NBA Recap Inside: Westbrook trascina OKC, Clippers a valanga

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a57.foxnews.com Oklahoma City Thunder @ Charlotte Hornets 110-103 (28-30; 31-26; 27-27; 24-20) I Thunder, privi di Kevin Durant per l’ormai noto problema al piede, vanno a trovare gli Hornets, privi di Kemba Walker, sostituito nello starting five dal nuovo acquisto Mo Williams. L’ex Cavs gioca una gran partita, segnando tra l’altro la millesima tripla della sua carriera a fine primo quarto, ma i Thunder finiscono la prima metà di gara in vantaggio, trascinati da un Westbrook in versione MVP e dal buon impatto dei nuovi Kanter, Singler (partiti titolari) e DJ Augustin. Un’altra tripla (finirà la partita con 5 su 10 dalla lunga distanza) di Mo Williams porta la partita sul 84-83 per i fulmini sul finire del terzo quarto. Nel quarto quarto però nessuno riesce a fermare Russell Westbrook, che ne mette sei in fila per chiudere la partita. Thunder (30-25): Westbrook 33 punti (10 assist, 7 rimbalzi), Kanter 10 punti (13 rimbalzi), Ibaka 16 punti (12 rimbalzi, 3 stoppate), McGary 9 punti e 10 rimbalzi in 15 minuti dalla panca Hornets (22-31): Mo Williams 24 punti (12 assist, 5 triple), Al Jefferson 20 punti (12 rimbalzi), Kidd-Gilchrist 20 punti Key Stats: Appena 20 i punti apportati dalla panchina degli Hornets, contro i 43 della panca di OKC MVP: Russell Westbrook, che sta mettendo su cifre da vero MVP stagionale: questa volta sono 33 i punti (12-27 al tiro, con 9-9 dalla lunetta), 10 assist, 7 rimbalzi, una rubata e sei palle perse. Losing Factor: Lance Stephenson e Marvin Williams, invece di dare un gran contributo all’attacco dalla panca, finiscono in totale con 13 punti e 5-17 al tiro, valido per un rivedibile 29%.   New Orleans Pelicans @ Miami Heat 105-91 (25-14; 27-28; 33-23; 20-26) Gli infortuni condizionano la partita: se i Miami Heat sono già privi di Bosh (out for the season), i Pelicans, senza ovviamente Holiday, perdono Davis a 3:37 dalla fine del primo quarto per un aggravarsi del problema alla spalla che l’aveva tenuto fuori all’ASG dopo un contatto con Whiteside, e Ryan Anderson dopo pochi minuti dall’inizio del secondo quarto per una distorsione al ginocchio dopo un contatto con Chalmers. Entrambi non ritorneranno per la gara e sono già considerati fuori per la prossima partita. E’ allora Eric Gordon a prendersi sulle spalle il peso dell’attacco: 16 punti nel terzo quarto, e Pelicans avanti anche di 25 punti. Arriva quindi la risposta del nuovo giocatore dei Miami Heat Goran Dragic che ne segna 10 nei successivi minuti, ma non basta a recuperare il grande vantaggio dei Pelicans, che vinceranno con scioltezza la partita. Pelicans (28-27): Eric Gordon 24 punti (6 assist, 6 triple), Asik 15 punti (9 rimbalzi), N.Cole, l’ex, dalla panca 12 punti (6 rimbalzi) Heat (23-31): Whiteside 11 punti (16 rimbalzi, 5 stoppate), Wade 19 punti (4 rimbalzi e 4 assist), Chalmers dalla panca 20 punti (9-13 al tiro) Key Stats: Ben 17 le palle perse dai Miami Heat, tra cui 4 per Deng MVP: Eric Gordon dà prova del suo talento, e finisce con 24 punti (7-18 al tiro, di cui 6-11 da tre e quattro su quattro alla linea della carità), 4 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata e una sola palla persa, nonché un gran lavoro difensivo di Dragic Losing Factor: Wade, Deng e Dragic dovrebbero essere il fulcro dell’attacco dei Miami Heat, e invece finiscono la partita con 14 su 41 dal campo (34%).   Phoenix Suns @ Chicago Bulls 107-112 (28-33; 28-19; 27-29; 24-31) Ben diversa la preparazione della partita per le due squadre: i Bulls vengono da 4 vittorie nelle ultime 5 partite, mentre i Suns devono affrontare i problemi di rotazioni seguenti alla maxi-trade con Bucks e 76ers. Brandon Knight quindi partirà dalla panchina, ma il suo contributo lo riesce a dare benissimo, come tutta la panca dei Suns che li guida ad un vantaggio di +4 a fine secondo quarto (spiccano i 12 punti di Goodwin, tutti nella prima metà di partita). Il terzo quarto inizia bene per i Suns, con le triple dei vari PJ Tucker e Knight, ma Pau Gasol riporta i tori sul -2 con una tripla dall’angolo a 6 secondi dalla fine. Nel quarto quarto è la panchina dei Bulls a fare la differenza: i primi 19 punti dell’ultimo quarto per i Bulls sono tutti realizzati dai panchinari dei tori. D-Rose con un layup vincente dopo crossover su Bledsoe porta i suoi sul +7 a 1:38 dalla fine, ma Markieff Morris mette la tripla del -1 a 25 secondi dalla fine. Due liberi realizzati per i Bulls e palla a Bledsoe, che però prende il secondo ferro sul tentativo da tre per il pareggio, e arriva l’ennesima sconfitta negli ultimi minuti per i Suns. Suns (29-27): PJ Tucker 20 punti (4 triple e 8-13 al tiro), Alex Len 13 punti e 11 rimbalzi, Marcus Morris dalla panca 17 punti Bulls (35-21): P.Gasol 22 punti (14 rimbalzi, due stoppate), Butler 19 punti, Rose 16 punti (5 assist e un solo turnover) Key Stats: Decisiva la prestazione della panchina dei Bulls nel quarto quarto: 21 punti dei 27 realizzati da Mirotic-Gibson-Snell-Brooks arrivano proprio nell’ultimo quarto. MVP: Pau Gasol, con la 36esima doppia doppia in stagione (primo nella lega): 22 punti (9 su 13 al tiro e una tripla), 14 rimbalzi, 2 assist e 2 rubate con 3 palle perse e 0 falli. Losing Factor: Troppo povera la difesa dei Suns nei momenti decisivi: è la settima sconfitta nelle ultime otto partite e la quarta con una differenza di 5 punti o minore.  

