NBA Recap: Gasol doma gli Hornets, Golden State umilia Kobe, ma che Garnett!

di La Redazione

 

Fonte: (NBA.com)

A CURA DI MICHELANGELO ARRIGONI E LUIGI BOCCIERO

 

Dallas Mavericks – New Orleans Pelicans 109-104 (32-26; 66-52; 86-89)

Partita veramente intensa, quella andata in scena alla Smoothie King Arena di New Orleans. Dopo un primo tempo (colpevole un evidente deficit difensivo dei padroni di casa) tutto di marca Dallas, spettacolare terzo quarto dei Pelicans che rimontano nella ripresa ben 14 punti e vanno addirittura all’ultimo quarto forti di un vantaggio di tre punti. Un’altra bellissima prestazione di Anthony Davis, però, non basta: Dallas la fa sua nel finale di un bel match.

Mavs (2-1): Parsons 20, Ellis 17, Nowitzki 17, Wright 12, Nelson 12.

Pelicans (1-1): Davis 31 (15 rimbalzi), Evans 22 (10 rimbalzi, 9 assist), Asik 13 (9 rimbalzi), Holiday 24, Anderson 11.

Key Stat: Nonostante il maggior numero di recuperi da parte dei Pelicans (8-4), la squadra di Carlisle si è dimostrata molto più cinica di NOLA portando a casa ben 18 punti da palla persa.

MVP: Raramente si dà la palma del miglior giocatore a chi perde, ma oggi tutto è dovuto a questo ragazzone di 2,08 che sta stregando ogni appassionato: Anthony Davis ha vinto la sua personale partita contro uno di quelli che quando lascerà il basket, diventerà il metro di paragone per i lunghi che verranno, Dirk Nowitzki.

Memphis Grizzlies – Charlotte Hornets 71-69 (23-15; 36-20; 51-46)

Noiosetta la gara disputatasi alla Time Warner Cable di Charlotte, ove i Grizzlies di David Joerger si sono imposti di due lunghezze sui nuovi Hornets. Partita dove entrambe le squadre non sono riuscite in maniera decisa a imporsi sulla gara e dove la sorte della gara è stata determinata, più che altro, dal suono della sirena. La vince Gasol, con un gioco da tre punti al quale Kemba Walker non ha saputo rispondere come nella gara precedente, per il resto, grande noia sugli spalti e in campo.

Grizzlies (3-0): Gasol 22 (8 Rimbalzi), Randolph 12 (12 Rimbalzi), Conley 9 (7 assist)
Hornets (1-1): Jefferson 19 (6 Rimbalzi), Kidd-Gilchrist 11 (12 rimbalzi), Neal 10.

Key Stat: Dubbi sulla “bellezza” della gara? 19 e 20 palle perse per parte, con 10 punti di media segnati dalle squadre dalle palle perse totali. Manco i contropiedi buoni. 36% dal campo e 28% da tre punti: rimborsate immediatamente il biglietto agli spettatori di questo scempio.

Losing Effort: Stephenson, dove sei? Il giocatore che proviene da Indiana non serve granché se ti smazza quattro assist, prende 8 rimbalzi ma poi sparacchia insieme al compagno di merende Kemba Walker. Bisogna intervenire.

MVP: Basta poco, ma poco poco al Gordo Gasol per divenire il migliore in campo di questa partita. 22 punti conditi da 8 rimbalzi e canestro della vittoria. Se Memphis è imbattuta su tre gare, il motivo principale è proprio lo spagnolo.

Toronto Raptors – Orlando Magic 108-95 (29-26; 49-52; 87-78)

Inizio equilibrato quello che apre la gara dell’Amway Center. Le due squadre restano appollaiate fino al termine del primo tempo, dopodichè i Raptors mettono il piede sull’acceleratore segnando ben 38 punti nel solo terzo quarto. Negli ultimi 12’ di gioco i Magic tentano di riaprire la gara, ma arrivati a 4 lunghezze di svantaggio al giro di boa, subiscono la risposta di Toronto che chiude definitivamente il match.

