NBA Recap Inside: tripla doppia per Westbrook, Griffin mostruoso

Le otto partite giocate nella notte NBA hanno regalato tantissime sorprese, alcune anche inaspettate.

di Gianmarco Galli Angeli

Le gare clou

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Boston Celtics @ Detroit Pistons 104-98 (27-23; 27-27; 25-24; 25-24)

Uno straripante Isaiah Thomas condanna i Pistons alla trentesima sconfitta stagionale (28-30, il record) e regala agli ospiti un’altra fondamentale vittoria per continuare ad occupare le prime posizioni della Eastern Conference. La partita si incanala subito su binari favorevoli ai bianco-verdi che chiudono la prima frazione sopra di 4: il resto della sfida è elettrizzante ma i Celtics riescono costantemente a tenere sotto controllo la sfida e chiudono sopra di 6. La franchigia di Detroit manda in doppia cifra tutto lo Starting Five, a fare la differenza sono però i punti provenienti dalla panchina: 20 per i Pistons, 36 per i Celtics.

Celtics (37-21): Thomas 33, Crowder 14 (11 rimbalzi), Brown 13, Horford 4 (9 rimbalzi), Johnson 4 (9 rimbalzi), Smart 14, Rozier 13, Olynyk 5, Jerebko 4, Zeller, Young.

Pistons (28-30): Caldwell-Pope 18, Jackson 17, Drummond 17 (15 rimbalzi), Morris 16 (10 rimbalzi), Leuer 10, Harris 8, Johnson 7, Baynes 3, Smith 2.

MVP: 175 cm, numero 4 di jersey, Isaiah Thomas sta vivendo un momento di forma pazzesco. 33 punti, 2 rimbalzi, 3 assist e 3 palle rubate.

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Memphis Grizzlies @ Denver Nuggets 105-98 (22-19; 50-47; 68-68)

Un super quarto di chiusura offensiva consente ai Memphis Grizzlies di sbancare il Pepsi Center di Denver, sospinti dall’inossidabile vecchia guardia composta dal trio Conley-Randolph-Gasol. Dal canto loro, la garanzia della sconfitta per i Nuggets arriva dal mancato raggiungimento dei 100 punti, infatti quelli del Colorado sono 0-12 in stagione quando non hanno registrato la tripla cifra. L’andamento del match è stato soporifero in termini di ritmi per tre quarti, salvo poi esplodere in un ultimo periodo da 67 punti complessivi, caratterizzato dalla ritrovata mira dalla lunga distanza di Memphis che ha così spezzato un duraturo equilibrio. Inciampo per i Nuggets nella corsa ai playoff, anche se gli uomini di coach Malone rimangono i primi indiziati per l’ultimo posto in griglia ad ovest. Ottima ma inutile ai fini del risultato la prova dell’azzurro Gallinari, autore di 24 punti in 35 minuti di impiego.

Grizzlies (35-25): Green 9, Parsons, Gasol 23, Conley 31, Allen 8, Randolph 20 (11 rimbalzi), Daniels 6, Douglas 2, Carter 6.

Nuggets (26-33): Jokic 10 (11 rimbalzi), Gallinari 24, Harris 19, Nelson 12, Chandler 14, Arthur, Plumlee 2, Barton 6, Murray 11.

MVP: 31 punti, di cui 13 nell’ultimo quarto: Mike Conley sempre più formato All-Star.

Fonte foto: Jazz official Twitter
Fonte foto: Jazz official Twitter

Utah Jazz @ Washington Wizards 102-92 (24-24; 49-39; 73-60)

Vincere al Verizon Center, di questi tempi, è impresa assolutamente da non trascurare, e i Jazz ci sono riusciti con un’altra grande prova difensiva. Luci e ombre nella prova del backourt più apprezzato della lega ad oggi: Wall chiude in doppia-doppia ma incappa in 9 palle perse; Beal chiude con 22 punti ma senza aver segnato per tutto il primo tempo, quello che ha visto concretizzarsi la fuga di Utah fino al vantaggio in doppia cifra dell’intervallo lungo. Come detto prima, la difesa; ma anche Gordon Hayward e George Hill, i veri ispiratori dell’attacco dei mormoni, e Rudy Gobert, vero dominatore del pitturato in questa stagione. Utah ribadisce per l’ennesima volta di essere tra le avversarie più rognose che si possono incontrare, e ai playoff le grandi faranno a gara per evitarla.

Jazz (37-22): Favors 10, Hayward 30, Gobert 15 (20 rimbalzi), Hill 21, Hood 11, Ingles 2, Johnson 4, Diaw 5, Exum, Burks 4.

Wizards (34-23): Morris 7, Porter 6, Gortat 6, Wall 23 (11 assist), Beal 22, Ochefu, Oubre Jr. 4, Mahinmi 7, Burke, Satoransky 2, McClellan, Bogdanovic 15.

