NBA Recap: Houston senza problemi, Kobe da solo non basta

di Jacopo Calzavara
(www.philstar.com)

 

 

Miami Heat -Houston Rockets 91 – 108 (31-30; 55-57; 83-77)

Il duello delle imbattute va ai Rockets che si impongono con autorità sul campo degli Heat. Dopo i primi due quarti equilibrati, Houston tenta di prendere il largo nel terzo quarto segnando ben 18 punti in quattro minuti e mezzo prendendo 13 lunghezze di distanza. A suonare la carica per gli Heat sono Justin Hamilton e Shabazz Napier che conducono la rimonta dei padroni di casa che si portano anche sul -4 a 7 minuti dal termine. Houston, però, vuole chiudere la gara a tutti i costi e ci riesce grazie ad Harden ed Ariza.

Heat (3-1): Bosh 21 (8 rimbalzi), Wade 19, Williams 14, Chalmers 12, Deng 11

Rockets (5-0): Howard 26 (10 rimbalzi), Harden 25 (9 rimbalzi e 10 assist), Ariza 19, Beverley 15, Papanikolaou 8 (7 rimbalzi)

Key Stat: I Rockets hanno tirato con un ottimo 51% dal campo, mentre gli Heat soltanto col 42%

MVP: Per l’MVP sono in corsa a due, ma tra Howard ed Harden scegliamo il secondo semplicemente per la prestazione da quasi tripla doppia e soprattutto perché, insieme ad Ariza, ha chiuso il match negli ultimi 12 minuti di gioco.

 

 

Toronto Raptors – Oklahoma City Thunder 100-88 (23-30; 51-52; 73-69)

Dopo la sconfitta contro i Miami Heat, i Raptors tornano alla vittoria superando dinanzi al loro pubblico i Thunder. A partire meglio sono i Thunder che al termine del primo quarto si ritrova con un buon margine di vantaggio. I Raptors iniziano pian piano a recuperare fino a trovare il sorpasso nel terzo quarto. Da lì, la gara si è chiusa poiché gli uomini di coach Casey hanno allungato sugli avversari.

Raptors (3-1): DeRozan 16, Patterson 14 (8 rimbalzi), Hansbrough 12 (7 rimbalzi), Williams 12, Vasquez 10

Thunder (1-4): Ibaka 25 (11 rimbalzi), Thomas 14, Jackson 13 (14 assist), Collison 11 (8 rimbalzi), Telfair 11

Key Stat: Ciò che hanno fatto la differenza per i Raptors sono stati i tiri liberi, 28 su 33 tentativi mandati a segno contro i 14 realizzati su 25 dei Thunder.

MVP: Demar DeRozan è stato il solito trascinatore di questi Raptors che con i suoi 16 punti ha contribuito tanto alla causa.

Losing Effort: Kyle Lowry ha siglato soltanto 9 punti (la maggior parte arrivati dalla lunetta) tirando con 2/7 dal campo, compreso un 0/4 dalla lunga distanza.

 

 

Portland Trail Blazers – Cleveland Cavaliers 101-82 (31-34; 55-50; 76-69)

Cadono in malo modo i Cavaliers di LeBron James mentre tornano al sorriso i Trail Blazers. La partita resta in equilibrio per l’intero primo tempo, dopodichè non c’è più storia, con i padroni di casa che iniziano a prendere le distanze andandosi a prendere una schiacciante vittoria ai danni di LBJ e la sua Cleveland.

Blazers (2-2): Lillard 27 (6 rimbalzi e 7 assist), Matthews 21 (6 rimbalzi), Lopez 19 (6 rimbalzi), Aldridge 16, Batum 7 (9 rimbalzi)

Cavaliers (1-2): Love 22 (10 rimbalzi), James 11 (7 rimbalzi e 7 assist), Thompson 10 (8 rimbalzi), Irving 9, Varejao 9

MVP: Damian Lillard è stato un fattore chiave per la vittoria dei Blazers. Finalmente è tornato a guidare i suoi come faceva lo scorso anno, dopo un inizio di stagione al di sotto delle sue prestazioni.

Key Stat: I Cavaliers hanno tirato soltanto col 36% dal campo che ha influito parecchio sulla loro partita.

Losing Effort: Per Kyrie Irving non è stata una grande giornata. Per lui solo 9 punti a referto tirando con 3/17 dal campo.