Raptors (2-0): DeRozan 26 (8 rimbalzi), Lowry 21, A.Johnson 14, J.Johnson 12, Valanciunas 10 (11 rimbalzi)

Magic (0-3): Fournier 18, Payton 16 (9 assist), Vucevic 15 (12 rimbalzi), Harris 11 (9 rimbalzi), Frye 11

Key Stat: Le troppe palle perse (14) hanno pesato complessivamente ai Magic

MVP: Demar DeRozan. Con i suoi 26 punti conditi da 8 rimbalzi hanno contribuito alla seconda vittoria stagionale dei Raptors.

 

Miami Heat – Philadelphia 76ers 114-96 (32-30; 60-54; 87-83)

Seconda vittoria stagionale per I Miami Heat che espugnano il Wells Fargo Center di Philadelphia. La gara si mantiene in equilibrio per tre quarti interi con i Sixers che inseguono e riescono a rimanere col fiato sul collo agli ospiti che più volte tentano di chiudere il match ma non ci riescono. Nell’ultima frazione di gioco gli Heat prendono finalmente il largo grazie a Bosh e Chalmers mettendo il punto esclamativo sulla gara.

Heat (2-0): Bosh 30 (8 rimbalzi), Chalmers 20, Deng 15, Williams 15,           Cole 10

76ers (0-3): Wroten 21 (10 assist), Davies 18, Thompson 10, Mbah a Moute 9 (7 rimbalzi), Sims 9

Key Stat: Gli Heat hanno tirato con il 50% dalla lunga distanza il quale è risultato fatale per Philadelphia

MVP: Chris Bosh. Senza James, Bosh si è preso sulle spalle gli Heat nelle prime due uscite stagionali trascinandoli alla vittoria.

Losing effort: Wade ha quasi raggiunto la doppia-doppia (9 punti e 10 assist) ma il 22% dal campo (4/18) e le 6 palle perse hanno macchiato la sua prestazione.

 

Milwaukee Bucks – Washington Wizards 97-108 (17-29; 44-49; 68-83)

Inizio sprint per i Wizards che cercano di prendere subito le distanze trascinati da un ottimo Gortat. I Bucks si ricompongono, con Knight che sale in cattedra, e al termine del secondo quarto ricuciono lo svantaggio andando negli spogliatoi sotto di sole 5 lunghezze. Per Milwaukee è fatale la terza frazione dove i Wizards riprendono il largo. Il quarto ed ultimo quarto serve solo ad aumentare il vantaggio dei “maghi”.

Bucks (1-2): Knight 24 (6 assist), Bayless 20, Parker 13 (11 rimbalzi), Sanders 8 (7 rimbalzi), Middleton 6

Wizards (2-1): Nene 22 (6 rimbalzi), Porter 21, Gortat 20 (9 rimbalzi), Wall 19 (10 assist e 6 rimbalzi), Temple 18

Key Stat: La maggior precisione dal campo (55% dei Wizards contro il 42% dei Bucks) è stata fondamentale per la vittoria di Washington

MVP: Nene. Ha dato un grande apporto nella fase offensiva ai Wizards mettendo a segno 22 punti, tirando con l’83% dal campo (10/12).

 

Indiana Pacers – Atlanta Hawks 92-102 (18-27; 44-51; 63-70)

Atlanta centra la sua prima vittoria stagionale dopo l’esordio negativo contro i Raptors. Gli uomini di Mike Budenholzer sembrano avere il controllo della gara per i primi 36’. Nell’ultimo quarto, però, i Pacers si avvicinano ai padroni di casa arrivando a -3 (92-95) nell’ultimo minuto di gioco. A rispedire al mittente le insidie avversarie è Teague che negli ultimi secondi trascina i suoi alla “doppia V”.

Pacers (1-2): Copeland 21 (6 rimbalzi), Sloan 14 (7 assist), Hibbert 14 (12 rimbalzi), Scola 12 (10 rimbalzi), S.Hill 10 (6 assist)

Hawks (1-1): Teague 25 (6 assist), Horford 20, Millsap 13, Carroll 11 (9 rimbalzi), Korver 9

Key Stat:  Gli Hawks hanno tirato molto meglio dal campo rispetto ai Pacers. I padroni di casa, infatti, hanno mandato a segno il 51% dei loro tentativi mentre gli avversari solo il 38%

MVP: Jeff Teague. Fondamentale con i suoi 25 punti per gli Hawks. Negli ultimi 60 secondi di gioco ha piazzato 6 punti in fila che hanno regalato la vittoria ad Atlanta.

