NBA Recap Point: I Clippers fanno 50, I Sixers 25 di fila

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Charlotte Bobcats 89 – Houston Rockets 100

CHA: Walker 22, Jefferson 20 (11 rimbalzi), Henderson 13.

HOU: Harden 31, Jones 18, Parsons 11.

I Rockets vincono a Charlotte la loro quarta partita consecutiva, guidati da un immenso James Harden, autore di 31 punti. Il match si apre all’insegna dell’equilibrio, con le due squadre mai troppo distanti tra loro, ma con Houston quasi sempre avanti grazie soprattutto ad un’ottima difesa. Charlotte tira male dal campo (37,2 %) e da 3 (19 %), ma rimane in partita grazie ai tiri liberi segnati, il doppio rispetto a Houston, e dopo due quarti gli ospiti, nonostante una migliore percentuale al tiro, sono avanti di soli 4 punti. Nel terzo periodo i Bobcats riescono a mettere la testa avanti soltanto una volta, con due liberi di Jefferson a 2:44 dal termine, ma i Rockets rispondono con un 13–2 a loro favore per chiudere la frazione, che li porta per la prima volta ad un vantaggio in doppia cifra. Nel finale Houston resiste ai tentativi dei Bobcats di rientrare in partita e chiude i conti con il solito Harden, per un’altra vittoria in trasferta.

 

Atlanta Hawks 95 – Phoenix Suns 102

ATL: Millsap 19, Carroll 19, Teague 17.

PHX: Bledsoe 20, Dragic 19, Frye 18.

I Phoenix Suns vincono in trasferta ad Atlanta la loro quarta partita consecutiva, costringendo i padroni di casa alla terza sconfitta di fila. Partono bene i Suns, che nei minuti iniziali del primo quarto concedono poco in difesa e si guadagnano un buon margine attorno ai 6 punti, grazie a Channing Frye. Gli Hawks però reagiscono subito, e chiudono il primo quarto sotto di soli 2 punti, per poi passare al comando nella frazione successiva, concedendo a Phoenix soltanto 17 punti, contro i 22 segnati. Nella ripresa però si svegliano Dragic e Bledsoe, assenti ingiustificati fino a quel punto, e grazie ai 26 punti combinati dai due tra terzo e quarto periodo Phoenix vola sul +9 a fine terzo quarto, per poi guadagnare un vantaggio in doppia cifra che permette agli ospiti di chiudere il match in anticipo e di rimanere agganciati al treno peri i Playoff.

 

Miami Heat 93 – Portland Trail Blazers 91

MIA: James 32, Bosh 15, Andersen 13 (11 rimbalzi).

POR: Lillard 19, Williams 17, Matthews 15.

I Miami Heat privi di Dwyane Wade battono in casa Portland, priva di Aldridge, costretti a rivincere una partita che sembravano aver già messo in cassaforte. Entrambe le squadre partono bene, mostrando una gran voglia di vincere, ed è Lillard, in assenza di Aldridge, a portare avanti i Blazers, che chiudono il primo quarto in vantaggio 25-22. Miami però nella seconda frazione rispolvera un po’ della sua difesa, e concedendo soltanto 17 punti contro i 24 segnati si porta avanti di 4 lunghezze. Nella ripresa gli Heat continuano a lottare da entrambi i lati del campo, costringendo i Blazers a faticare molto per prendere un tiro decente e liberando il solito James in attacco, capace di creare per sè e per i compagni, e nel quarto periodo gli Heat si trovano avanti anche di 17 punti. Comincia però a questo punto un completo blackout dei padroni di casa, che concedono ai Blazers di tornare sotto e di pareggiare con 2 liberi di Williams a meno di 1′ dal termine. A questo punto però Lebron risponde da campione, segnando un layup a 11″ dalla fine, e Bosh lo segue stoppando il tentativo finale di Lillard di pareggiare i conti.

 

Chicago Bulls 89 – Indiana Pacers 77

CHI: Gibson 23, Hinrich 18, Dunleavy 13.

IND: George 21, Hill 17, West 14.

I Chicago Bulls vincono in casa contro gli Indiana Pacers che non sanno più segnare: dopo i 71 punti dell’ultima partita contro Memphis ne arrivano 77 contro i Bulls, non un ottimo segnale, visto che ai Playoff sarà ancora più difficile segnare. Nei primi due quarti entrambe le squadre fanno molta fatica a trovare il canestro: nessuna delle due squadre va oltre il 35 % dal campo (merito anche delle difese, chiaramente) e il punteggio all’intervallo è 34-33 per Indiana. Nella ripresa però Chicago parte forte, mettendo subito a segno un parziale di 12-0, che risulterà decisivo ai fini del match, e guadagnando un vantaggio in doppia cifra. I Bulls arrivano anche a +15, ma i Pacers tornano a farsi sotto, e nel quarto periodo arrivano per tre volte a –6, per poi essere però sempre ricacciati indietro dai padroni di casa, che vincono agevolmente.

