NBA Recap Point: Heat e Pacers ancora K.O., San Antonio Vola

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A CURA DI MATTEO MURABITO

Philadelphia 76ers 94 – Chicago Bulls 102

PHI: Young 24, Wroten 17, Carter-Williams 16.

CHI: Augustin 20, Gibson 19 (13 rimbalzi), Butler 16.

A Philadelphia i Sixers perdono anche contro i Chicago Bulls, arrivando alla ventiduesima sconfitta consecutiva, a quattro partite dal record, detenuto da Cleveland. La partita però è più equilibrata di quanto ci si possa aspettare, un po’ perché i Sixers ci terrebbero ad evitare altri record di questo tipo e un po’ perché i Bulls non riescono mai a scappare sul serio. Dopo un primo quarto molto aperto, chiuso con i Bulls avanti 28-26, gli ospiti provano a crearsi un vantaggio importante sfruttando la solita partita da all-around di Noah, ma il divario in doppia cifra dura poco e all’intervallo i Sixers sono sotto di 7 punti. Il match continua così, con Chicago che prova a costruirsi un buon margine con la difesa, e con i Sixers a rispondere colpo su colpo, e nell’ultima frazione i giochi sono ancora aperti. Mullens con una tripla porta i suoi addirittura sul -1, ma i Bulls rispondono e ad 1:19 dal termine il punteggio dice 98-94 per gli ospiti. Wroten dunque sbaglia un decisivo layup e Chicago porta a casa un’importante vittoria.

 

Boston Celtics 101 – Miami Heat 96

BOS: Bradley 23, Bass 18, Sullinger 14, Rondo 9 (15 assist, 10 rimbalzi).

MIA: Wade 17, Anderson 16, Allen 14.

I Miami Heat senza Lebron James, dolorante alla schiena, perdono in casa dei Boston Celtics per colpa di un super Rajon Rondo. Partono bene però gli Heat, che nel primo quarto volano in attacco e chiudono bene in difesa, ottenendo un vantaggio di 12 punti al primo intervallo. Boston però non si arrende, e torna a farsi sotto grazie alle triple di Bradley (6 alla fine, career-high) e al comando impresso alla partita da Rondo, il quale non si fa notare per i punti ma per i suoi passaggi, come sempre, e all’intervallo lungo il divario è dimezzato. Nella terza frazione Boston si rifà sotto e prende il controllo del match, concedendo soltanto 19 punti a degli Heat senza idee e segnandone 27, e a 12 minuti dal termine del match i Celtics sono avanti di 2. Nell’ultima frazione la partita è molto aperta, con le difese che lavorano molto bene e gli attacchi molto meno, e a 3′ dalla fine il risultato è 94 pari. Miami da qui in poi però segna solo 2 punti, e Rondo con 2 floater nel finale chiude il match, per la vittoria dei Celtics.

 

Brooklyn Nets 104 – Charlotte Bobcats 99

BKN: Williams 25, Johnson 20, Livingston 17.

CHA: Jefferson 18 (12 rimbalzi), Neal 17, Henderson 13.

I Brooklyn Nets vincono contro Bobcats la loro decima gara di fila in casa, in un match decisamente combattuto e difficile. Brooklyn parte subito bene, concedendo poco in difesa e soprattutto obbligando gli avversari a un elevato numero di palle perse (15 alla fine), e a fine secondo quarto, nonostante la gara sia molto aperta, i padroni di casa sono avanti di 8 punti. Non ci stanno i Bobcats, che rispondono in apertura di terzo quarto con Neal e Jefferson, ma i Nets controllano e il vantaggio non arriva sotto i 5 punti. Nella quarta frazione però gli ospiti riescono a far breccia grazie alle scorribande di Zeller e McRoberts, e per i Bobcats arriva addirittura il vantaggio, sull’85-82. Deron Williams (25 punti per lui) però reagisce e riporta avanti i suoi, ricostruendo il vantaggio, e dopo una tripla di Neal per il -2 è ancora il numero 8 dei padroni di casa a rispondere, chiudendo in pratica la questione.

 

Memphis Grizzlies 96 – Utah Jazz 86

MEM: Randolph 21 (11 rimbalzi), Gasol 20 (10 rimbalzi), Conley 18.

UTA: Hayward 16, Burke 16, Burks 16.

