NBA Recap Inside: che batosta Golden State! Spurs animali da trasferta

Notte affollata in NBA con ben 11 partite e non senza sorprese

di Domenico Laudando

Partite clou

di Ario Rossi, Domenico Laudando e Marco Morandi

indycornrows.com

San Antonio Spurs @ Indiana Pacers (26-31; 49-49; 83-79)

I texani piegano Indiana al termine di un’aspra battaglia che ha visto i padroni di casa giocarsela fino in fondo contro i più quotati avversari. I giochi a due dei Pacers hanno dato filo da torcere agli Spurs, soprattutto quelli che coinvolgevano Myles Turner, protagonista di un ottimo inizio di partita. Coach Popovich si è avvalso dell’apporto del solito duo Leonard-Aldridge, ma anche della ritrovata vena realizzativa di Tony Parker, nonostante il fatto che per lunghi tratti l’attacco non abbia mostrato la proverbiale fluidità e si sia fin troppo appoggiato all’isolamento al gomito di Kawhi spalle a canestro. Notizie positive per gli sconfitti arrivano anche da Monta Ellis, principale ispiratore della vana rimonta di inizio quarto periodo. L’azione chiave arrivava a 50 secondi dal termine sul +2 ed era un manuale su come si esegue sotto pressione, con palla fuori e dietro, perfette spaziature e movimento armonico di uomini fino all’assist di TP9 per Aldridge libero sotto canestro. La roulette dei liberi non cambiava la direzione della partita.

Spurs (42-13): Aldridge 19, Leonard 32, Dedmon 6, Parker 12, Green 12, Lee 12 (11 rimbalzi), Bertans, Mills 9, Anderson 2, Ginobili 2, Simmons 4.
Pacers (29-26): George 27, Seraphin 12, Turner 22, Teague 15, Robinson III, Miles 5, Jefferson 2, Stuckey 13, Ellis 10.

MVP: Oltre al peso dell’attacco sulle spalle e ai canestri ad alto coefficiente di difficoltà, Kawhi Leonard è risultato decisivo anche per un paio di sublimi azioni difensive. Giocatore totale.

ajc.com

Atlanta Hawks @ Portland Trail Blazers 109-104 OT (21-28, 42-48, 75-74, 97-97)

Una partita di rincorsa per gli Atlanta Hawks che, giunti fino al -2 con 2 secondi abbondanti da giocare, disegnavano lo schema per la ricezione e l’isolamento veloce di Millsap il quale attaccava il suo diretto marcatore prima fingendo il fade away, poi prendendo il centro dell’area scodellando di mancina il canestro che mandava tutti all’overtime. Portland, che ai finali in volata c’ha fatto l’abitudine, dopo aver vacillato alla vista di questo evento, riprendeva di gran carriera la marcia verso una vittoria che sarebbe stata imprescindibile nella corsa playoff, fino ad arrivare al +7 ad inizio supplementare con le giocate di Lillard e McCollum. Atlanta, molto più comoda nella posizione di inseguitrice che di battistrada, aveva piani completamente diversi e mostrava un carattere non da tutti nel non lasciar andare la partita, conscia del fatto che i Blazers un’occasione di rientrare la concedono sempre: fu così che le penetrazioni di Schroder da una parte e le forzature offensive dei padroni di casa (a secco negli ultimi 3 minuti) dall’altra concretizzavano il blitz esterno degli Hawks.

Hawks (32-23): Millsap 21, Bazemore 8, Howard 19 (16 rimbalzi), Schroeder 22, Hardaway Jr. 25, Muscala 4, Bembry, Prince 5, Delaney 2, Dunleavy 3.
Blazers (23-32): Leonard 2, Vonleh 1, Harkless 17, Lillard 21, McCollum 26, Davis 11 (13 rimbalzi), Aminu 14 (15 rimbalzi), Napier 3, Crabbe 6, Connaughton 3.

MVP: Solo 4 canestri dal campo, ma 12 su 12 ai liberi e il timone della squadra ben saldo in mano: ottimo Paul Millsap.

wwltv.com

New Orleans Pelicans @ Phoenix Suns 110-108 (29-28, 53-58, 77-80)

Le residue speranze di postseason per la franchigia della Lousiana passavano necessariamente dalla trasferta nel deserto dell’Arizona, faccia a faccia contro i derelitti Suns, squadra però capace di infilare la prestazione monstre grazie al debordante talento delle proprie guardie tiratrici. Anthony Davis, anche se con qualche passaggio a vuoto difensivo di troppo, ha dovuto far ricorso a tutto il suo talento per ricacciare indietro i combattivi Suns, soprattutto quando, a 40 secondi circa dalla sirena, con un rimbalzo offensivo più appoggio al tabellone in un unico movimento provocava il vantaggio che i suoi avrebbero difeso nel tempo residuo. Un’ottima mano gli è arrivata dagli esterni non sempre caldi di New Orleans, soprattutto dai subentranti Moore ed Evans. La prova sontuosa di Bledsoe a poco è servita ai fini del risultato per Phoenix, anche perché il piccolo ex Clippers ha fallito il lay-up più importante, a seguito di una splendida penetrazione, che avrebbe spedito la sfida al supplementare. New Orleans è distante 3 partite dall’ottavo posto occupato dai roventi Nuggets: di margine ce n’è poco, ma questo successo era comunque una tappa fondamentale.

Pelicans (22-34): Davis 24 (10 rimbalzi), Hill 12, Ajinca 5, Holiday 18, Hield 8, Motiejunas 4, Galloway 9, Moore 15, Evans 15.
Suns (17-39): Chriss 7, Warren, Chandler 4, Bledsoe 37, Booker 21, Tucker 11 (16 rimbalzi), Dudley 5, Len 10, Knight 11, Barbosa 2.

MVP: Diverse volte ha sbagliato l’angolo di aiuto, ma nelle azioni decisive è apparso concentrato al 100%, e quando lo è, Anthony Davis è una macchina da basket.

 

 

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