 

 

Los Angeles Lakers – Phoenix Suns 106-112 (24-26; 46-58; 75-79)

Perdono ancora i Lakers che proprio non riescono a portare a casa la prima “doppia V” stagionale. Dopo un primo quarto equilibrato, i Suns tentano l’allungo portandosi sul +12 al termine del primo tempo. Al rientro dagli spogliatoi c’è la risposta di Kobe e Co. che si ripotano a 4 lunghezze di svantaggio al termine della terza frazione di gioco. I Suns compiono l’ultimo sforzo necessario per portare a casa la vittoria nell’ultimo quarto.

Lakers (0-5): Bryant 39 (9 rimbalzi), Lin 18, Hill 15 (15 rimbalzi), Boozer 13 (6 rimbalzi), Ellington 8

Suns (3-1): Green 26, Mark. Morris 23 (10 rimbalzi), Thomas 22 (9 assist), Dragic 16 (7 rimbalzi), Marc. Morris 12 (6 rimbalzi)

Key Stat: I Suns hanno trovato molti punti dalla panchina, con Thomas e Green che hanno combinato insieme 48 punti.

MVP: Gerald Green ha condotto un’ottima gara con i suoi 26 punti ed un eccellente 58% dal campo.

 

 

Milwaukee Bucks 87 @ Indiana Pacers 81 (22 – 19, 43 – 38, 69 – 61)

Lo scorso Febbraio questo era il classico testa-coda della Eastern Conference, mentre oggi è il primo banco di prova per vedere chi può considerarsi la terza forza della Central Division. A spuntarla sono gli ottimi Bucks di questo inizio stagione, trascinati da un ottimo Knight e dal buon impatto iniziale del rookie Jabari Parker, che nel primo tempo hanno la meglio sulla difesa arcigna dei Pacers permettendo così a Milwaukee di condurre di 8 lunghezze. Nella terza frazione la musica non cambia, Indiana prova ad affidarsi a un solido e intenso Hibbert (anche troppo, visto il battibecco con Jarryd Bayless) ma sembra non bastare. Solo a 3 minuti dall’ultima sirena sembra possibile la rimonta prima con un canestro del solito Hibbert e poi con l’importante tripla di Copeland, che segna 84 – 81 per i Bucks a 47 secondi dal termine. Ma ecco che la franchigia del Wisconsin si affida al suo cavaliere senza paura Knight, che col jumper del 86 – 81 mette i titoli di coda alla partita.

Bucks (2-2): Knight 23 (10/16 FG, 7 rimbalzi), Antetokounmpo 11, Parker 10, Ilyasova 10, O.J. Mayo 9 (5 assist)

Pacers (1-3 ): Copeland 19 (5 rimbalzi), Hibbert 16 (7 rimbalzi), S. Hill 12, Stuckey 9, L. Allen 8 (12 rimbalzi)

Key Stat: il pessimo 39.7 % al tiro da parte dei Pacers, senza Paul George e George Hill, gli unici capaci di creare gioco, Indiana fa una grandissima fatica in attacco e la difesa non può sempre aiutare.

MVP: Brandon Knight, la guardia dei Bucks quest’anno è partito fortissimo, sembra giocare come un veterano soprattutto nei momenti caldi, come testimonia il tiro che a 23 secondi dal termine ha chiuso la gara.

 

 

Washington Wizards 98 @ New York Knicks 83 (17 – 23, 40 – 45, 72 – 60)

Gara che vede battersi due squadre che a Est hanno convinto maggiormente gli addetti ai lavori in queste prime partite della stagione, ma a risultare vincitori sono i Wizars di John Wall che rifilano la quarta sconfitta consecutiva alla squadra newyorkese. Avvio di partita lento, con New York che nonostante la brutta serata al tiro di Anthony (8/23 alla fine) e la potenza sotto le plance del duo Gortat-Nenè,riesce a mantenere 5 punti  di vantaggio all’intervallo. Nella terza frazione sale in cattedra Pierce che un paio di canestri e un paio di assist permette ai Wizards di guadagnare un vantaggio oltre la doppia cifra sul finire di frazionegrazie a un parziale di 32 a 15 per la squadra della capitale. Nel quarto quarto non basta la reazione di Shumpert per New York, perchè prima l’eterno Pierce e poi Wall assestano i colpi del KO al Garden.