Brooklyn Nets – Detroit Pistons 102-90 (33-25; 59-47; 81-75)

I Nets si liberano senza troppi scrupoli di una positiva Detroit che perde il contatto con la testa nel finale di gara. Partita vinta da un grande Joe Johnson ma se permettete la scena è tutta per un signore di 38 anni che ha dimostrato di aver ancora qualche colpo nel serbatoio. Kevin Garnett si prende la gara e la trasforma in 18 punti e 14 rimbalzi, what else? Gigi Datome latita dal campo ormai da troppo tempo, troppo tempo perso.

Nets (1-1): Johnson 34 (8 rimbalzi, 6 assist), Garnett 18 (14 rimbalzi), Williams 15, Teletovic 12.

Pistons (0-3): Jennings 18 (9 assist), Monroe 18 (11 rimbalzi), Smith 14, Drummond 14.

Losing Effort: Unico neo della gara di Deron Williams è la percentuale dal campo (7-19) e quella da tre punti (20%): visti I pochi assist, non avrebbe fatto meglio a passarla di più e a tirare di meno? Resta comunque un emblematico +11 in plus / minus.

MVP: Joe Johnson, una spanna sopra a tutti sta sera. 34 punti tirando molto bene dal campo e discretamente da tre punti, ma anche un leggero flirt con la tripla doppia, a cui è distato di 4 assist e solo due rimbalzi. Pazzesco isoJoe.

Boston Celtics – Houston Rockets 90-104 (22-37; 38-57; 62-81)

Facile vittoria casalinga per i Rockets che superano senza problemi i Celtics. Houston si impone da subito staccando Boston di 15 lunghezze nel primo quarto. Da lì in poi la gara è in discesa per Harden e Co.

Celtics (1-1): Green 17, Sullinger 14 (9 rimbalzi),  Thornton 9, Olynyk 8, Bass 8

Rockets (3-0): Harden 26 (8 rimbalzi e 6 assist), Jones 25 (10 rimbalzi), Howard 14 (8 rimbalzi), Ariza 9 (8 rimbalzi), Canaan 9

Key Stat: La bassissima percentuale dei Celtics dalla lunga distanza (4%) non ha di certo aiutato questi ultimi a rimettere in piedi il match

MVP:             James Harden. Sebbene non sia stata un’ottima giornata al tiro, Harden ha messo insieme cifre da quasi tripla doppia che hanno aiutato i Rockets a raggiungere la terza vittoria in stagione.

 

Chicago Bulls – Minnesota Timberwolves 106-105 (27-25; 63-49; 85-81)

Importante vittoria esterna per i Bulls che, senza Rose, riescono a superare i Wolves. Dopo un primo quarto equlibrato, Chicago cerca di incanalare la partita sui binari giusti. Al rientro sul parquet, però, c’è la risposta dei padroni di casa che pian paino si riavvicinano agli avversari fino a raggiungere anche la parità. A decidere il match sono due tiri liberi di Jimmy Butler con 0.2 sul cronometro dopo che una tripla di Matin aveva illuso i Wolves.

Bulls (2-1): Butler 24, P.Gasol 20 (6 rimbalzi), Brooks 16, Dunleavy 13, Mirotic 12 (8 rimbalzi)

Timberwolves (1-2): Martin 33 (7 rimbalzi), Pekovic 17, Bennett 12, Dieng 10 (8 rimbalzi), Wiggins 8 (6 rimbalzi)

Key Stat: I Bulls sono riusciti ad arrivare per ben 40 volte in lunetta ricavandone 31 punti. Dalla linea della carità sono arrivati i 2 punti della vittoria

MVP: Jimmy Butler. Dopo aver saltato le prime due gare per infortunio, è tornato sul parquet con una sontuosa prestazione risultando cruciale per Chicago.

 

Los Angeles Lakers – Golden State Warriors 104-127 (35-29; 55-61; 86-93)

I Warriors trionfano alla prima stagionale davanti al loro pubblico amico. I ritmi sono alti fin dall’inizio con le due squadre che ribattono colpo su colpo. L’equilibrio persiste sovrano per 40’, dopodichè si scatena Klay Thompson che realizza 12 dei suoi 41 punti finali nel giro di poco tempo portando i suoi Warriors sul risultato di 122-100 che stende definitivamente i Lakers.

