NBA Recap Inside: Porz-out-gis, Rinascimento Lakers

Le statistiche più interessanti della notte: brutte notizie per i New York Knicks, mentre continua il buon momento dei Los Angeles Lakers

di Raffaele Guerini
  • 34

Il career-high di Jonathon Simmons è arrivato nella serata sbagliata per LeBron e compagni: con soli 9 punti segnati in tutto l’ultimo quarto, la vittoria alla fine è arrivata per i Magic. Oltre ai 34 punti di Simmons (che in stagione sta mantenendo una media di 13,7 punti a partita, ben 5 oltre la sua media in carriera), tutto il quintetto titolare è riuscito ad andare in doppia cifra: spiccano i 19 punti di Evan Fournier senza altri grandi picchi per Orlando, con Biyombo, Hezonja e Payton tutti tra i 10 e gli 11 punti a testa. Non bastano però a Cleveland i 24 punti e 10 rimbalzi di James: Crowder non riesce ad andare oltre i 2 punti in 25 minuti, e nessun altro giocatore riesce a superare i 12 punti: Tristan Thompson, JR Smith e Jeff Green raggiungono questa cifra, Isaiah Thomas e Dwyane Wade si fermano solo a 11. Per il resto, partita povera di grandi numeri: 35 rimbalzi e 19 assist totali per Cleveland (divisi per 12 giocatori in azione), meglio Orlando con 50 rimbalzi e 27 assist ma un brutto 27.3% da 3 punti.

  • 1

Il legamento crociato anteriore lacerato nella partita Knicks-Bucks di stanotte: è sempre una disgrazia, fa più male quando a soffrirne è un giocatore generalmente benvoluto dal pubblico come l’Unicorno Kristaps Porzingis. All-Star Game saltato, stagione sicuramente finita: c’è ben poco da festeggiare a New York oggi. In 11 minuti di gioco, era riuscito a segnare 10 punti, 2 rimbalzi e 3 stoppate: poi l’infortunio, l’uscita dal campo e Milwaukee ha dilagato nella seconda metà di gara. Non è bastata la doppia doppia di Enes Kanter (19 punti e 16 rimbalzi) a tenere in piedi New York: 14 punti di Courtney Lee e poco altro. Dal lato dei Bucks, Antetokounmpo è sempre in forma con una doppia doppia da 23 punti e 11 rimbalzi, a cui vanno aggiunti i 23 punti (e 8 assist) di Eric Bledsoe e i 20 punti di Khris Middleton. Continua il recupero di Jabari Parker, autore di 10 punti in 20 minuti, e sale in cattedra dalla panchina Sean Kilpatrick, con 16 punti in 16 minuti. Male invece Thon Maker, che non sfrutta il DNP di John Henson come occasione per mettersi in mostra: 22 minuti giocati ma solo 7 punti e 3 rimbalzi per lui.

  • 3-4

Situazione strana, questo record negativo di 3 sconfitte nelle ultime 4 partite si riferisce ai Golden State Warriors: l’ultima volta in cui i Warriors avevano perso 2 o più partite di fila risale al Marzo scorso, con 3 sconfitte consecutive. Non è indicatore di un declino, perché sappiamo tutti com’è finita lo scorso anno, ma troppa sicurezza nei propri mezzi potrebbe essere deleteria alla lunga: meglio riprendersi subito, per lanciare un segnale forte. In compenso, solo applausi scroscianti per i Thunder: privi di Carmelo Anthony dopo soli 6 minuti, Paul George e Russell Westbrook sono saliti in cattedra. 38 punti per il primo e 34 per il secondo, hanno oscurato gli Splash Brothers stanotte in maniera quasi brutale (21 per Curry e 12 per Thompson), con i ragazzi della Baia che ci hanno provato davvero solo con Kevin Durant (33 punti, contro la sua ex squadra): la difesa dei Thunder è stata forse la chiave di volta, con un George in versione mastino che non ha lasciato respirare Thompson e Adams che ha fatto il bello e il cattivo tempo in ogni metà del campo. I Thunder chiudono così una brutta striscia negativa di 4 sconfitte consecutive, e si preparano alla vendetta contro i Los Angeles Lakers.

  • 11-15

Sono invece le vittorie dei Los Angeles Lakers: 11 nelle ultime 15 partite, ma soprattutto 7 di fila quando hanno giocato in casa. Numeri importanti per una squadra che a Dicembre era stata tra le peggiori della Lega, e che sembra aver trovato i meccanismi giusti: la cosa sorprendente sta nel fatto che nelle ultime 11 partite Lonzo Ball non ha messo piede in campo. Il suo apporto non è secondario, dato che nelle 4 partite che hanno segnato le prime 4 vittorie consecutive di questa striscia positiva ha giocato, e pure bene: i Lakers dimostrano però di non essere Ball-dipendenti, grazie alle super prestazioni di Brandon Ingram e Julius Randle. 25-4-5 e 21-8-5 (punti-rimbalzi-assist) rispettivamente per i due giocatori stanotte, e Phoenix tenuta a bada senza troppe difficoltà: va detto che i Suns erano orfani della stella Booker, ma nello scontro diretto tra squadre di bassa classifica i Lakers hanno avuto la meglio. Incoraggianti segnali però per i Suns: Josh Jackson sembra aver trovato la sua dimensione nel mondo, ed è sicuramente il Most Improved Player delle ultime due settimane. 20 punti e 7 rimbalzi di media nelle ultime 5 partite, oltre alla buona difesa che è sua caratteristica principale. 24 punti per TJ Warren, 10 per Chriss (che rientra dopo una sanzione disciplinare) ma poco altro per Phoenix, che a questo punto ha come obiettivo una (ennesima) chiamata alta al draft di Giugno. Speriamo per loro che possa segnare una svolta decisiva.

 

I risultati della notte:

Cavaliers @ Magic, 98-116

Celtics @ Raptors, 91-111

Grizzlies @ Hawks, 82-108

Rockets @ Nets, 123-113

Bucks @ Knicks, 103-89

Wizards @ 76ers, 102-115

Thunder @ Warriors, 125-105

Suns @ Lakers, 93-112

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