NBA Recap: Atlanta schianta Washington, crisi Cavs, Lillard monumentale

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(bleacherreport.com)

 

 

Washington Wizard 89 @ Atlanta Hawks 120 (22 – 34, 50 – 55, 67 – 77)

 

Nella sfida tra le due migliori squadre della Eastern Conference, sono i padroni di casa della franchigia della Georgia a spuntarla in maniera netta, sfruttando un ottimo avvio di gara che ha permesso agli Hawks di guidare la contesa con vantaggi sempre ben oltre la doppia cifra di margine. Nel secondo quarto l’energia di Nenè prova a riaprire la partita, ma Atlanta non si scompone e assesta la fuga decisiva verso la fine della terza frazione, grazie a una buona difesa e ai canestri pesanti di Korver e Carroll, prima che la mattanza si concluda nel periodo finale dove Washington esce definitivamente dalla partita.

Wizards (25-12): Wall 15 (8 assist), Nenè 14, Seraphin 13, Beal 12, Pierce 11.

Hawks (29-8): Korver 19, Carroll 16, Horford 15, Antic 12, Teague 11 (10 assist).

Key Stat: determinanti nella vittoria di Atlanta i tiri da tre (16/31 per Horford & co.), e ai dati delle perse (19 a 8 a sfavore dei Wizards) e delle rubate (14 a 5 per gli Hawks). 

MVP: Atlanta Hawks, il gruppo è sicuramente uno dei segreti di questa squadra, capace di mandare a referto 8 giocatori in doppia cifra grazie al gioco corale che ha fruttato 34 assist su 42 canestri. Se dobbiamo scegliere un singolo prendiamo però Kyle Korver, che ha messo 19 punti con 5/7 da oltre l’arco.

 

 

 

Miami Heat 104 @ Los Angeles Clippers 90 (30 – 29, 62 – 53, 86 – 76)

 

Miami si lascia alle spalle le tre sconfitte in trasferta di fila e batte a domicilio i Clippers, che però iniziano subito forte grazie alle bombe di Reddick e Paul, portandosi anche sul 19 a 6 dopo pochi minuti. Ma l’ingresso decisivo di Whiteside (alla miglior partita nella sua carriera) e la vena realizzativa di Bosh (17 punti all’intervallo) permettono agli Heat di recuperare e mettere il naso avanti fino alla fine della partita, nonostante un Wade poco preciso al tiro nei primi tre quarti. Per Los Angeles non servono a nulla gli sforzi di Griffin e Paul, il quale si toglie lo sfizio di diventare il 20esimo assistman della storia superando Tiny Archibald.

Heat (16-21): Bosh 34 (7 assist), Whiteside 23 (16 rimbalzi), Wade 17 (10 assist), Deng 10.

Clippers (25-13): Griffin 26, Paul 23 (9 assist), Reddick 14, Barnes 8.

Key Stat: partita decisa dal maggior numero di liberi segnati da Miami (20 a 13) e soprattutto dai 19 rimbalzi di differenza tra le due squadre, con Miami capace di catturarne 15 in attacco.

Losing Effort: Spencer Hawes, come cambio di Jordan doveva dare una mano, ma si è lasciato mangiare in testa da Whiteside ogni singola volta e il -15 di plus/minus mostra i danni causati.

MVP: Chris Bosh, tira con ottime percentuali (13/20 dal campo) ed è un pericolo costante per la difesa dei Clippers, assolutamente immarcabile oggi per Blake Griffin.

 

 

(www.commercialappeal.com)

 

 

Phoenix Suns 110 @ Memphis Grizzlies 122 (15 – 22, 41 – 51, 66 – 75, 101 – 101, 108 – 108)

 

La sfida tra Suns e Grizzlies si decide solo al secondo OT. Nonostante le assenze di Prince, Pondexter e del neo acquisto Jeff Green, Memphis parte forte acquisendo sin dalle prime battute il comando e mantenendolo fino al quarto quarto nell’ordine delle doppia cifra, ma nei minuti finale con le triple di Tucker e Morris i Suns recuperano, fino a impattare a quota 101 con Tucker che segna un layup contro Randolph (canestro viziato da un’interferenza di Bledsoe non fischiata). Dall’altra parte Gasol non riesce a segnare il tap in del sorpasso. nell’overtime Bledsoe firma la tripla del +2 a 33 secondi dalla fine, ma nell’azione successiva Thomas perde palla sulla pressione di Memphis, permettendo a Lee di segnare i 2 liberi del pareggio che manda la gara al secondo supplementare. Qui però si sveglia Gasol, che dopo una pessima partita mette a referto 7 punti nella minifrazione, permettendo ai Grizzlies di vincere una gara sofferta.

