NBA Recap Inside: Harden e Westbrook duellano a distanza; Chicago fa il colpo a Memphis

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espn.com

Milwaukee Bucks @ Atlanta Hawks 98-111 (36-36; 53-60; 83-88)

Significativa affermazione degli Atlanta Hawks, vittoriosi sul proprio campo contro gli energici Milwaukee Bucks, che chiedevano il pass per entrare nel gruppo delle principali inseguitrici di Cavaliers e Raptors. Dopo un primo periodo dominato dagli attacchi, in controtendenza con le abitudini delle due squadre, lo sforzo in entrambe le metà campo degli specialisti difensivi di Atlanta come Sefolosha provocava l’allungo in doppia cifra, parzialmente riassorbito dal finale di tempo di Antetokounmpo, mentre il compagno di merende Jabari Parker veniva invischiato in un problema di falli. Alla ripresa erano gli ospiti a imporre il ritmo ma un’impressionante serie offensiva di Bazemore ripristinava le distanze, ribattendo colpo su colpo alle prodezze del greco. Si entrava comunque nel quarto periodo col punteggio in equilibrio, e così era rimasto fino a che Mike Dunleavy non si travestiva da Korver diventando il principale artefice del decisivo 50% da oltre l’arco con cui gli Hawks hanno avuto la meglio, riuscendo anche ad infliggere un notevole passivo alla sirena conclusiva.

Bucks (20-19): Parker 8 (10 rimbalzi), Antetokounmpo 33, Henson 4, Snell 6, Brogdon 12, Maker, Beasley 11, Plumlee, Monroe 13, Dellavedova 3, Terry 3, Vaughn 5.
Hawks (23-17): Millsap 18, Sefolosha 10, Bazemore 24, Howard 16 (14 rimbalzi), Schroder 6, Muscala, Dunleavy 20, Humphries 2, Delaney 9, Hardaway Jr. 6.

MVP: Per la straripante sequenza offensiva del terzo periodo, la sempre competente difesa e l’intensità palesata, la palma di migliore in campo va a Kent Bazemore.

 

theintelligencer.com

Oklahoma City Thunder @ Sacramento Kings 122-118 (28-23; 59-46; 88-79)

Si complica ulteriormente la già ardua corsa all’ottavo posto dei Sacramento Kings, reduci da 5 sconfitte nelle ultime 6 uscite, compresa la caduta casalinga di stanotte contro OKC. Assoluto protagonista, manco a dirlo, è stato Russell Westbrook che, a qualche ora di distanza, ha replicato alla tripla-doppia del suo rivale principale nella corsa al titolo di MVP stagionale: James Harden. La contesa ha visto gli uomini di coach Donovan sostanzialmente sempre avanti nel punteggio, e anche di molto a fine primo tempo grazie ad un’eccellente prova in tutti gli aspetti del gioco. L’episodio che rimette in carreggiata i Kings è stato l’infortunio di Adams, vittima di un pesante colpo alla testa, che ha reso la contraerea ospite più vulnerabile, tanto da consentire a Cousins di innalzare il fatturato personale, seppur con basse percentuali. Sacramento stentava comunque a rientrare per via delle numerose palle perse, ma i Thunder si appiattivano e tenevano gli avversari con la testa fuori dall’acqua. Il -3 raggiunto nell’ultimo minuto spaventava OKC che però restava precisa ai liberi con il sempre più a suo agio Abrines e Oladipo, chiudendo il match a proprio favore e restando incollata a Utah nella corsa alla vetta della Northwest Division.

Thunder (25-17): Sabonis 7, Roberson 1, Adams 6, Westbrook 36 (11 rimbalzi, 10 assist), Oladipo 23, Grant 3, Lauvergne, Kanter 29 (12 rimbalzi), Payne 4, Abrines 13.
Kings (16-24): Tolliver 10, Cousins 31 (10 rimbalzi), Gay 22, Collison 21, Temple 8, Barnes 7, Cauley-Stein 2, Koufos 6, Lawson 4, Afflalo 7.

