NBA Recap Inside: Whiteside sempre più stella di Miami, Carmelo regola i Lakers

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MIAMI HEAT @ BOSTON CELTICS 83-75 (25-15, 44-31, 61-59)
Tornano alla vittoria gli Heat che, regolando Boston, possono dimenticare le brutte sconfitte con Dallas e Milwaukee. Ottimo primo quarto per Miami con Bosh e Whiteside sugli scudi, mentre Boston si limita a realizzare solo 5 canestri. Nel secodo periodo la storia non cambia, Boston fatica a trovare il fondo della retina e Miami allunga con le riserve chiudendo il primo tempo avanti di 13. Nella ripresa ci pensa Bradley a rendere meno noioso il match con 10 punti che riavvicinano i Celtics sul -2. Inizia l’ultimo periodo ed è Whiteside a rompere l’equilibrio. Il centro degli Heat realizza tre canestri di fila, l’ultimo dei quali è roba da stropicciarsi gli occhi: si gira benissimo sul perno e da media distanza appoggia alla tabella il +8. I Celtics non riusciranno più a tornare sotto, gli Heat mantengono almeno due possessi di vantaggio fino alla fine e si aggiudicano l’incontro. Per Boston, in attesa della trasferta di New York, è la terza sconfitta consecutiva.

HEAT (21-26): Whiteside 20 (9 rimbalzi), Bosh 18, Johnson 13 (9 rimbalzi), Ennis 8
CELTICS (16-30): Bradley 17, Zeller 17, Bass 15, Thornton 9

KEY STAT: Boston tira con il 37% dal campo contro il 41.6% di Miami. Gli Heat sono più precisi anche dalla lunetta (Celtics male con il 61%) e fanno registrare un significativo 9-3 alla voce stoppate.

MVP: Whiteside; gli Heat continuano a coccolarlo e lui ricambia. Ormai, più che una piacevole sorpresa, è una certezza per i vice-campioni della NBA. Realizza 20 punti con 10/17 al tiro, tira giù 9 rimbalzi e mette a referto anche 3 stoppate. Tutto questo senza una palla persa nè una stoppata subita in 30 minuti giocati.

LOSING FACTOR: Turner; il faro dei Celtics questa volta non si accende. Chiude la sua partita con 0 punti (0/6 al tiro) e soli 2 assist in 19’ disputati.

 

 

LOS ANGELES LAKERS @ NEW YORK KNICKS 80-94 (19-34, 39-49, 57-74)
Nella notte del Super Bowl, al Madison Square Garden di New York va di scena un match tra due nobili decadute. Si parte con 7 punti di fila di Smith per i Knicks ed i padroni di casa si portano sul 16-12 quando Hill è costretto ad abbandonare il parquet per infortunio. Senza Hill i Lakers crollano e subiscono un parziale di 10-0 firmato Anthony-Galloway. Nel secondo periodo i gialloviola si riportano a cinque lunghezze da New York ma Anthony giganteggia su un palcoscenico che lo vede come unico attore protagonista. A dimostrazione di quanto detto, il numero 7 realizza 18 punti nel solo terzo quarto (record stagionale per NY) chiudendo difatti il match. I Knicks agganciano Philadelphia abbandonando l’ultimo posto solitario ad Est. Per Anthony e compagni è la quinta vittoria nelle ultime sette partite. I Lakers, invece, raggiungono la decima sconfitta nelle ultime undici gare disputate.

LAKERS (13-35): Clarkson 19, Boozer 19 (10 rimbalzi), Johnson 11, Davis 9
KNICKS (10-38): Anthony 31, Galloway 13, Smith 9, Calderon 9

KEY STAT: Decisivo il 35.5% al tiro dei Lakers a fronte del 44.7% dei Knicks.

MVP: Anthony; con Bryant in campo sarebbe stata una sfida sicuramente più affascinante, ma in assenza del #24 gialloviola tocca solo a lui rendere piacevole una partita sulla carta noiosa. Il #7 ci prova e riesce sicuramente a regalare qualche emozione ai tifosi di casa. Segna 31 punti con 13/25 dal campo, cattura 8 rimbalzi e ci aggiunge anche 2 assist. Aumenta lo share televisivo nel terzo quarto con 18 punti e porta i suoi alla vittoria praticamente alla fine del terzo periodo.