NBA Recap del 16 Marzo: Memphis vede la luce, PistonSpreconi e tanto altro stanotte!

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nba.com

A CURA DI MARCO BRINI E MICHELANGELO ARRIGONI

Detroit Pistons 104 – Indiana Pacers 112 (OT)

DET: Smith 23, Stuckey 19, Monroe 17.
IND: George 30, Turner 20, Bynum 15.

Partita dai due volti al Palace Of Auburn Hills tra i padroni di casa, in lotta per l’ultimo posto Playoff ad est, ed i Pacers, in lotta per il primo posto assoluto nell’Nba. Nel primo tempo i Pistons , guidati dagli 8 assist di Jennings e dai 12 punti di Stuckey, dominano in lungo e in largo degli impauriti e svogliati Pacers, che ricordano la squadra che ha subito 4 sconfitte di fila recentemente. E’ solo grazie ai due nuovi innesti, Bynum (11 punti all’intervallo) e Turner, se i Pacers chiudono un primo tempo da incubo sotto ‘’solo’’ di 19 punti (dopo aver toccato il -25). Negli spogliatoi Vogel si fa sentire e i suoi Pacers scendono sul parquet con tutta un altra faccia, più determinati, più cattivi e con la voglia di far vedere all’America che si meritano il primo posto assoluto. Pronti via e un parziale di 8-0 li riporta sul -11 (49-60) e, grazie ad un indiavolato George (14 punti nel solo 3 quarto), riescono a riportarsi sul -6 alla fine della frazione. Nell’ultimo periodo la spinta dei Pacers continua, tanto da raggiungere il vantaggio, che mancava dal 6-5 iniziale, sull’ 86-85 a 6’ e 44’’ dalla fine, grazie a un gioco da 3 punti di Turner. Da qui in poi la partita si gioca punto a punto, con Smith che segna a 22’’ dalla fine il canestro del 100-100 e George che sbaglia il Buzzer beater che avrebbe potuto dare la vittoria ai suoi Pacers. Si va dunque all’overtime, nel quale però non c’è storia e Indiana piazza un parziale di 12-4 che chiude i giochi di una bellissima partita.

 

New York Knicks 115 – Milwaukee Bucks 94

NYK: Anthony 23, Hardaway Jr 20, J.R. Smith 15.
MIL: Wolters 15, Knight 14, Session 14.

Partita sulla carta scontata e che si è confermata tale sul campo. I Knicks, nel matinèe del sabato Newyorchese, battono agevolmente i malcapitati Bucks e raggiungono la 6 vittoria consecutiva, che li tiene in corsa per la lotta all’ottavo posto delle Eastern Conference. La partita prende subito la direzione di Melo e compagni, che segnano 60 punti nei primi due quarti (perfettamente distribuiti, 30 e 30) contro i soli 42 di Milwaukee. Il terzo e il quarto periodo sono di pura accademia e, quasi, di Garbage time con Anthony che nell’ultimo quarto rimane seduto in panchina a guardare i suoi compagni. Continua a fare bene (vorrei dire sorprendere, ma oramai è quasi una sicurezza) il rookie Hardaway Jr., che segna 20 punti e arriva alla terza partita consecutiva con 20+ Points. Un altro aspetto importante è il ritorno su buoni livelli di ‘’Mister 20 milioni’’ Stoudemire, che anche oggi è autore di 15 punti e 6 rimbalzi. Questo non era sicuramente un test probante, però sembra di vedere una squadra più unita e che gioca per un obiettivo comune in queste ultime partite. Non sappiamo cosa sia cambiato nello spogliatoio dei Knicks, ma, se avessero tenuto questa intensità e questo livello di gioco da inizio stagione, adesso i Playoff non sarebbero un sogno ( se Atlanta continua a vincere sarà complicato) ma una certezza.

 

Denver Nuggets 92 – Atlanta Hawks 97

DEN: Faried 25, Chandler 12, Hickson 11.
ATL: Millsap 24, Korver 18, Antic 16.

Stagione che vola via col vento per la squadra del Colorado che dopo aver battuto Miami ieri notte, cade alla Philips Arena degli Atlanta Hawks. Non vogliamo fare scaramanzie, ma è ormai assodato che il ritorno dall’infortunio del macedone Pero Antic abbia ridato nuova verve a una squadra che sembrava dovesse essere subito inghiottita nel limbo del nono posto a Est. Premesso che non so cosa ci faccia Aaron Brooks a Denver, andiamo ad analizzare il confronto tra le due squadre. Parte fortissima Atlanta, parte malissimo Denver, al primo disperatissimo time out di Shaw la sua squadra è sotto di 13 (3-16) dopo il parziale piuttosto duro dei padroni di casa (Antic da fuori è troppa roba). Ed è sotto di 13 che finirà la prima frazione di gioco per gli ospiti, anche se nella ripresa di gioco provano a rilanciarsi, ottenendo però un -16 all’intervallo. Vantaggio subito accresciuto dall’ottimo inizio della banda Budenholzer, che confermano quanto di buono per tutto il quarto. Frazione vanificata però dal parziale di 8-0 messo in mostra dal trio Brooks-Arthur-Fournier, che chiudono il terzo periodo sotto “solo” di sei. Incredibile ma vero, al ritorno in campo Denver pareggia e costringe al timeout coach Bud. Partita che va punto a punto ma la tripla di Teague che garantisce il +2 ai georgiani e manda al time out le due squadre. Da lì in poi, saranno i liberi a decidere. +5 Atlanta e vittoria meritata nonostante il comeback degli ospiti.