Suns (22-18): Thomas 20, Mk. Morris 17, Len 14 (13 rimbalzi), Tucker 11, Mc. Morris 11 (9 rimbalzi).

Grizzlies (26-11): Randolph 27 (17 rimbalzi), Conley 25 (8 assist), Lee 18, Gasol 12 (9 rimbalzi), Allen 12.

Key Stat: in una partita così equilibrata sono i dettagli a fare la differenza, in questo caso Memphis ha tirato leggermente meglio (48% contro 42%) e vinto la battaglia a rimbalzo 54 a 46.

MVP: Zach Randolph, partita solidissima del lungo di Memphis, che finchè è rimasto in campo è stato un incubo per Phoenix con 27 punti e 17 rimbalzi.

 

 

(www.csnbayarea.com)

 

 

Cleveland Cavaliers 84 @ Sacramento Kings 103 (29 – 30, 44 – 59, 64 – 85)

 

Clevaland perde l’ennesima partita senza Lebron James e scende al 50% di vittorie, battuti anche dai King di Cousins. Eppure nella prima frazione innescano le marce alte sia Love che soprattutto Irving (14 punti con 4 triple nel primo quarto), ma Sacramento trova punti facili in attacco facendo segnare quasi tutti e si mette ben presto al comando con un vantaggio che si aggira sui 15 punti. Nel secondo tempo i Kings continuano a macinare gioco e Cleveland non riesce a reagire, così Gay sigla la schiacciata del 90 a 69 che chiude anzitempo la contesa.

Cavaliers (19-19): Love 25 (10 rimbalzi), Irving 21 (7 assist), Mozgov 14 (12 rimbalzi).

Kings (16-21): Cousins 26 (13 rimbalzi), Gay 23, Collison 16, Landry 11, Thompson 7 (10 rimbalzi).

Key Stat: tolte le brutte percentuali di Cleveland, il dato più eclatante sono le sole 4 perse di Sacramento contro le 14 dei Cavs.

Losing Effort: J.R. Smith, 2/10 al tiro per 4 punti e 4 palle perse, prestazione abbastanza desolante per la neo guardia di Cleveland.

MVP: DeMarcus Cousins, dominante come al solito con 26 punti e 13 rimbalzi, il tutto con una naturalezza che fa pensare che quasi non si è impegnato. Il +31 con lui in campo spiega molte cose.

 

 

 

Portland Trail Blazers 106 @ Los Angeles Lakers 94 (23 – 20, 50 – 45, 72 – 69)

 

Byron Scott mantiene fede alla sua promessa e fa riposare Kobe nel back to back, inoltre fa partire dalla panchina Boozer, Lin e Young. Partita che inizia con un buon avvio di Portland ma i Lakers nel secondo quarto cominciano a giocare bene e a portarsi anche in vantaggio con Boozer, ma sul finire del tempo entra in azione un super Lillard che prima spacca da solo la difesa losangelina e poi serve Blake per la bomba allo scadere del secondo quarto. L’equilibrio regra sovrano nonostante i tentativi di fuga Blazers, ma il Lakers tornano a contatto con Young che segna il 76 pari nell’ultima frazione. Da qui in poi Lillard decide di vincerla da solo, segnando ben 17 punti negli ultimi 9 minuti e mettendo il punto esclamativo con la schiacciata in faccia a Jordan Hill, permettendo a Portland di essere la prima squadra che scollina quota 30 vittorie in stagione.  

Blazers (30-8): Lillard 34 (7 assist), Matthews 16, Aldridge 15 (9 rimbalzi), Batum 11 (9 rimbalzi, 6 assist), Leonard 10.

Lakers (12-26): Johnson 17, Hill 14, Boozer 13 (9 rimbalzi), Ellington 10, Young 9.

Key Stat: oltre a Lillard, il fattore decisivo sono state le 13 triple messe a bersaglio per i Blazers.

MVP: Damien Lillard, 34 punti con 17 nell’ultimo quarto, aggiungendo 3 schiacciate da highlights niente male. Serve aggiungere altro?

 

 

Jacopo Calzavara

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