NBA Recap Inside: Jazz, è secondo turno!

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Utah Jazz @ Los Angeles Clippers 104-91 (24-24; 22-15; 33-24; 25-28)

Primo quarto molto equilibrato, quello inaugurale di gara 7. Per i Clippers in attacco c’è quasi solamente Paul, che segna o crea per i compagni. I Jazz sono invece più equilibrati; dopo due falli molto rapidi di Gobert, è Favors ad entrare dalla panchina e a portare vitalità nell’attacco di Utah. Dopo il 18-12 in favore degli ospiti, è Jordan (nettamente il migliore dei suoi) ad aiutare LA a rimettersi in carreggiata. Nel secondo periodo cominciano a palesarsi tutti i problemi offensivi della squadra di Rivers che, priva di una seconda opzione a causa dell’infortunio di Griffin, non sa da che parte girarsi quando Paul è contenuto. Redick continua ad essere in grande difficoltà (finirà con 3 punti e 1/5 al tiro) e Crawford è impreciso: i Jazz, sulle ali della loro difesa (e della loro forza a rimbalzo) cominciano a costruire quel vantaggio che conserveranno fino al suono della sirena. Grazie ad un grande Favors (10 punti e 9 rimbalzi all’intervallo) e ad un buon Hill, Utah va al riposo in vantaggio sul 46-39 (i 15 punti dei Clippers nel secondo parziale sono il loro minimo nella serie).

Il rientro degli spogliatoi non sembra cambiare le carte in tavola. Los Angeles è in grossa difficoltà, Paul viene tenuto a bada (segnerà solo 4 punti dopo il secondo quarto) e si innervosisce con compagni e arbitri, mentre dall’altra parte Johnson e Hayward fanno il loro lavoro, punendo ogni accoppiamento favorevole con i piccoli esterni angeleni (Rivers rinuncerà a Mbah a Moute per avere qualcosa di più in un attacco già sterile). I padroni di casa cedono (quasi) totalmente, con il solo DeAndre Jordan a lottare. Diaw completa due giochi da tre punti (uno allo scadere dei 24) che sembrano tagliare le gambe a Paul e compagni: 63-79 Jazz alla fine del terzo quarto.

L’ultimo parziale regala, invece, qualche emozione in più. I Clippers giocano disperatamente e trovano un po’ di ritmo in attacco. Pur non andando mai sotto le otto lunghezze di svantaggio, creano i presupposti per una possibile rimonta sulla ali di un (ora sì) ispirato Jamal Crawford e di un grande (ancora) Jordan (in coppia firmeranno 24 dei 28 punti di LA nel quarto quarto). I Jazz però sono solidi e, nonostante le uscite per falli di Favors e Gobert, non si lasciano rimontare, anche grazie al contributo di un Joe Ingles straordinario su entrambi i lati del campo. Il resto lo fanno Hill e, ancora una volta, Gordon Hayward, MVP di partita e serie.

 

Utah Jazz (4-3): Hayward 26, Diaw 10, Gobert 1, Ingles 12, Hill 17, Favors 17 (11 rimbalzi), Hood 11, Johnson 10, Neto, Mack, Exum, Withey.

Clippers (3-4): Rivers 9, Mbah a Moute 2, Jordan 24 (17 rimbalzi), Redick 3, Paul 13, Pierce 6, Crawford 20, Felton 6, Speights 8.

MVP: Gordon Hayward, soprattutto nel secondo tempo. Per lui ci sono 26 punti, 8 rimbalzi e 3 assist, con 9/20 dal campo, 2/3 da 3 e 6/6 ai liberi.