 

Memphis Grizzlies 103 – Philadelphia 76ers 77

MEM: Conley 19, Randolph 14, Gasol 11.

PHI: Carter Williams 23, Young 20, Wroten 13.

Partita scontatissima della quale farei meno a parlarvene se non fosse che gioca una delle squadre più in forma al momento, i Philadelphia Seventy… Scherzavo, tranquilli. I Memphis Grizzlies che, perso Coach Hollins a fine stagione scorsa, e perso Gasol per quasi metà stagione, dal ritorno dello spagnolo sembrano essere tornati la tritasassi degli scorsi playoff dove solo la banda Popovich ha fatto da criptonite. Le “bellissime”(citazione necessaria) percentuali al tiro degli uomini di Brown (In Tanking We Trust) condannano la squadra della Città dell’Amore Fraterno. Premesso che non sono assolutamente gli unici della Lega a tankare (ovvero giocare a perdere per garantirsi una high pick alla prossima Draft Lottery), allo schifo con la S maiuscola c’è un limite e sono assolutamente certo che con questo roster Philly non vincerebbe nemmeno l’EuroChallenge. Poco ma veramente poco da dire sulla partita spicciola, che vede Memphis partire al pari di Philly (21-20 alla prima sirena) per poi metterla in ghiaccio a partire dal secondo quarto, fino al +25 finale. 20esima sconfitta di Phila per fila. Ops, 20esima sconfitta di fila per Phila. Ma del resto, sono Philati tutti via. Memphis vede la luce alla fine del tunnel, quella brezza fresca che è la qualificazione ai playoff.

Sacramento Kings 87 – Chicago Bulls 94

SAC: Thomas 26, Cousins 25, Gay 13.
CHI: Noah 23, Gibson 19, Dunleavy 16.

Qui lo dico e qui lo ribadisco, vicino alla statua di MJ metterei due altorilievi di modestissima importanza. Uno, si chiama Tom, ma tutti lo chiamano “Coach T”, “Double T”, “Fuckin’ Best Coach Ever” e via dicendo. L’altro si chiama Joakim ed è da ormai 7 anni cardine della difesa ma non solo della  squadra di Chitown. Parliamo del miglior coach attualmente in NBA (Pop appartiene al passato ormai, il meglio comunque non è ancora arrivato per l’ex vice di Rivers ai Celtics), Tom Thibodeau, vate della difesa non stop e capace di allestire una squadra che può dire la sua anche in vista PO partendo da un infortunato cronico che si son già giocati a novembre, qualche buon giocatore e qualche scommessa di troppo per ora vinta. E parliamo ovviamente del centro migliore della lega in questo momento, Joakim Noah che sta sfiorando la tripla doppia ogni volta che mette piede in campo. Sacto invece è tanto talento senza ordine. Ordine che il buon Malone (una delle menti degli ultimi Warriors ai Playoff) ha voluto saggiamente non dare, in vista del prossimo succosissimo draft. Il mio sogno bagnato sarebbe vedere Doug McDermott come quattro titolare il prossimo anno, ma anche un Randle mi andrebbe bene, per l’amor di Dio. La partita, sebbene sembri scontata, non  lo è affatto. Nel primo quarto vi è una parità che sembra presagire a una partita combattuta. Nel secondo periodo, vinto da Chicago di soli 5 punti, soprattutto per merito di un caldissimo Taj (12 per lui nel solo quarto, 19 complessivi) mentre Sacramento si è aggrappata a Thomas e DMC per mantenersi a buon distacco. Nella ripresa invece è proprio la squadra ospite a far la gara trovando sul finire della partita il -1 che fa pensare subito a una lotta punto a punto. Non sarà così, anche se Sacramento non crolla mai e resta sempre dai tre ai 6 punti di distanza, fino al -7 finale.

 

Washington Wizards 101 – Brooklyn Nets 94

WAS: Wall 33, Gooden 21, Beal 15.
BKN: Thornton 19, Johnson 16, Pierce 15.

Bella partita al Verizon Center di Washington tra due squadre alla ricerca di una migliore posizione Playoff. I padroni di casa partono subito forte e mandano a referto tutto il quintetto nei primi 5 canestri, trovandosi 11-8 dopo 6 minuti di giochi. Deron Williams segna a ripetizione (10 punti alla prima sirena) e Livingston smazza assist, cosi da arrivare al primo break sul 26-19. Nel secondo periodo il tren è sempre lo stesso, con i Nets che fanno la partita e i Wizards che provano a rincorrere, tenuti a galla da un ottimo Wall (10 punti nel secondo quarto). All’intervallo il tabellone recita 57-48 per gli ospiti. Nella ripresa Wall segna 11 punti nei primi 5 minuti (15 in totale nel quarto) e riavvicina la sua squadra fino al 79-72, punteggio con il quale si chiude la terza frazione. Nell’ultimo periodo si vede la differenza d’età delle due squadre, con i giovani Wizards che sovrastano fisicamente i Nets, lasciandogli solo 15 punti e segnandone 29. Washington ottiene così un’altra importante vittoria, dopo quella all’overtime con Orlando, che gli permette di blindare il 5 posto e rincorrere il 4, valevole per il fattore campo. Da notare la prestazione di Gooden, 21 punti e 9 rimbalzi, che nel post partita si toglie qualche sassolino dalla scarpa, affermando che tutti lo vedono come un giocatore ‘’vecchio’’ ma che lui è ancora Drew Gooden.