NBA Recap del 23/2: Steph batte Brooklyn grazie a O’Neal, Triple-DoubLove e molto altro stanotte!

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A CURA DI MICHELANGELO ARRIGONI E MARCO BRINI

Memphis Grizzlies 89 – Charlotte Bobcats 92

MEM: Conley 15, Gasol 12, Randolph 11.

CHA: Walker 31, McRoberts 12, Tolliver 9.

Dei Grizzlies al completo si presentano alla Time Warner Cable Arena a una partita di distanza dall’ottavo posto nella Western Conference, occupato dai Dallas Mavericks.

I Bobcats sono, anche loro, alla ricerca della vittoria per mantenere l’ottavo posto ad Est.

Partita molto equilibrata e combattuta, con le difese che molto spesso prevalgono sugli attacchi. Il primo quarto si chiude con un discreto vantaggio per i padroni di casa, che conducono 28-21 grazie ai 12 punti di un ispiratissimo Kemba Walker (alla fine saranno 31, conditi da 8 rimbalzi e 5 assist). Nel secondo periodo emerge Memphis, che concede agli avversari solo 14 punti e, segnandone 27, si porta sul +6 (48-42) all’intervallo lungo.

La terza frazione si apre con un 11-0 Charlotte, che riporta i padroni di casa in vantaggio, prima che la partita si giochi sul filo dell’equilibrio fino al 64-63 Bobcats alla sirena.

L’ultimo quarto vede Charlotte raggiungere il massimo vantaggio sul +13 (82-69) a 7’ dalla fine, con Memphis che riuscira a recuperare ed a issarsi sul +1 (87-86) a 50’’ dalla fine con un canestro di Conley. McRoberts si procura e trasforma i liberi del 88-87, Conley sbaglia e Walker dalla lunetta non sbaglia, chiudendo i conti sul 92-89. Ottima vittoria dei padroni di casa, che si avvicina sempre piu ai playoff. Sconfitta amara per Memphis, che vede Dallas sempre piu lontana.

New Orleans Pelicans 93 – Washington Wizards 94

NOP: Davis 26 (11 rimbalzi), Morrow 18, Gordon 10.

WAS: Nene 30, Gortat 16, Webster 12.

I Pelicans, oramai fuori dalla lotta playoff (stagione sfortunatissima la loro), si presentano a Washington senza i lungodegenti Holiday e Anderson. La partita, nonostante i Wizards abbiano piu motivazioni, si gioca sul filo dell’equilibrio lungo tutti i 48 minuti. Il primo quarto si chiude 24-21 per i padroni di casa, grazie ai 6 punti di Gortat. All’intervallo lungo la situazione è in parità sul 43-43. Nella terza frazione provano a scappare prima i Pelicans sul +5 (56-51) poi i Wizards, con un parziale di 15-2, sul +8 (66-58), ma anche stavolta, alla sirena, il punteggio è di piena parità sul 66-66. Equilibrio che si mantiene fino all’ultimo minuto, dove Wall realizza il sorpasso (92-91) a 27’’ dalla fine. Risponde Davis con 2 liberi a 7’’ dalla fine per il 93-92 Pelicans. Infine Nene con una bellissima schiacciata a 9 decimi di secondo suggella la vittoria Wizards 94-93.

New York Knicks 98 – Atlanta Hawks 107

NYK: Anthony 35, Felton 16, Smith 11.

ATL:  Scott 30 (career-high), Teague 28, Carroll 24.

