NBA Recap Inside: Warriors sul velluto sui rimaneggiati Spurs, finali a un passo

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Gara 3 (0-3)

Golden State Warriors @ San Antonio Spurs 120-108 (29-33; 64-55; 100-88)

Troppi i segnali che portavano a pensarlo alla vigilia, e infatti i Golden State Warriors continuano il loro percorso immacolato a vele spiegate verso le Finals, nell’ennesimo capitolo di quella che ormai ha assunto i contorni di una rivalità a distanza con i Cleveland Cavaliers, con le avversarie attrici ignare della sceneggiatura generale.

Fin dalle prime battute, anche col punteggio equilibrato, si notava la maggior leggerezza degli ospiti, liberi dalle preoccupazioni di inizio serie del dover vincere il primo piano partita degli avversari, missione compiuta un po’ per il debordante talento dei californiani, un po’ per la serie di disavventure occorse agli Spurs dal secondo tempo di gara 1 in poi. McGee in quintetto al posto di Pachulia e la musa ispiratrice di Shaq si sbatteva per dimostrare di meritare quel palcoscenico, agevolato anche dai compagni e dalle scelte difensive di San Antonio che lo identificava come l’anello debole dell’attacco, ma l’ex Denver era bravo a farsi trovare nei pressi del ferro e a velocizzare la meccanica ricezione-tiro. Gli Warriors scappavano grazie anche a un paio di triple di Curry, entrato più presto del solito in azione, ma il coraggioso finale di periodo di Ginobili più gli altri giovanotti neroargento valeva il sorpasso e un piccolo break sul +6. JaVale continuava ad essere terminale offensivo affidabile e coach Kerr lo premiava con molti minuti, gli Spurs rispondevano col duo Simmons-Aldridge, fino a che il largamente annunciato allungo si materializza nel finale di tempo con un parziale di 15-6 ispirato da Kevin Durant.

Il secondo tempo si apriva con la reazione leonina dei texani, che sfruttavano le risorse che hanno e, talvolta, anche quelle che non hanno. Questo hero ball di squadra non veniva coronata con un aggancio, e la sensazione era che San Antonio stesse profondendo già il massimo sforzo mentre gli ospiti li tenevano con la testa per metà dentro e per metà fuori dall’acqua, ma sicuramente mai davanti alla loro. Il contraccolpo psicofisico si traduceva con il parziale ammazza-partita di fine quarto, quello che portava Golden State fino al +16 grazie a un KD straripante nell’alternare gioco interno e gioco esterno, tiri liberi e tiri da 3: il compendio del basket moderno incarnato dall’ex Thunder. A inizio periodo conclusivo, il supporting cast di coach Kerr cesellava il lavoro nella figura di West e Clark, mentre gli Spurs avevano il serbatoio a secco in quelli che si rivelavano 6 minuti di garbage time, portatori di amarezza viste le aspettative che c’erano su questa serie e che per una fatalità non sono state rispettate. Ora testa a gara 4, ed è lecito scommettere sul moto d’orgoglio di coach Popovich, ma il vero problema è che ci sarà anche l’avversario in campo. E quest’avversario è un vero e proprio gigante.

MVP Basketinside.com: I due parziali significativi della contesa portano la firma di Kevin Durant, che ha chiuso anche in doppia-doppia. Il tutto con la solita, disarmante naturalezza.

Warriors (3-0): Dr. Green 10, Durant 33 (10 rimbalzi), McGee 16, Curry 21, Thompson 17, West 6, McAdoo, Barnes, Iguodala 2, McCaw 6, Livingston 2, Clark 7.
Spurs (0-3): Aldridge 8, Mills 7, Da. Green 7, Simmons 14, Anderson 6, Lee 4, Bertans 2, Dedmon 7, Anthony, Gasol 12 (10 rimbalzi), Murray 10, Forbes, Ginobili 21.