Lakers (0-4): Bryant 28 (6 rimbalzi), Hill 23, Johnson 15, Davis 13 (6 rimbalzi), Boozer 9

Warriors (2-0): Thompson 41, Curry 31 (10 assist), Barnes 15, Green 9, Iguodala 9 (6 assist)

Key Stat: I Warriors hanno tirato complessivamente bene sia dal campo che dalla lunetta schiacciando, così, gli avversari

MVP: Klay Thompson. Prestazione maiuscola per l’ex Washington State che sigla il suo career high di punti siglandone 41, tirando con un eccellente 14/18 dal campo e 5/7 da 3.

Losing effort: Jeremy Lin ha smazzato 6 assist, ma a fronte di soli 6 punti arrivati dalla lunetta, tirando con uno 0/6 dal campo e perdendo 5 palle.

 

Denver Nuggets – Oklahoma City Thunder 91-102 (17-29; 33-55;56-76)

Prima vittoria stagionale per I Thunder orfani delle loro due gemme principali, Kevin Durant e Russell Westbrook. A scapito di questo successo, ci sono i Denver Nuggets di Danilo Gallinari che colleziona una partita da 7 punti con un minutaggio contenuto. Partita mai aperta, se non nel primo quarto, da lì in poi solo OKC, con una reazione d’orgoglio dei celesti nel finale di gara dove hanno recuperato 9 punti rispetto al parziale del terzo quarto.

Nuggets (1-1): Lawson 25, Afflalo 14, Mozgov 10

Thunder (1-2): Ibaka 23, Jones 23, Perkins 17, Adams 13.

Key stat:  Complici le rotazioni cortissime, OKC ha tirato fuori dal cilindro due grandi prestazioni dalla panchina, quella di Lance Thomas e quella di Kendrick Perkins: solo questi due giocatori hanno segnato più di tutta la panchina di Brian Shaw.

Losing Effort: Ty Lawson è stato il migliore  dei suoi con 25 punti e un’ottima percentuale dal campo, ma 7 dei 18 turnover della propria squadra sono di sua proprietà.

MVP: Finalmente ha mostrato al mondo chi è davvero Perry Jones III. Questo ragazzo, che al college, partito da possibile superstar, ha passato momenti difficili fino a scendere moltissimo in draft chart, complice l’assenza di Durant ha tirato fuori gli attributi e dopo i 32 di due sere fa contro i Clippers, scrive 23 sul referto di gara e si porta a casa il pallone, oltre che la palma di MVP.

Phoenix Suns – Utah Jazz 91-118 (22-33; 55-59; 75-89)

Arriva la vittoria anche per la squadra di Salt Lake City, che stravincono sui Suns in questo derby del sud-est americano. Nonostante le prove insoddisfacenti di Burke e Kanter, Utah trova in Gordon Hayward e Derrick Favors (56 punti in due) i propri condottieri. Buono anche l’approccio dalla panca dei rookie Dante Exum e Rodney Hood, ma anche di Trevor Booker, protagonista di 14 punti. Per gli ospiti, partita negativa della coppia Dragic-Bledsoe, delude anche l’apporto del supporting cast che vede primeggiare Gerald Green (che ha tirato comunque col 33%).

Suns (2-1): Green 16, Mark. Morris 13, Marc. Morris 12, Bledsoe 10 (8 assist)

Jazz (1-2): Favors 32 (9 rimbalzi), Hayward 24 (10 rimbalzi), Booker 14, Exum 10, Burks 10.

Key Stat: Differenza abissale a rimbalzo, 52 a 34 per i Jazz, e pesano molto le zero triple segnate su ben 9 tentativi dalla coppia Bledsoe-Dragic.

Losing Effort: Gerald Green è stato il migliore dei suoi con 16 punti dalla panca, ma ha peccato in selezione di tiro (6-18 dal campo, 2-8 da tre)

MVP: 9-15 dal campo, 3-5 da 3 punti, 3-3 dalla lunetta, 10 rimbalzi, +18 di valutazione: come dire con le statistiche che Gordon Hayward è un portento di giocatore. E quel contratto offertogli da Utah in estate pur di non farlo andare a Charlotte (era restricted free agent), che a tanti sembrava illegittimo, ora convince all’unanimità.

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