Partita dalla mille emozioni e dall’andamento imprevedibile in quel di Atlanta. Nel primo quarto le squadre sono punto a punto (24-23 per gli Hawks), con Antonhy che infila 11 punti e Korver porta a 124 la sua striscia di partite con almeno una tripla a bersaglio. La seconda frazione si apre con un 9-0 firmato tutto da Mike Scott (che si sta rivelando una vera e propria ‘’steal of the draft’’ essendo stato scelto nel 2012 con la scelta numero 43). Da questo momento i Knicks iniziano a giocare un basket quasi perfetto e, con un parziale di 29 a 6, chiudono il quarto sul +13 (52-39). Dopo l’intervallo il distacco si mantiene costante, oscillando dal +17 al +8 per i Knicks fino a 2’ minuti dalla fine del quarto quando Felton realizza il 71-57 per New York. Da quel momento gli Hawks, a cavallo tra fine terzo quarto e inizio quarto, piazzano un terrificante parziale di 25a4 portandosi sul +7 (82-75) a 9’ dalla fine. A questo punto i Knicks si perdono e non riescono piu a rientrare in partita, con Atlanta che controlla il vantaggio grazie alle penetrazioni di Teague. Atlanta vince la partita 107-98 grazie a un incredibile prestazione da dietro l’arco dei 3 punti, mettendo a referto 16triple sulle 31 tentate (51,6%), e grazie al trio Scott, Teague e Carroll, che insieme mettono insieme 82punti sui 107 di squadra.

Dallas Mavericks 113 – Detroit Pistons 102

DAL: Nowitzki 24, Carter 18, Ellis 12 (13 assist).

DET: Smith 32, Monroe e Bynum 17.

I Mavericks andavano al Palace Of Auburn Hills di Detroit ad affrontare una partita importantissima per mantenere l’ottavo posto ad Ovest e, chissà, per sognare qualche posizione migliore. Detroit invece cercava di rincorrere l’ottavo posto a Est, a mio avviso immeritato visto l’incostanza della squadra. La partita, come molto spesso accade con Dallas in campo, è a punteggio alto con gli ospiti che chiudono la prima frazione sul +2 (29-27) grazie agli 8 punti di Carter. Nel secondo quarto i Mavericks segnano a ripetizione e, con 35 punti, chiudono in doppia cifra di vantaggio (64-54) all’intervallo. Non bastano i 24 punti di Smith, dopo 2 quarti, a tenere a contatto i Pistons. Ancora Smith e Bynum, nel terzo periodo, provano a riportare sotto i loro Detroit Pistons, ma la squadra del Michigan riesce ad avvicinarsi solo fino al -4 (80-84) prima di ricadere oltre la doppia cifra di svantaggio per quasi tutto l’ultimo quarto, ben gestito da Coach Carlisle e dai suoi giocatori. Vittoria fondamentale per i Texani, visto anche la sconfitta di Memphis, ed ennesima prova deludente per i Pistons.

Indiana Pacers 110 – Milwaukee Bucks 100

IND: George 32, West 30, Stephenson 24.

MIL: Knight 30, Middleton 13, Ilyasova 12.

Partita non scontatissima nel Wisconsin a casa di Brandon Knight e Giannis Antetokounmpo. Alla Bradley Harris arrivano i super Pacers di Frank Vogel, sempre più primi nella Conferenza Est. Nonostante la caratura dell’avversario, i Bucks sono una squadra che essenzialmente ha giocato per perdere per metà stagione, per favorire così a una scelta alta il prossimo succulentissimo draft, e qualche moto d’orgoglio davanti a qualche big potrebbe provarlo. La partita si apre con un 18 a 24 per gli ospiti, sicuramente un risultato abbordabile da recuperare anche per una squadra come i Bucks. A metà secondo periodo però i Pacers allungano e allungano fino al più 20 che potrebbe già condannare i Cervi di Coach Drew. Nonostante il picco toccato da George e compagni, con un ritorno di fiamma sul finire del primo tempo Milwaukee riporta a distanze umane la partita con la squadra ospite che guida di 12 la partita. Un grande quarto di ripresa per la squadra del Wisconsin che chiude con i liberi di Giannis Antetokounmpo un vantaggio di 5 nel solo periodo, che li porta a un meno 7 decisamente recuperabile. Indiana però torna a giocare e vince la partita di 10. A Milwaukee però ormai si sa, che non manca il talento…

