NBA Recap Inside: San Antonio, senza Leonard, asfalta Houston e va alle finali dell’Ovest

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San Antonio Spurs @ Houston Rockets 114-75  (31-24, 61-42, 87-64)

(San Antonio vince la serie 4-2)

Dimostrazione di forza disarmante per i San Antonio Spurs che, dopo essersi presi Gara 5, vincono anche Gara 6 eliminando gli Houston Rockets con un rotondo 75-114 a domicilio, ottenuto tra l’altro senza Kawhi Leonard, per il 4-2 che vale l’accesso alle Western Conference Finals dove sfideranno i Golden State Warriors.
Popovich, senza la sua star, ridisegna il quintetto: prima volta dall’inizio ai Playoff per Simmons; prima volta anche per Mills al posto di Murray, probabilmente per assicurare più qualità sin dall’inizio con un giocatore “caldo”, reduce dal ventello di Gara 5. San Antonio parte col chiaro piano di cercare subito i suoi lunghi, Aldridge e Gasol (principesco, a fine gara 10, 11 rimbalzi e 5 assist), tattica che paga per il primo allungo sul 7-14 contro il quintetto piccolo di Houston: un vantaggio che San Antonio perde subito, poi recupera e addirittura aumenta sul +9 (16-25). Funziona tutto per i neroargento, dalla panchina (ottimo impatto di Anderson), all’attacco sui mismatch dei lunghi, passando per l’aggressività di esterni come Simmons e Mills e la difesa su un Harden tenuto a soli due punti, tre perse e nessun tentativo dal campo nel primo quarto.
Gli Spurs dilagano a inizio secondo quarto: Mills ne mette cinque e infiocchetta un bell’assist per Lee, Anderson non sbaglia dall’angolo, Simmons attacca bene il midrange. D’Antoni, coi suoi sotto di 18 punti (26-44) e in bambola, è costretto a chiamare un timeout. Non cambia molto perchè gli ospiti scollinano oltre il ventello di scarto e il motivo è non solo la maggior energia su ogni palla vagante ma pure la difesa che non fa entrare in ritmo i Rockets e forza diverse palle perse. Harden addirittura segna il primo canestro dal campo a 6’18” dall’intervallo, in chiara difficoltà e fin troppo passivo: una notizia, data l’assenza del suo antagonista primario. Dall’altra parte Aldridge e Simmons non fanno rimpiangere Leonard e firmano il 42-61 dell’intervallo.
LMA non si ferma nemmeno dopo il riposo, continua a crivellare la retina con long two e il suo proverbiale giro e tiro in post, per il +26 Spurs. Il primo canestro dal campo dei Rockets dopo il riposo è una tripla di Gordon e arriva con 4′ giocati nel terzo quarto, seguito dalle bombe di Ariza. In mezzo per l’ala di Houston anche un duello rusticano con Danny Green, ma l’animata discussione non cambia le carte del match nè tantomeno la scarsissima intensità e “garra” dei suoi, impreparati alla partita in maniera sconcertante. Intanto dall’altra parte San Antonio gioca ancora, martella palla per l’uno contro uno di Aldridge e con Murray in contropiede mette il punto esclamativo sul 58-83.
Murray è tra i protagonisti anche nell’ultimo quarto in cui la seconda forza dell’Ovest continua a dilagare incontrando poca resistenza. Lo scarto Spurs continua a lievitare, coi Rockets che aspettano solo il suono della sirena, in una serata in cui la luce è spenta per tutti, Harden in primis (10 punti 2/11 dal campo): la resa arriva proprio con l’uscita per falli del “Barba”, a 3’15” dall’ultima sirena della stagione di Houston. Il resto è solo passerella Spurs, 75-114 il finale.

Spurs: Mills 14, Green 10, Simmons 18, Aldridge 34, Gasol 10 (11 rimbalzi); Lee 2, Ginobili  2, Bertans 1, Dedmon 3, Anthony, Murray 11 (1o rimbalzi), Anderson 7, Forbes 2.

Rockets: Beverley 7, Harden 10, Ariza 20, Gordon 6, Capela 15; L. Williams 8, Brown 3, Harrell, Dekker 6, Taylor, T. Williams.

MVP:  Non si può che assegnare il premio a Lamarcus Aldridge, maiuscolo e dominante, quasi un salto indietro nel tempo all’Aldridge sulla rampa di lancio che arrivato a San Antonio nell’estate 2015. Il segreto? Tanta fiducia e molti tiri presi in situazioni che adora, nella sua zona di comfort. E forse i Rockets, posto che l’assenza di Nenè incide, potrebbero chiedersi come si possa aver concesso così tanto, in più con l’aggravante di non fare mai un aggiustamento a partita in corso. Sono solo parole, comunque: 34 punti, 12 rimbalzi e 16/26 dal campo e 4-2 Spurs è quello che conta.