NBA Recap del 9 Marzo: El Mago piega Cleveland nella Notte di Big Z, Paura e Delirio a Los Angeles, e molto altro stanotte!

0
Nba.com

A CURA DI MARCO BRINI E MICHELANGELO ARRIGONI

Cleveland Cavaliers 97 – New York Knicks 107

 

CLE : Irving 30, Hawes 21, Jack 12.

NYK: Anthony 26, Smith 17, Stoudemire 17.

 

Partita probabilmente inutile in chiave playoff in quel di Cleveland. Le due delusioni stagionali, almeno nella parte Est, della lega si ritrovano contro quando i playoff sono lontani 3.5 partite, e solo perché Atlanta è in striscia negativa di 6 partite.

I padroni di casa, dopo qualche vittoria convincente, venivano da 3 sconfitte consecutive, mentre i Knicks venivano da 2 vittorie e hanno continuato questo trend positivo grazie a un ottima prova di squadra, partendo dal leader Carmelo Anthony, passando per il sempre più incostante Jr. Smith e l’ottima prestazione di Stoudemire autore di una doppia doppia con 17 punti e 12 rimbalzi. Cleveland, costretta tutta la partita ad inseguire, tenuta in piedi da un fantastico Hawes (17 per lui all’intervallo), riesce a portarsi sul +3 (80-77) a inizio ultimo quarto. Proprio a questo punto arriva il parziale di 11-1 da parte dei Knicks, firmato da 2 triple di Prigioni, che ammazza la partita e da ai newyorchesi la vittoria.

 

Memphis Grizzlies 111 – Charlotte Bobcats 89

 

MEM: Conley 20, Randolph 16, Gasol 14.

CHA: Jefferson 17, Douglas-Roberts 15, Walker 11.

 

Rivincita della partita di pochi giorni fa a campi invertiti. Questa volta vincono i padroni di casa, in maniera abbastanza abbondante, mantenendosi in piena corsa per un posto nei playoff nella parte Ovest del tabellone. Charlotte perde una partita che non fa troppo male, visto che dietro continuano a perdere tutte, e che, visto la difficoltà, si poteva programmare. La partita rimane viva solo nel primo quarto, chiuso 25-21 per i padroni di casa. A fine secondo quarto il vantaggio si avvicina già alla doppia cifra di vantaggio (52-44) con il povero Jefferson che, da solo, non riesce a contrastare la superpotenza dei due lunghi dei Grizzlies, Gasol e Randolph. Il terzo quarto decreta la fine dei giochi, chiudendosi sul + 18 per Memphis e lasciando spazio a tanto ”garbage time” nell’ultima frazione.

 

Philadelphia 76ers 92- Utah Jazz 104

 

PHI: Wroten 30, Young 18, Anderson 16.

UTA: Hayward 22, Burks 19, Favors 15.

 

Continua, senza sosta, la caccia alla prima scelta della futura Lottery da parte dei 76ers che arrivano alla loro 16 sconfitta consecutiva, realizzando il ”Tank” per eccellenza. Dall’altra parte dei buoni Utah Jazz portano a casa una vittoria che li allontana dall’ultimo posto della Western Conference, grazie al dominio sotto alla plance (42-33 i rimbalzi per la squadra dello Utah) e all’estro del sempre più incredibile Hayward, autore di 22 punti e 8 assist. La partita è, in realtà, molto combattuta con i 76ers che rimangono in partita fino alla fine, comandando anche il punteggio per alcuni tratti, grazie a maestoso Wroten, 30 punti con 12-15 dal campo. La partita si decide negli ultimi 3 minuti, quando Burks infila la tripla del +3 (94-91) a 2’35” dalla sirena. Da quel momento in poi non segna più nessuno fino a quando, a 57” dal termine, Hayward realizza un bellissimo 2+1 che porta la squadra sul +6, chiudendo virtualmente i giochi.

 

Orlando Magic 112 –  San Antonio Spurs 121

ORL: Harris 23, Vucevic 19, Afflalo 17.
SAS:
Parker 30, Ginobili 24, Leonard 17.

Sfida testacoda tra gli Orlando Magic e I San Antonio Spurs di Coach Pop. In una partita dove Duncan e Beli non brillano (doppia doppia per il primo tirando però maluccio, 0 punti per il re del tiro da 3 punti), sono ovviamente Tony Parker, Manu Ginobili e Kawhi Leonard a sbrigare la pratica Magic. D’altra parte riconosciamo in Tobias Harris un giocatore da tenere d’occhio senza dubbio, un probabile futuro All Star che con Oladipo e Vucevic può rappresentare la via d’uscita dalla tanking mode per la squadra di Vaughn (ex sperone). A discapito di ciò che dice la classifica, la partità è subito molto combattuta e aperta. Gli Spurs di affidano alle penetrazioni di Tony mentre il duo Vucevic-Harris tiene a galla i giocatori della Florida, oggi in canotta nera che fa molto 90s. Clamorosamente, sono proprio Harris&co ad andare in vantaggio alla sirena dell’intervallo, in maniera del tutto inaspettata: Timmy sbaglia il passaggio, Afflalo riceve e insacca sul buzzer da dietro l’arco. Nella ripresa torna in testa la squadra di Pop che queste partite ormai, le vince scientificamente. A inizio 2014 parlai di quanto mancasse QUEL Danny Green delle Finals e oggi Bang-Bang-Dan mi ha ripagato con una prestazione al tiro perfetta, ben 4 bombe su 4 tentativi fuori dall’arco. Buonissimo, ma ormai non fa più notizia, l’apporto del Naricòn Ginobili dalla Panca. Nel quarto quarto l’affondo finale degli Spurs mette a tacere la verve degli ospiti che comunque, hanno reso meno banale una partita dall’1 fisso.

