NBA Recap Inside: il rodeo premia gli Spurs! Houston piegata all’overtime

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Gara 5 (serie 2-3)

Houston Rockets @ San Antonio Spurs 107-110 OT (29-32; 60-58; 85-86; 101-101)

La gara che ci si attendeva, dopo 4 sfide che hanno raccontato del dominio da parte della vincente sull’altra (tranne che, in piccola parte, in gara 2), e se la aggiudica San Antonio che quantomeno guadagna la certezza di giocare gara 7 nella bolgia dell’AT&T Center.

Ai blocchi di partenza subito le novità da parte dei due strateghi: coach Pop accantonava Dejounte Murray come play titolare e si affidava fin da subito all’eccellente Patty Mills; coach Mike lanciava in quintetto Eric Gordon, rinunciando al doppio cannoniere dalla panchina, sacrificando Ryan Anderson nello scacchiere iniziale. Come spesso capita, gli astri delle due squadre entravano sommessamente in partita, lasciando i primi possessi ai comprimari, sia nella figura degli esterni, azionati per i tiri da lontano o autorizzati o crearsi l’occasione, sia in quella dei lunghi, coinvolti nel gioco in post basso. In questo riuscivano meglio gli Spurs che, non individuando in Anderson la crepa nella difesa avversaria, cercavano di ingigantire le già note lacune difensive di Harden attaccandolo ripetutamente. Il buon James risponde da par suo, leccandosi i baffi quando i cambi difensivi degli Spurs gli spedivano David Lee sulle tracce, sfruttando l’accoppiamento per sparare due triple consecutive in faccia all’ex Golden State. Il ”Barba” rompeva gli argini e metteva in scena un favoloso primo tempo da 28 punti, che però non veniva tramutato in fuga per i Rockets, tenuti incollati nel punteggio dalle giocate di Leonard, da qualche palla persa di troppo e dai rimbalzi in attacco dei neroargento. Intanto appariva chiaro come D’Antoni avrebbe rinunciato ad inserire un ottavo giocatore, ad esempio Harrell, nelle rotazioni per sostituire l’infortunato Nene.

Selvaggia intensità ad inizio terzo quarto ed era quello che Houston gradisce. Gli esterni che penetravano a seguito del blocco non trovavano grossa resistenza da parte di chi i marcava e andavano via al secondo palleggio, acquisendo un ritmo tale da rendere l’attacco dei Rockets inarrestabile. Il +9 di metà terzo periodo veniva però assorbito dalla linfa proveniente dalla panchina di Simmons e Ginobili, coadiuvati dall’irriducibile presenza di Kawhi Leonard, e così gli Spurs trovavano anche il vantaggio a fil di sirena grazie alla bomba di Danny Green. L’ultimo periodo trasmetteva un senso di agonia a vedere le due squadre contate in piedi viste le rotazioni accorciate, ma a tratti l’esecuzione offensiva di Houston sembrava spingere oltre l’ostacolo i ”Razzi”, che con uno splendido attacco ai 24 secondi armavano la mano di Eric Gordon per la tripla del +5. Gli Spurs reagivano a questa spallata con un miracolo di Mills da lontano e con un l’appoggio mancino di Ginobili, nonostante Leonard si arrendesse al dolore alla caviglia dopo aver appoggiato il piede su quelle di Harden in ripartenza, con conseguente torsione innaturale. Sul 101-101, i padroni di casa avevano addirittura il possesso per vincerla col play australiano che la infilava di tabella ma calcolando male i tempi e tirando col tabellone già illuminato di rosso. Coach Pop si mostrava furente con Gasol per non esser salito a portare il blocco e questa scena ci accompagnava al supplementare.

3 minuti senza segnare prima che Lou Williams sbloccasse l’overtime con la tripla dall’angolo, ma la resilienza Spurs è cosa nota e Green ripagava con la stessa moneta. Ancora Anderson e ancora dell’angolo per il sorpasso Houston, ma Danny Green, in totale stato di trance agonistica, metteva a segno un and one al termine di un raro attacco al ferro. Sul +2, però, l’ex Olimpia Lubiana falliva uno dei due tentativi dalla lunetta e concedeva un ultimo possesso ai rivali per forzare il secondo overtime… Accusato, a tratti addirittura schernito, per il suo rendimento, Manu Ginobili si prendeva il suo riscatto esibendosi in un’enciclopedica azione difensiva con tanto di stoppata da dietro su James Harden che, per gli amanti del genere, ha ricordato quella di Turkoglu su Bryant nelle Finals 2009. Come accaduto in regular season, quando le partite tra San Antonio e Houston finiscono in volata i neroargento fanno valere l’esperienza. Ora si torna a Houston con nella mente e nella gambe dei Rockets l’occasione mancata, ma anche col punto interrogativo sulle condizioni di Kawhi Leonard. Questa serie è ben lontana dall’essere decisa.

MVP Basketinside.com: Sarebbe stato Kawhi ma una fatalità gli ha impedito di partecipare ai momenti decisivi del match. Da premiare l’accoppiata Danny Green-Manu Ginobili, autori delle giocate che sono valse il pesantissimo punto del 3-2.

Rockets (2-3): Ariza 9, Capela 9 (11 rimbalzi), Beverley 20, Gordon 11, Harden 33 (10 rimbalzi, 10 assist), R. Anderson 19, Williams 6.
Spurs (3-2): Aldridge 18 (14 rimbalzi), Leonard 22 (15 rimbalzi), Gasol 4, Mills 20, Green 16, Lee 6, Ginobili 12, Simmons 12, K. Anderson.