 

Memphis Grizzlies 109 – Minnesota Timberwolves 92

MEM: Conley 23, Randolph 17, Gasol 14 (12 rimbalzi).

MIN: Love 16, Brewer 15, Martin 13, Dieng 11 (17 rimbalzi).

I Memphis Grizzlies vincono la loro decima partita di fila in casa, battendo i T’Wolves in un match mai realmente aperto, e continuano ad avere buone speranze di fare i Playoff. Memphis parte subito forte, costringendo gli ospiti a forzare molto in attacco e a segnare soltanto 15 punti nella prima frazione e mettendone a referto 30 dall’altra parte del campo. I Grizzlies non si fermano ad ammirare il proprio vantaggio e continuano a giocare bene, andando all’intervallo sopra di 18 punti, grazie ad un grande Conley, autore di un match completo (23 punti, 6 assist, 5 rimbalzi, 2 rubate) e ai soliti Gasol e Randolph. Nella terza frazione il vantaggio continua ad aumentare, fino al +24, ma a quel punto Minnesota si sveglia, mettendo a segno un parziale di 15-4, che riporta lo svantaggio a 13 punti. L’ultimo periodo però si apre con un 12-0 per i Grizzlies, che di fatto spegne ogni speranza.

 

NEW ORLEANS PELICANS-BROOKLYN NETS 109-104 OT

Brooklyn, la squadra più vincente del 2014 e quella più in forma, è attesa da un’ostica trasferta in Louisiana. I Nets partono determinati e cercano sempre di creare un po’ di gap tra le due squadre. Ci riescono sul 17-10, trascinati da uno scatenato Pierce, e poi sul 26-20 di fine primo periodo. Ad inizio secondo quarto, Brooklyn cerca il parziale decisivo sfruttando la second unit. A 9′ dall’intervallo conducono 37-24 grazie a Blatche e Teletovic. Le bombe di Rivers e Babbitt tengono i Pelicans intorno alla doppia cifra di ritardo, ma ancora Pierce e Williams portano i suoi sul 54-33 al 3′ dalla pausa lunga. New Orleans segna i successivi otto punti però a metà gara i newyorkesi conducono 58-42. I Nets ritoccano il massimo vantaggio (66-44), ma i padroni di casa trovano le forze per rispondere con un sontuoso 17-1 che rimette tutto in discussione. Williams con 4 punti in fila ristabilisce il +10 (71-61) e Johnson allunga a +13. Da lì in poi ci pensa Evans – 15 punti nel terzo periodo dopo una prima metà gara con 10 punti ma 5 palle perse – che chiude il quarto con tripla e fallo subìto. Si entra negli ultimi dodici minuti con Brooklyn avanti 76-73. 8-0 e i Nets si ritrovano a +9 (84-75). Davis si mette in proprio e trascina i suoi al -2, poi ci pensa Evans con due canestri consecutivi a dare il primo vantaggio dei locali (91-89 a 3′ dalla fine). Evans segna i liberi del 98-93 a un minuto dal termine però Plumlee e poi Pierce a 24″ dalla sirena mandano la gara al supplementare. Qui decidono la gara tre triple dei Pelicans (109-100 a 2′ dalla fine), una di Roberts e due di Morrow, che aveva sbagliato il tiro della vittoria nei regolamentari.

NOP: Aminu 3, Davis 24+14, Evans 33+10, Roberts 17, Ajinca 6+9, Morrow 11, Rivers 10, Babbitt 5, Miller, Stiemsa, Withey

BKN: Williams 23, Johnson 15, Pierce 24, Livingston 10, Thornton 3, Anderson 2, Gutierrez, Teletovic 9, Blatche 12, Plumlee 6+11

 

OKLAHOMA CITY THUNDER-DENVER NUGGETS 117-96

Okc non può perdere per non staccarsi dal primo posto occupato dagli Spurs, ma l’avversario – nonostante l’ennesimo infortunio a un elemento importante come Hickson, e con anche Chandler e Vesely out – non è da sottovalutare. Partita equilibrata nei primi 5 minuti con Denver che non si tira indietro, ma i Thunder trovano 4 triple di fila che li spingono sul 22-13. Okc non sbaglia praticamente nulla e il buzzer beater di Lawson (41-24) rende solo meno amara la prima pausa. Quel canestro apre il parziale di 12-0 che riavvicina i Nuggets, ma Okc non si fa sorprendere e ritorna a +15 e il distacco rimane sempre più o meno lo stesso fino all’intervallo (72-58). Dopo la pausa lunga Denver non ce la fa mai a raddrizzare le sorti dell’incontro e la gara si trasforma in un lungo garbage time nel quale Butler ha modo di segnare il primo ventello con la maglia dei Thunder.

