e il sesto fallo di Iguodala riaprono del tutto la partita che Golden State avrebbe dovuto amministrare meglio, cosa che è riuscita solo a David Lee. Dopo il viaggio in lunetta, stranamente perfetto di Jordan, il punteggio dice solo 100-99 per gli ospiti. Il canestro di Thompson riaggiusta la situazione ma è un’altra tripla di Paul, che quando vede i ragazzi della Baia si trasforma (28 punti di media in regular season nei quattro confronti), a impattare sul 102 pari. Così, dunque si arriva agli ultimi 2′ di una splendida gara-1. Alla tripla di (Harrison) Barnes, risponde il viaggio in lunetta di Griffin, per il 105-105: per gli ultimi 90” il reverendo vuole un altro timeout. La palla come è giusto che sia finisce nelle mani di Curry che però intimidito dalla difesa di Collison scarica su Green che non trova nemmeno il ferro. Nell’altra metà campo le cose non vanno meglio: a rimbalzo fallo in attacco di Griffin, che è il sesto; di nuovo dentro Davis, per gli ultimi 48”. Paul ruba a Thompson ma Collison in contropiede si trascina la palla fuori: i Warriors hanno un’altra possibilità per provare a chiuderla. Sul tiro sbagliato di Curry, ancora Collison la fa grossa commettendo fallo su Green per il primo viaggio in lunetta del quarto per Golden State: due su due, 107-105 per i Warriors, con 24” spaccati sul cronometro. Paul però perde la palla dal palleggio e il possesso torna a Golden State: passano pochi secondi e a 14” Barnes fa fallo sul corrispondente omonimo della Baia. Il primo lo sbaglia, il secondo no. Un solo possesso di distanza fra le squadre e i Clips possono mandarla all’OT, ma Thompson decide di far subito fallo su Paul e mandarlo in lunetta per due liberi, entrambi sbagliati da CP3. Dalla linea della carità, Green sbaglia il primo… e anche il secondo, ma la palla la raccoglie Collison con un piede fuori. Altro viaggio in lunetta, stavolta per Clay Thompson. Il primo lo sbaglia, il secondo però entra: a fatica, in una partita meravigliosa, passa Golden State 109-105, ribaltando il fattore campo.
Quale chiosa migliore, se non quella di Flavio Tranquillo: “e se il buongiorno si vede dal mattino, che serie che sarà questa!”

GOLDEN STATE WARRIORS: Barnes 14, Iguodala 8, Lee 20 e 13 rimb., O’Neal 13, Thompson 22, Curry 14, Green 7, Blake 3, Speights 6, Crawford 2.
LOS ANGELES CLIPPERS: Barnes 2, Griffin 16, Jordan 11 e 14 rimb., Redick 22, Paul 28, Davis 6, Crawford 9, Collison 8, Granger 3, Turkoglu.

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