I Memphis Grizzlies vincono la loro ottava partita di fila in casa contro i Jazz, nonostante il tentativo di buttare via un vantaggio di 18 punti. Memphis parte molto bene, segnando molto coi soliti Gasol e Randolph e concedendo poco ai Jazz per i primi due quarti (19 nel primo e 13 nel secondo), per portarsi in vantaggio di 16 punti all’intervallo. La partita sembra senza storia, ma nel terzo quarto gli ospiti reagiscono con Hayward e Burks e riescono a portarsi a -4, prima della risposta dei Grizzlies che chiudono bene la frazione, riportandosi avanti in doppia cifra. La marcia dei Jazz però non è finita, e con un’ottima difesa gli ospiti riescono a portarsi in parità sull’84 pari a 5:39 dal termine. Da lì in poi però Memphis sfodera una grande prova difensiva, concedendo soltanto 2 punti e costringendo gli avversari a 5 palle perse, per chiudere il match con una vittoria.

 

New Orleans Pelicans 100 – Toronto Raptors 107

NOP: Aminu 19 (10 rimbalzi), Evans 18, Gordon 15.

TOR: DeRozan 31, Lowry 23, Johnson 17.

Dopo la mostruosa prestazione di Domenica, Anthony Davis salta il match contro i Raptors per un’infezione respiratoria e i suoi Pelicans escono sconfitti da un match a lungo dominato. Partono bene i padroni di casa, che nonostante l’assenza della loro stella sfruttano un ispirato Aminu, autore di 19 punti, e il solito Eric Gordon, e a fine primo quarto il risultato dice 32-24 Pelicans. Nella seconda frazione New Orleans allunga ancora, portandosi sul +14, ma a questo punto reagiscono per i Raptors i due uomini più rappresentativi, Lowry e soprattutto DeRozan, che guidano la rimonta e portano lo svantaggio ad un solo punto all’intervallo lungo. I Pelicans a questo punto tornano a fare la voce grossa, ma non riescono mai a staccarsi veramente, e a 2′ dal termine i Raptors si portano in vantaggio con l’ex Vasquez, autore di 9 punti nell’ultima frazione, e non lo perdono più, vincendo un match importante per la corsa al terzo posto ad Est.

 

A CURA DI ARIO ROSSI

NEW YORK KNICKS-INDIANA PACERS 86-92

New York deve continuare a vincere per alimentare le ormai assai residue speranze di postseason. Indiana vuole vincere al MSG per allungare sugli Heat, caduti a Boston. La partita è equilibrata nei primi 11′, poi i Knicks chiudono il primo quarto sul 21-14. Dopo un 16-2 nato dalle mani di Stoudemire e Felton, New York conduce a metà del secondo periodo 39-23. Dopo l’intervallo, Indiana recupera fino al -7 (53-46) con un 9-0 che serve per riaprire il match, ma un fallo di Copeland su tripla di Anthony danno di nuovo il +10. I Pacers tornano a -3 prima del buzzer beater di Prigioni a chiudere il periodo. I Knicks vogliono scappare, ma Indiana è ancora a -4 (80-76) a 4′ dal termine. Anthony segna due canestri fondamentali per il +9; Stephenson e George sono gli ultimi ad arrendersi, ma New York controlla e porta a casa un’importante vittoria.

NYK: Felton 11, Anthony 34, Prigioni 5, Shumpert 3, Chandler 7+14, Smith 7, Hardaway jr 2, Stoudemire 21, Aldrich 2, Brown

IND: Hill 7, Stephenson 21+9, George 17, West 8, Hibbert 20, Copeland 2, Turner 3, Scola 4, Allen 1, Mahinmi 3, Sloan

DALLAS MAVERICKS-MINNESOTA TIMBERWOLVES 122-123 OT

I Mavericks hanno sempre sofferto i T’Wolves quest’anno, ma devono batterli per continuare nella corsa al sesto posto. Minnesota – anche se ormai fuori dalla lotta – vuole rimanere oltre il 50% di vittorie. Minnesota parte forte: dopo i primi minuti in equilibrio, riesce a portarsi sul +10 prima e sul +15 (37-22) poi. 9-0 ad avvio del secondo quarto e Minnesota va vicino a doppiare i padroni di casa (46-24). Da lì la svolta, 28-6 e Dallas è a -3 (55-52 a 3′ dall’intervallo). I T’Wolves tornano a +10, però Carter sulla sirena avvicina i suoi. Dallas prova a riagganciare gli avversari, però Minnesota risponde colpo su colpo. 94-87 per gli ospiti a fine periodo. Hummel mette due triple (107-94 a 7′ dalla fine) che potevano tagliare le gambe ai Mavs. Questi però non vogliono deludere i tifosi e, con 16-2 di parziale, mettono la testa avanti 113-111 grazie ad Ellis, poi due liberi di Rubio – che manderà a referto una tripla doppia da 22 punti, 10 rimbalzi e 15 assist – mandano la gara ai supplementari. Qui Dallas parte forte con l’ennesima bomba di Ellis a dare il +5. Costa caro il sesto fallo di Carter che consegna tre liberi, poi trasformati, a Love che impatta a quota 120. Nowitzki con il suo tiro instoppabile porta a +1 i suoi con 34′ da giocare, ma gli risponde Love a 17′ dal termine. Il tiro della vittoria di Dirk non va e Dallas perde terreno per la lotta al sesto posto.