OKC: Durant 27, Ibaka 15, Jackson 16+11, Lamb 2, Butler 23, Jones 5, Collison 10, Adams 10, Fisher 7, Roberson 2, Shakur

DEN: Lawson 25, Foye 11, Faried 11+11, Brooks 5, Fournier 6, Randolph 8, Miller 12, Arthur 6, Mozgov 12+9

 

SAN ANTONIO SPURS-PHILADELPHIA ’76ERS 113-91

Solo una formalità per gli Spurs che possono allungare la loro striscia di vittorie. Anche ufficialmente sulla loro pagina Facebook, i Sixers stanno solo facendo il countdown di quante gare mancano alla fine. Il primo quarto è equilibrato, anche grazie agli spunti di Thompson, Young e Carter-Williams. Tra fine del primo ed inizio del secondo periodo, San Antonio accelera e, con un 19-0 di parziale, chiude i conti già al 18′ (45-24). Mullens prova a scuotere i suoi con 11 punti, ma Duncan fa il bello e cattivo tempo e gli Spurs all’intervallo conducono 60-44. I Sixers tornano a -10 (69-59) ma un Daye ispirato – chiuderà come quota 22, top scorer del match – li respinge indietro, infatti a fine terzo quarto gli Spurs sono avanti 89-68. Ultimo periodo è puro garbage time: 14 vittorie di fila per i texani, 25 sconfitte consecutive per Phila, ad una sola dal record dei Cavs post-LeBron.

SAS: Belinelli 9, Leonard 15, Duncan 19, Mills 15, Ginobili 9, Diaw 7, Ayres 5, Joseph 12, Baynes, Daye 22

PHI: Carter-Williams 17, Anderson 10, Thompson 8, Young 17, Maynor, Williams 14, Mullens 15, Nunnally, Sims 10, Varnado, Ware

 

UTAH JAZZ-DETROIT PISTONS 94-114

Partita che non serve più a niente alle due squadre, ma serve ai giocatori per cercare di mettersi in mostra. Parte bene Detroit, però la coppia Hayward-Kanter tiene a contatto i Jazz e si va al primo mini riposo sul 26-23. Nel secondo periodo Drummond domina i lunghi avversari e con 10 punti praticamente consecutivi dà il via al parziale che porta i Pistons sul +20 (60-40) a metà gara. I Jazz hanno un sussulto con Jefferson che li porta a -12 (76-64), ma poi 8 punti in fila di un ritrovato Jennings ristabiliscono le distanze. Negli ultimi due minuti scarsi c’è spazio anche per Datome che segna un canestro in tap-in su errore di Jerebko.

UTA: Burke 15, Hayward 32, Jefferson 12, Williams 11, Favors 4+9, Garrett 4, Clark 2, Kanter 14, Evans, Gobert, Lucas III, Thomas

DET: Jennings 15, Caldwell-Pope 13, Smith 12, Monroe 18+11, Drummond 19+14, Bynum 2+9, Stuckey 19, Singler 5, Jerebko 7, Datome 2, Siva, Mitchell 2

 

LOS ANGELES CLIPPERS-MILWAUKEE BUCKS 106-98

I Clippers affrontano dei derelitti Bucks per acciuffare la vittoria numero 50, solo la quarta squadra quest’anno dopo Spurs, Pacers e Thunder. È ottima la partenza dei padroni di casa, che segnano tanto come al solito ma concedono anche poco in difesa, e a 2′ dal termine del primo quarto i Clippers sono avanti di 15 punti. I Bucks però rispondono, e in quei due minuti finali recuperano 5 punti, e lo stesso fanno nel secondo quarto, riacciuffando la partita e chiudendo all’intervallo sotto di 5. I Clippers però provano nuovamente a scappare, e per lunghi tratti del terzo quarto mantengono un vantaggio in doppia cifra, ma a 12′ dal termine del match i punti a distaccare le due squadre sono ancora 5. Milwaukee si fa ancora più vicina, arrivando fino al -2 grazie a Session e un inaspettato Jeff Adrien, ma non passa mai in vantaggio e i Clippers allungano per ottenere la vittoria.

LAC: Paul 14, Barnes 8, Griffin 27+14, Jordan 6+10, Collison 15, Crawford 13, Dudley 5, Granger 9, Turkoglu, Davis 9

MIL: Knight 9, Mayo 8, Middleton 4, Antetokounmpo 9, Sessions 28, Henson 10, Adrien 14, Pachulia 14, Udoh 2

 

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