MVP: Pur provando a non risultare ridondanti, non ci si riesce: 20° tripla-doppia in stagione e timone della partita ben saldo per Russell Westbrook.

charlotteobserver.com

Chicago Bulls @ Memphis Grizzlies 108-104 (14-19; 52-46; 78-77)

L’ultimo minuto di Memphis-Chicago ha dato la dimostrazione di come Jimmy Butler, ad oggi, sia una delle ali double face più efficaci in NBA, prima con il canestro spacca-parità di in palleggio, arresto e tiro, in seguito con la maestosa difesa su Mike Conley che ha consolidato il vantaggio. Eccezion fatta per l’ultimo minuto, il grande protagonista di giornata per i rossi è stato Doug McDermott col suo career high di 31 punti per scardinare la rognosa retroguardia di Memphis, dopo che questa nel primo periodo aveva concesso la miseria di 14 punti ai Bulls. I senatori del Tennessee Gasol, Conley e Randolph tenevano a galla i loro grazie all’ormai proverbiale intesa, ma non molto hanno potuto contro una squadra veramente risoluta, ricompattatasi anche per via delle assenze di Wade e Mirotic, che sapeva di non poter perdere altro terreno nella corsa all’ottavo posto ad est.

Bulls (21-21): Gibson 18, Butler 16, Zipser 5, Lopez 12, Carter-Williams 14, Portis 4, Felicio 4, McDermott 31, Valentine, Rondo 4.
Grizzlies (25-18): Green 14, Parsons 7, Gasol 24 (11 rimbalzi), Conley 28, Allen 4, Randolph 15 (16 rimbalzi), Ennis, Daniels 2, Carter 10.

MVP: In un contesto di totale emergenza, con un quintetto inedito, dalla panchina è venuto in soccorso Doug McDermott con una sontuosa prova offensiva.

sports.yahoo.com

Detroit Pistons @ Los Angeles Lakers 102-97 (23-31; 59-57; 75-72)

Lontani anni luce dai livelli raggiunti nelle Finals 2004, Lakers e Pistons si affrontavano allo Staples nelle vesti di squadre in costruzione mediante progetti a medio-lungo termine. L’ha spuntata la squadra che al momento coltiva speranze di postseason più concrete, ovvero Detroit che pian piano sta ritrovando i tasselli che l’hanno portata all’ottavo posto ad est nella scorsa stagione. I Lakers hanno pagato principalmente la scarsa vena del loro frontcourt, in particolar modo da Randle ci si attendeva tutt’altro tipo di prestazione, schiacciato dalla prepotenza di Andre Drummond. I Pistons hanno comunque trovato tempo e modo di evidenziare un deficitario stato di fiducia, riuscendo a rimettere in partita gli avversari nel finale e sconfiggendo i fantasmi solo con una tripla di Harris a 30 secondi dal termine, al culmine di un’azione offensiva rocambolesca. Da segnalare un’incredibile canestro dalla propria metà campo di Andre Drummond, non nuovo a questo tipo di imprese allo scadere dei quarti, applaudito dall’intero palazzetto ormai in atteggiamento più vacanziero che altro dato che, con ogni probabilità, per i gialloviola la postseason è un discorso da rimandare.

Pistons (19-24): Morris 23, Harris 23, Bullock 4, Drummond 15 (17 rimbalzi), Jackson 16, Johnson 9, Baynes 6, Udrih, Smith 6.
Lakers (15-30): Randle 2 (10 rimbalzi), Deng 2, Mozgov 8, Russell 20, Young 8, Ingram 5, Black 6, Zubac 4, Williams 26, Clarkson 16.

MVP: Ripresosi il posto in quintetto, complice l’assenza di Leuer, Tobias Harris ha risposto presente timbrando il match con la tripla della vittoria.