DAL: Calderon 12, Ellis 22, Marion 16+11, Nowitzki 27, Blair, Harris 13, Dalembert 7+14, Carter 14, Wright 7, Ellington, Crowder 4

MIN: Rubio 22+10+15, Martin 19, Brewer 13, Love 35, Barea 15, Budinger, Cunningham 3, Dieng 10+11, Hummel 6

DENVER NUGGETS-DETROIT PISTONS 118-109

Quello che ad inizio anno si prospettava come un derby italiano, non vede invece nessun nostro portabandiera in campo. Due squadre ormai fuori dalla postseason vogliono comunque dimostrare che non mollano. Stuckey sulla sirena dà il vantaggio ai suoi a fine primo periodo. Quel canestro apre il parziale di 11-0 che porta i Pistons sul 37-27. Questi conducono sempre attorno alla doppia cifra e a metà gara sono avanti 61-54. Nel terzo quarto Denver, sospinta dalle sue guardie Brooks-Foye recupera e al 36′ conduce 85-84. Ancora i due Nuggets scavano il solco decisivo (104-91 a 6′ dalla fine). Villanueva prova a scuotere la sua Detroit (113-109 a 54″ dalla sirena) ma Denver si difende e chiude i conti.

DEN: Foye 22, Faried 15, Brooks 27+17, Fournier 11, Miller 5, Arthur 13, Vesely, Hickson 11+11, Mozgov 11+9, Randolph 3

DET: Jennings 7, Caldwell-Pope 9+10, Smith 8, Monroe 22, Bynum 12+10, Stuckey 18, Singler 13+9, Jerebko 7, Villanueva 13

PHOENIX SUNS-ORLANDO MAGIC 109-93

Phoenix ospita dei Magic che aspettano solo fine giugno. Non può perdere, perché ogni gara che perde dal terzetto Warriors-Mavs-Grizzlies si traduce in un rafforzamento del nono posto, “primo tra gli ultimi”. Al 6-0 iniziale dei Magic rispondono subito i Suns con 9-0 di parziale. La partita rimane comunque sempre in equilibrio sia nel primo quarto (25-25), sia nel secondo (52-52). 7-0 e Phoenix prova a scappare ma la tripla di Afflalo con fallo subìto trova di nuovo la parità (67-67) al 33′. È il momento di chiuderla per i Suns: 23-4 tra fine del terzo ed inizio del quarto periodo manda i padroni di casa sul 97-78 e gli ultimi 7′ sono puro garbage time.

PHX: Dragic 18, Bledsoe 7, Green 14, Tucker 8, Frye 12, Plumlee 10+9, Markieff Morris 12, Marcus Morris 8, Smith 4, Randolph, Goodwin 5, Christmas 2, Len 9

ORL: Nelson, Oladipo 14, Afflalo 20, Harris 23+9, Vucevic 8, Moore, Harkless 1, O’Quinn 6+11, Maxiell, Nicholson 9, Lamb 2, Price 4, Dedmon 6

LOS ANGELES LAKERS-SAN ANTONIO SPURS 109-125

San Antonio arriva allo Staples Center in striscia aperta di 11 vittorie di fila. I Lakers..vabbè per inquadrare la situazione diciamo che Kobe non parla con “coloro che sono 20gare sotto il 50%”. I Lakers provano a fare la partita, poi quando San Antonio decide di accelerare segna 14-2 di parziale che la manda sul 25-15 dopo 7′. I Lakers non si danno per vinti e a metà secondo periodo raggiungono e poi superano gli Spurs (42-40) sotto la spinta di Henry, già a quota 17. Anche dopo la metà gara persiste l’equilibrio, anche se 5 punti consecutivi di Belinelli danno un po’ di respiro (80-75). A 11′ dalla fine i Lakers sono ancora lì (72-69). Un parziale di 10-3, dove il Beli contribuisce con una tripla e un assist a Mills, chiude di fatto il match (114-100 a 4′ dal termine) e dà a San Antonio la 12esima vittoria di fila.

LAL: Meeks 11, Johnson 8, Gasol 22+10, Marshall 10, Bazemore 13, Brooks, Henry 24, Kelly 14, Sacre 7+11

SAS: Parker 25, Green 16, Belinelli 10, Leonard 22+10, Duncan 12+16, Splitter 10, Mills 7, Ginobili 13, Diaw 8, Joseph 2, Baynes