Washington Wizards 114 – Milwaukee Bucks 107

WAS: Ariza 28, Beal 23, Webster 15.
MIL:
Knight 25, Middleton 15, Sessions 14

Derby di Eastern Conference tra la peggiore squadra della lega (per il record, secondo me Philly è messa molto peggio quanto a Roster) e la quinta forza a Est appunto, i Washington Wizards di John Wall, che stasera ha sparacchiato accontentandosi di soli 9 punti. La scena è tutta o quasi per un arcigno Ariza, mastino dietro, pungente davanti, è sicuramente il segreto del team di coach Wittman, consolidato che il duo da puntarci ogni sera per i capitolini sia Wall&Beal, uno dei backcourt più freschi della lega a mia opinabilissima opinione. Non certo una partita di cartello, però resa interessante da Ariza e Beal. Spenderei anche una parola su Brandon Knight, sottovalutato e sminuito appena lo si nomina, ad oggi uno dei 3 o 4 che si salvano dall’imbarcata Bucks. Primo quarto che vede i capitolini avanti, e nella ripresa si nota che la differenza stia anche nella panchina, un Drew Gooden rivitalizzato alza la bandiera della second unit Wizards assieme a Martell Webster, ormai una garanzia se Wittman ha bisogno di punti ed energia. Nella ripresa si va sotto addirittura di più di 20 punti, grazie a un’ottima gestione del perimetro. Clamorosissimo comeback che si consuma anche grazie alle disattenzioni sul passaggio, dove sulla schiacciata di Sessions Milwaukee tocca il -4. Non servirà a nulla questa ripresa dei padroni di Casa, che perderanno comunque ma mostrando a tutti che se si vuole fare le cose, le si riesce anche a fare bene. In vista dei playoff non è proprio un segnale di quelli incoraggiante per la squadra di Wall e compagni, specie se dovessero incontrare i Nets, mina vagante ricca di talento e esperienza dei seed senza fattore campo per la prossima post season.

Atlanta Hawks 108 – Los Angeles Clippers 109

ATL: Carroll 19, Korver 17, Antic 16.
LAC: Griffin 27, Paul 19, Barnes 17.

Interessante sfida tra I Clippers padroni di casa che ormai io considero Contender (miglior playmaker della Lega+Jamal+”quello che sa solo saltare” ma ne infila 25 a sera per me significa giocarsi quantomeno le finali di Conference) e gli Hawks che sembrano entrati un brutto circolo vizioso che, causa Knicks in ritorno di fiamma, potrebbe compromettere seriamente la loro corsa per la post season. Resto dell’idea che i Clippers abbiamo ricevuto una grossa mano dall’arrivo di Coach Rivers e, pugnalatemi se sbaglio, dal periodo di assenza di  CP3. Jamal e Griffin si sono letteralmente caricati la squadra sulle spalle mentre i loro detrattori parlavan già di caduta libera, e giocatori come Darren Collison e DeAndre Jordan hanno potuto migliorare il loro valore in termini d’economia sul gioco dei Clippers, in modo che dal ritorno del Playmaker con la 3, il gioco fosse semplicemente da gestire e non da creare per lo stesso Paul. Analisi su Korver, che sembra assolutamente rinvigorito dalla fine della 3 Point Streak, e non demoralizzato. Oggi ne ha messi 17 tirando magnificamente, prendendosi i giusti tiri e mostrando al mondo intero la differenza tra la timidezza di prendersi un tiro e la lucidità di saperseli scegliere. Quando aveva da difendere la striscia giocava con il target mentale di doverla buttare dentro a costo di giocare gli interi 48 minuti e prendersi 45 tiri. Ora è più riflessivo e morigerato nella selezione di tiro, e alla lunga, questo paga. Ai playoff se Dio ce li manda, uno specialista come lui è una delle poche/inesistenti speranze di passare il turno contro una corazzata come Indiana o Miami. Sprazzi di Lob City in quel di Los Angeles, ma la partita è sempre apertissima. CP3 significa spettacolo, ma forse con meno fronzoli e più hard plays, la si poteva ipotecare già alla sirena dei 36. Il quarto quarto è una grande rimonta Hawks che comunque si eran tenuti a non più di 5 possessi di distanza. Dalla tripla di Korver che fa tornare gli Hawks a soli 3 punti, fino all’impattata di Teague, che firma con un floater il 107 pari. La magia da sotto, in equilibrio instabile del 3 ex Hornets, che firma il successo a un minuto dalla fine, diventa legittimo solo dopo i più intensi 13 secondi dell’ultima stagione con tutta probabilità. Sopra di due, Blake va in lunetta. Non ne segna manco mezzo e lascia ben 14 secondi da giocare per i Falchi, senza la possibilità di mandarli sistematicamente ai liberi come si sarebbe potuto fare in caso di vantaggio +3. Teague gestisce il possesso e sulla penetrazione, al battere della sirena viene toccato da Jordan, con quest’ultimo incredulo. Il primo libero va fuori e pure il secondo non da i risultati sperati, visto che l’ha tirato in modo da creare così in un rimbalzo magari favorevole alla sua squadra. Finale al cardiopalma dove ne è uscita vincitrice magari non quella che meritasse più di tutte, ma sicuramente quella più forte.