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Toronto Raptors @Houston Rockets 76-98 (18-20; 18-20; 17-28; 23-30) I Raptors arrivano da cinque vittorie di fila in trasferta, l’ultima molto convincente contro gli Hawks, ma sono privi del candidato al sesto uomo dell’anno Lou Williams, mentre i Rockets vengono dalla sconfitta contro Dallas. E’ una partita segnata dalle palle perse: 23 per squadra per un totale di 46 turnovers, tra cui alcune perle che troverete sicuramente nel prossimo Shaqtin a’Fool. Partita in sostanziale equilibrio fino al terzo quarto, quando the Beard James Harden decide che è il momento di dare una svolta alla partita, e realizza 16 dei suoi 20 punti. E’ poi la panchina a deciderla, con il gran contributo di Brewer, che, galvanizzato dalla divisa che festeggia il Capodanno cinese, ne realizza 26. Raptors (37-18): J.Johnson 27 punti-career high (4 rubate, 4 stoppate e 5 rimbalzi),  Valanciunas 11 punti (7 rimbalzi) Rockets (37-18): C.Brewer 26 punti (10 rimbalzi, 5 rubate) dalla panca, Harden 20 punti (5-12 dal campo, 7 assist, 2 rubate), Motiejunas 12 punti (11 rimbalzi, 3 rubate, 2 stoppate) Key Stats: 9 stoppate per i Rockets (2 per Motiejunas, 3 per Jones e Smith e una per the Jet Jason Terry) che costringono i Suns a tirare col 32% dal campo MVP: Corey Brewer, che in una partita priva di spettacolo ruba la scena e realizza 26 punti (12-19 al tiro, 0-2 da tre e 2-3 dalla lunetta), 10 rimbalzi, 5 rubate, 2 assist e 3 palle perse. Losing Factor: Vasquez, Lowry, DeRozan e Ross insieme fanno 10 su 43 dal campo, ed è la loro povera prestazione la  causa della sconfitta.   Sacramento Kings @ Los Angeles Clippers 99-126 (29-24; 18-42; 18-31; 34-29) I Clippers non sembrano affatto privi di una loro star (Blake Griffin) e strapazzano i Kings con una gran prova corale. La partita si decide nel secondo quarto, quando i Clippers ne fanno 42 contro i 18 realizzati dai Kings: la tripla allo scadere di JJ Redick è il fiore all’occhiello di un quarto pazzesco. I Clippers non si dimenticano certo che la partita non è finita, e nel terzo quarto concludono con un parziale di +13 per un complessivo vantaggio di +32. Alla fine del quarto quarto il vantaggio sarà leggermente ridotto, +27, ma la festa dei padroni di casa non è di certo rovinata. Kings (19-35): Omri Casspi 11 punti (17 rimbalzi), Cousins 21 punti (2 stoppate, 4 rimbalzi Clippers (37-19): Austin Rivers 28 punti dalla panca (5 triple), JJ Redick 24 punti (4 triple), DeAndre Jordan 11 punti (15 rimbalzi, 2 stopapte) Key Stats: 68 punti per la panchina dei Clippers, guidata dai 28 di Rivers e dai 23 di J-Crawford MVP: Il figlio di Doc, Austin Rivers, esplode per 28 punti con 11-19 dal campo, 5-9 da tre e un libero su due realizzato, 3 rubate, 2 assist, un rimbalzo e una palla persa in 26 minuti Losing Factor: Difficile se non impossibile parlare di un fattore che ha determinato la sconfitta in una partita finita con 27 punti di scarto.

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