MVP: Come quasi sempre accade quando Utah vince, Gordon Hayward mette a segno una grande prestazione globale, aggiungendo 9 rimbalzi ai 30 punti segnati. Un campione senza controindicazioni.

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Portland Trail Blazers @ Toronto Raptors 106-112 (28-25; 52-53; 80-82)

L’incoraggiante avvio di partita aveva dato ai Blazers l’illusione di poter accorciare le distanze nei confronti dell’ottavo posto in graduatoria. A conti fatti, così non è stato, perché la grande vena offensiva di DeRozan, congiunta a una solidità difensiva ritrovata nell’arco del match (fondamentali in questo i due nuovi acquisti Tucker e Ibaka), ha spronato i Raptors verso un successo rassicurante. Ancora una volta buoni i numeri del Lillard post All-Star Game, ma stavolta il suo sodale McCollum si è tenuto su livelli medi (per non dire mediocri) ed è mancata la seconda bocca da fuoco per scardinare la difesa canadese. La strada è molto lunga e Portland, malgrado tutto, sembra essere la rivale più accreditata dei Nuggets nella corsa all’ultima piazza ad ovest, mentre per i Raptors si è aperta la caccia a Wizards e Celtics per un secondo o terzo posto che sarebbe fondamentale per evitare i Cavs al secondo turno dei PO.

Blazers (24-34): Vonleh 5, Harkless 18, Nurkic 8, Lillard 28, McCollum 17, Leonard 5, Aminu 13, Napier 3, Crabbe 9.

Raptors (35-24): Ibaka 18 (10 rimbalzi), Carroll 5, Valanciunas 15, Joseph 14, DeRozan 33, Patterson 6, Tucker 2, Nogueira, Wright 11, Poeltl, Powell 8.

MVP: In contumacia Kyle Lowry, la parte nativa di Compton della coppia ha brillato: 33 punti con soli 16 tiri per DeMar DeRozan.

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New Orleans Pelicans @ Oklahoma City Thunder 110-118 (35-32; 24-27; 25-28; 26-31)

Non bastano i 69 punti in due realizzati da Anthony Davis (38) e DeMarcus Cousins (31), Russell Westbrook detronizza i Pelicans con una tripla doppia condita da 41 punti (14/29 al tiro). La gara resta equilibrata fino al termine del primo tempo, nelle ultime due frazioni l’ottima prova offensiva dei Thunder permette loro di portare il record a 33 vittorie e 25 sconfitte. Urge correre ai ripari a NOLA: Davis-Cousins sono formidabili insieme ma il resto della squadra è diventato quasi estraneo al gioco lasciando la maggior parte dei possessi nelle loro mani; la squadra si farà ma occorre del tempo. Anche la prestazione di Enes Kanter è di altissimo livello: 20 punti (66% dal campo) e 9 rimbalzi.

Pelicans (23-36): Davis 38, Cousins 31 (10 rimbalzi), Thompson 7, Hill 7, Holiday 6, Moore 10, Motiejunas 6, Cunningham 3, Frazier 2, Ajinca.

Thunder (33-25): Westbrook 41 (11 rimbalzi, 11 assist), Abrines 13, Adams 13 (10 rimbalzi), Roberson 9, Sabonis 4, Kanter 20 (9 rimbalzi), Grant 7, Gibson 6, Christon 3, McDermott 2.

MVP: Russell Westbrook; così tante triple doppie da far perdere il conto, ennesima prestazione magistrale questa notte.

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Charlotte Hornets @ Los Angeles Clippers 121-124 (24-32; 27-27; 29-25; 33-29; 8-11)

L’unica gara della notte NBA che arriva ai tempi supplementari va ai Los Angeles Clippers di uno straripante ed incontenibile Blake Griffin capace di mettere a referto 43 punti. L’avvio della franchigia con sede ad LA è meraviglioso ed al termine del primo quarto è già sopra di otto lunghezze, questa distanza verrà dimezzata nel terzo quarto e annullata nell’ultimo periodo. Gli overtime sono storia a sé e gli uomini di Doc Rivers riescono a venire fuori alla lunga e spuntarla contro degli ottimi Hornets, ispirati oltremodo dai 65 punti messi a referto da Walker (34) e Batum (31). Sfiora la tripla-doppia Chris Paul, DeAndre Jordan va ad un passo dal 20+20.

Hornets (25-33): Walker 34, Batum 31, Kaminsky 16, Williams 8, Kidd-Gilchrist 2, Lamb 19, Belinelli 5, Wood 4, Roberts 2, Graham.

Clippers (35-23): Griffin 43 (10 rimbalzi), Redick 22, Jordan 20 (19 rimbalzi), Paul 15 (9 rimbalzi, 17 assist), Mbah a Moute 7, Speights 5, Rivers 5, Crawford 4, Anderson 3, Jonhnson, Felton.

MVP: Blake Griffin, chi se non lui. 43 punti derivati da un 15/26 dal campo e un 3/4 da dietro l’arco. Fenomenale.

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