Wizards (3-1 ): Pierce 17, Temple 17, Seraphin 15 (6/7 FG), Miller 12, Wall 11 (7 assist)

Knicks (2-2 ): Shumpert 19, Anthony 18, J.R. Smith 9, Hardaway Jr. 7, Stoudemire 6 (12 rimbalzi)

Key Stat: la bulimia offensiva dei Knicks, con solo due giocatori in doppia cifra e un terribile 37% dal campo di squadra, e le troppe palle perse (18).

Losing Effort: Amar’e Stoudemire, i soliti sei punti non in quasi 30 minuti non possono essere un adeguato supporto a un Anthony che si  è trovato troppo solo in fase realizzativa.

MVP: Paul Pierce, il veterano sa sempre quando metterci lo zampino, infatti nei due parziali che hanno spezzato l’equilibro della partita sono sopratutto merito suo.

 

 

 

Orlando Magic 90 @ Chicago Bulls 98 (28 – 24, 52 – 54, 69 – 69)

Partita sulla carta senza storia se ce ne è una, ma le assenze di Derrick Rose e Joakim Noah cambiano i piani alla squadra di Thibodeau, che in avvio soffre l’atletismo dei Magic i quali con una buona partenza di Harris e Vucevic si trovano a condurre anche sul 16 – 8. Ma con il passare dei minuti Chicago comincia a giocare la sua pallacanestro, trovando canestri importanti non solo da Butler ma anche da tutti gli altri componenti della squadra, ma nonostante questo i giovani di Orlando non si fanno spaventare e continuano a rispondere colpo su colpo, giungendo a inizio quarto quarto conil punteggio in parità. Nel quarto periodo Vucevic mette il sorpasso con una tripla da distanza siderale, ma ecco per i Bulls venire fuori il protagonista che non ti aspetti: Aaron Brooks prima con una stoppata sul lungo Magic e poi con una tripla spezzagambe assesta un minibreak che risulta decisivo per la vittoria casalinga della squadra dell’Illinois.

Magic (0-4 ): Harris (9 rimbalzi), Vucevic 19 (13 rimbalzi), Fournier 13, Frye 9 (7 rimbalzi), Payton 9 (6 rimbalzi, 7 assist)

Bulls (3-1 ): Butler 21 (9 rimbalzi), Gasol 16 (13 rimbalzi), Gibson 16, Brooks 13 (8 assist), McDermott 12

Key Stat: la panchina dei Bulls, McDermott e Mirotic in avvio hanno mantenuto a galla i Bulls, mentre Aaron Brooks alla fine ha deciso di portarla a casa con giocate pesantissime.

MVP: Jimmy Butler, come si è visto in questo avvio di stagione ha fatto dei progressi offensivi incredibili, anche oggi non si è smentito.

 

 

Charlotte Hornets 91 @ New Orleans Pelicans 100 (21 – 26, 48 – 47, 65 – 73)

Bizzarra sfida che vede scontrarsi le due squadre che nelle ultime stagioni hanno cambiato il nome della loro franchigia. A vincere sono i Pelicans di Anthony Davis, che conducono la gara sin dalle prime battute senza mai guardarsi indietro, con Charlotte che si è al massimo avvicinata a un possesso di vantaggio all’intervallo. Non bastano le ottime prestazioni di Al Jefferson e Gary Neal agli Hornets per rimettere in piedi una gara dominata dal monociglio di New Orleans e conclusa da un notevole Ryan Anderson nel quarto quarto, con alcuni canestri che hanno smorzato le velleità della squadra del proprietario Micheal Jordan.

Hornets (1-3): Neal 21 (9/15 FG), Jefferson 20, Walker 11, M. Williams 9, C. Zeller 9

Pelicans (2-2): Davis 24 (13 rimbalzi), Anderson 16, Holiday 16 (9 assist), Evans 16 (10 rimbalzi), Rivers 12

Key Stat: il terzo quarto dominato dai Pelicans, il perfetto 19/19 dalla lunetta e la battaglia a rimbalzo vinta 47 a 34.

Losing Effort: Lance Stephenson, cos’è successo al giocatore che sussurrava a Lebron? 2 punti, 5 palle perse e -16 di plus/minus dicono tutto, ma forse la cosa più preoccupante è 1/6 al tiro, totalmente abulico in fase offensiva.

MVP: Anthony Davis, un’altra prestazione favolosa per il giocatore proveniente da Kentucky. Se i Pelicans riescono a raggiungere la post season, può seriamente candidarsi a MVP della Lega.

 

A cura di Calzavara Jacopo e Luigi Bocciero

 

 

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