Minnesota Timberwolves 121 – Utah Jazz 104

MIN: Love 37, Rubio 15, Brewer 13

UTA: Kanter 25, Burke 16, Burks 15

Non molto da dire su una partita come questa, entrambe le squadre hanno già terminato le loro ambizioni e soprattutto i padroni di casa puntano a una buona scelta al Draft del prossimo anno. Partita molto positiva per un giocatore parecchio contestato come Ricky Rubio, playmaker spagnolo che ha messo in mostra spesso attinenza al tiro pari allo zero assoluto con percentuali orride. Stanotte l’ex Badalona ha infilato 15 punti tirando sopra il 60% in tutte le categorie di tiro. Ma la scena è tutta di Kevin Love… 37 punti per lui, una tripla doppia, e la netta sensazione che quando vestirà purple and gold diventerà un giocatore-volto della lega è sempre più forte. I Jazz dei talenti invece continua nel proprio percorso di tanking moderato, facendo sbocciare bene le potenzialità dei vari Trey Burke, Alec Burks e Enes Kanter, oltre a un quasi esploso Derrick Favors e una certezza già proclamata come Gordon Hayward. Poca storia, la partita. Minnie chiude a più dieci la ripresa per poi allungare la falcata fino al più 17 che determina la fine di un match ordinario di un ordinario sabato sera.

Boston Celtics 98 – Sacramento Kings 105

BOS: Green 29, Humphries 19, Bayless 16.

SAC: Gay 22, Thomas 21, Cousins 13.

Due squadre in succosa rebuilding. Soprattutto la squadra dell’ottimo Malone si sta creando un futuro mica da ridere con IsaiGTh Thomas, con Ben McLemore, con un giovane vecchio per dirla alla Marcello Lippi come Rudy Gay, infine la prossima prima scelta di Sacramento probabilmente nello spot di ala grande (si parla già di Julius Randle e Doug McDermott, e il proclamato gioiello della corona che sarà ovviamente DMC, DeMarcus Cousins. Boston invece sta prima di tutto piazzando i pezzi ingombranti (manca Wallace ancora, che è stato fondamentale nella trade con i Nets per liberarsi di Pierce, KG, e Terry che oggi è a Sacramento) e con una buona scelta al prossimo draft, e un arrivo in free agency può già ricostruire le rovine della franchigia più titolata al mondo. Per il resto, a traghettare la squadra per ora basta gente come Pressey e Brandon Bass, con tutto il rispetto. Sacramento parte molto bene e ai 24 minuti si trova con un ottimo +8 sui Celtics. Green grande protagonista della mini rimonta di inizio ripresa quando si ritrovano a solo -3 dai Kings. La partita viene poi rimessa in carreggiata da una tripla di Outlaw, dando così un +7 che sa già di vittoria. Boston si lascia andare nel finale di partita non riesce a segnare più di quanto lo riescano a fare gli altri. Sacramento vince e convince. Non dico che tra due anni rivedremo negli occhi di McLemore e Cousins il fuoco che avevano i magici Kings di Peja e Webber… Ma io un occhio aperto per questi ragazzotti, lo tengo.

Brooklyn Nets 86 – Golden State Warriors 93

BRK: Williams 20, Johnson 15, Blatche 14

GSW: O’Neal 23, Green 18,Curry 17

Sfida di cartello stanotte, nella Bay Area si affrontano i Golden State Warriors di Steph Curry (oggi non partita brillantissima per il 30) e i Brooklyn Nets di Garnett e Pierce. Brooklyn è uscita dall’incubo di finire fuori dalla post season (complice una conference ai limiti della mediocrità) mentre Golden State sta inspiegabilmente lottando ‘per quei due, tre posti in coda alla conference senza dubbio più competitiva. Prova lussuosa per Jermaine O’Neal che tra un infortunio e l’altro si ricorda di essere stato All Star qualche anno fa e oggi sfodera una doppia doppia di tutto rispetto. Partita che va ai 25 nel primo quarto con i Warriors. Sorpasso importante fabbricato da DWill che segna ma si torna subito col vantaggio per Golden State. Dopo di chè, O’Neal decide che è l’ora di vincere la partita, tre canestri fondamentali e più nove per la squadra di Mark Jackson. Nel quarto periodo si va punto a punto fino all’impattata decisiva di Joe Johnson, ma la stanchezza si fa sentire ed ecco che grazie a un turnover di Johnson (zingarata di Draymond Green) i padroni di casa allungano e la chiudono qua. Partita di vetrina che non ha disatteso i pronostici.