NBA Recap Inside: Davis inarrestabile, Rockets senza freno

Le statistiche della notte: Anthony Davis sfodera una prestazione paurosa, mentre Houston continua la sua marcia verso la vetta della Western Conference

di Raffaele Guerini

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Si ferma ad 8 partite la striscia negativa di Brooklyn, che con la vittoria nella notte contro i Bulls regala una gioia ai propri tifosi. Mattatore della serata è Allen Crabbe con i suoi 21 punti, seguito dai 18 di DeMarre Carroll e Jarrett Allen, che aggiunge 9 rimbalzi e sfiora la tripla doppia (se poi siete degli amanti degli highlight, guardatevi la schiacciata su Lauri Markkanen e rifatevi gli occhi). Importante anche l’apporto dalla panchina di Joe Harris, che con 15 punti dà l’impulso finale verso la vittoria. Serata no per Chicago, tranne che per Lauri Markkanen e Kris Dunn: 19 punti per il primo e 23 per il secondo, che firma la sua migliore prestazione dal suo ritorno dopo l’infortunio. Doppia doppia in uscita dalla panchina per Denzel Valentine (11 punti e 13 rimbalzi) e 12 punti di Bobby Portis dalla panchina, poco l’apporto dei restanti compagni e i Nets si trovano con una vittoria in più in classifica.

39-18

I punti segnati nel solo terzo quarto da Warriors e Knicks: questi hanno garantito la vittoria finale a Golden State, con New York che almeno fino all’inizio del terzo quarto se la stava giocando con i campioni in carica, alternandosi alla guida della partita. Sfortunatamente per loro, la truppa di Steve Kerr ha schiacciato sull’acceleratore e non c’è stata più partita: Curry, Durant e Thompson sono andati tutti oltre i 20 punti segnati (rispettivamente, 21, 22 e 26), Durant ha aggiunto 9 rimbalzi sfiorando la tripla doppia e anche gli altri titolari, Green e McGee, sono andati in doppia cifra (per il nostro JaVale, in solo 14 minuti di gioco 10 punti, 3 rimbalzi, 3 assist e 1 stoppata). 11 i punti anche per West in uscita dalla panchina, e Golden State resta in vetta alla Western Conference con i Rockets. Non una partita orribile per i Knicks, se non altro statisticamente: 7 giocatori in doppia cifra, di cui 4 dalla panchina (Thomas, Burke, Ntikilina e O’Quinn), ma nessuno sopra i 20 punti (Mudiay, con 20, miglior marcatore della squadra). Male Michael Beasley, con 2 punti in 25 minuti di gioco e tirando 1 su 7 dal campo.

Non sono I tiri, ma sono gli assist dei Raptors: su 42 tiri segnati, 31 sono arrivati su assist di un compagno. Un’ottima statistica, a dimostrare come Toronto fosse in vena di passaggi questa sera. Nessuno dei giocatori si distingue per un totale di assist particolarmente alto (7 per DeRozan, 6 per Siakam), ma tutti i giocatori con almeno 1 minuto sulle spalle hanno prodotto almeno 1 assist, tranne Serge Ibaka: ha comunque fatto la sua parte, con 19 punti e 9 rimbalzi. I migliori scorer, assieme a lui, DeMar DeRozan e Kyle Lowry con 20 punti ciascuno. Buona partita per il già citato Pascal Siakam, che agli assist ha aggiunto 11 punti e 5 rimbalzi dalla panchina. Toronto esce così vittoriosa dallo scontro con Detroit: ai Pistons è mancato l’apporto di Blake Griffin stanotte, che nei 32 minuti giocati ha realizzato 12 punti, solo 1 rimbalzo e 5 assist. Bene Drummond, con 18 punti e 18 rimbalzi (giocatore roccioso se ce n’è uno), 16 punti per Ish Smith, 14 per Reggie Bullock. Non sono bastati neanche i 12 punti di Buycks e i 10 punti di Ennis dalla panchina per salvare Detroit, che si trova ora a 3 partite di distanza dai Miami Heat, che occupano l’ottavo posto.

53-17-5

La stat-line di Anthony Davis di questa notte: 53 punti, 17 rimbalzi e 5 stoppate. Troppo, davvero troppo per dei Phoenix Suns che non si può dire non ci abbiano provato: come se non bastassero le cifre mostruose del Monociglio, aggiungete 20 punti di Jrue Holiday e 14 punti di Emeka Okafor (da ora in poi soprannominato l’Immortale) per capire meglio la vittoria dei Pelicans di stanotte. Oltre a loro, 12 assist di Rajon Rondo e 10 punti + 8 rimbalzi per Nikola Mirotic dalla panchina. Come al solito, però, i Suns non reggono i 48 minuti, e dopo aver controllato agilmente la partita nella prima metà di gara, soccombono nel terzo quarto: ci ha provato Devin Booker a rispondere ad Anthony Davis, producendo per 40 punti, 10 rimbalzi e 7 assist, ma quando il centro titolare in 20 minuti giocati chiude la partita con 1 punto, 2 rimbalzi e 2 assist, qualcosa non quadra. 23 punti di TJ Warren, e 20 anche per Josh Jackson (doppia doppia con i 12 rimbalzi catturati): 16 i punti anche per Elfrid Payton, a dimostrare che i Suns potrebbero non essere la squadra peggiore della Lega con qualche sforzo in più.

13

Le vittorie di fila degli Houston Rockets, che nella notte hanno reso vittima del loro cammino gli Utah Jazz: incredibilmente, le squadre hanno tirato quasi con la stessa percentuale in partita (43% per Houston, 43,7% per i Jazz). 26 punti e 11 rimbalzi per James Harden, 15 punti per Chris Paul e 17 punti per Luc Mbah a Moute: non grandioso l’apporto degli altri giocatori, ma è bastato questo per battere dei Jazz non al meglio della forma. Nessuno sopra i 20 punti tra le file di Utah, con solo 4 giocatori in doppia cifra: 12 per Crowder dalla panchina, 14 per Rubio, 16 per Mitchell e 17 per Gobert, ma a loro è mancato sì l’apporto del resto della squadra: 85 punti totali segnati, il peggior punteggio tra le partite della notte, e sconfitta che tiene i Jazz appaiati ai Clipper al 9 posto. Tuttavia, questi ultimi hanno 3 partite in meno rispetto ai Jazz, con la possibilità di staccare la squadra di Salt Lake City nelle prossime settimane. Houston invece si trova al primo posto con Golden State, e una partita in più da giocare rispetto a Curry & Friends: la corsa verso i playoff non è assolutamente spenta.

I risultati della notte:

Lakers @ Hawks, 123-104

Grizzlies @ Celtics, 98-109

Bulls @ Nets, 87-104

Warriors @ Knicks, 125-111

Pistons @ Raptors, 94-123

Suns @ Pelicans, 116-125

Magic @ Thunder, 105-112

Pacers @ Mavericks, 103-109

Rockets @ Jazz, 96-85

Timberwolves @ Kings, 118-100

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