NBA Recap Point: Nowitzki e Nash nella storia, cadono San Antonio e Miami

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AP Photo/Jonathan Bachman

6 partite nella notte Nba dopo la pausa dovuta alla finale di Ncaa e tanti motivi di interesse e curiosità con nuovi record raggiunti ed altri, invece, che si sono interrotti. Per quanto riguarda le posizioni nelle Conference nessuno stravolgimento, ma una situazione che rimane stabile.

MINNESOTA TIMBERWOLVES 110      SAN ANTONIO SPURS 91

Incredibile sorpresa al Target Centre dove la franchigia di Minneapolis travolge nettamente gli Spurs dopo una partita senza storia dal primo minuto. Trascinati da uno straordinario Rubio con 23 punti e 10 tiri a bersaglio (massimo in carriera), i Twolves partono a razzo già nel primo quarto andando a chiudere in vantaggio 27-19 alla prima sirena. Nel secondo periodo arriva la mazzata finale per i texani che vanno nello spogliatoio sotto addirittura di 20 lunghezze (54-34). Rientrati dagli spogliatoi però la musica non cambia anzi, Minnesota continua a correre e a macinare punti e arriva, con un gioco da 3 punti del rookie Dieng, a toccare il massimo vantaggio sul 65 a 37. Uno scatto di orgoglio di SA porta un parziale di 14 a 4 all’inizio dell’ultimo quarto ma è un semplice fuoco di paglia in una partita più che pessima. Termina 110 a 90 con gli speroni che non hanno saputo sopperire all’assenza dell’infortunato Tony Parker, viste le numerose palle perse ed anche la pessima mira oltre l’arco dei 3 punti (4/17). Male anche Belinelli che chiude con appena 3 punti nel grigiore generale.

SACRAMENTO KINGS 92      OKLAHOMA CITY THUNDER 107

Dopo l’inaspettata sconfitta contro Phoenix, i Thunder questa volta rispettano il pronostico e travolgono Sacramento nonostante Durant abbia messo fine alla sua striscia-record di partite con almeno 25 punti a referto e Westbrook non abbia messo piede sul parquet. Oklahoma blinda così il secondo posto ad Ovest tenendo a bada i Clippers. Nel secondo quarto arriva il parziale che fa la differenza e che porta i Thunder a condurre 61 a 49. Sacramento è dura a morire e rientra nel match grazie ad un terzo quarto di grande produzione offensiva prima che OKC chiuda ogni velleità nell’ultimo periodo, grazie ad un parziale di 22 a 15. Durant si ferma “solo” a quota 23 punti, gli stessi di un ottimo Caron Butler subentrato dalla panchina. Molto bene anche lo spagnolo Ibaka con 19 punti e Jackson con 13. I kings, che non hanno potuto disporre di Rudy Gay e Reggie Evans, trovano la doppia doppia di Cousins da 24 punti e 14 rimbalzi. Molto bene anche Outlaw che chiude con lo stesso numero di punti del più famoso compagno di squadra.

BROOKLYN NETS 88        MIAMI HEAT 87

L’incontro  più palpitante e bello della notte si è giocato sicuramente in Florida dove Miami ha perso la quarta partita della sua stagione (su 4 giocate) contro i Brooklyn Nets di coach Kidd. A deciderla un’incredibile stoppata a 4 secondi dalla fine di Mason Plumlee su LeBron James. Un’azione spettacolare, ma forse viziata da un fallo, che ha difatti  scatenato le furiose proteste del 4 volte Mvp. Gli ospiti hanno provato a scappare nel primo quarto con un deciso break di 26 a 14 ma, trascinati da James e con Wade ancora fuori per infortunio, gli Heat hanno risposto con il loro parziale di 29 a 18 nella seconda frazione. Il secondo tempo è stata un’altalena di emozioni e sorpassi conclusasi con la stoppata del rookie ai danni del Prescelto. Per i vincitori grandi prestazioni di JJ con 19 punti e di Thornton con 16; il tutto, senza dimenticare il solito contributo di esperienza di Paul Pierce da 14 punti. Fra i vinti, James si distingue al solito in positivo grazie alla doppia doppia di 29 punti e 10 rimbalzi. Dai compagni arriva un misero contributo con Bosh e Cole che a malapena raggiungono la doppia cifra nella voce “punti”.

DALLAS MAVERICKS 95    UTAH JAZZ 83

I Mavs non potevano sbagliare la partita più facile di questo finale di stagione e così è stato. In attesa del trittico conclusivo San Antonio-Memphis-Phoenix, i campioni del 2011 rafforzano il loro settimo posto ad Ovest grazie a questa agevola vittoria messa al sicuro già dal primo quarto con il terribile break di 39 a 25. Un vantaggio che è stato poi amministrato agevolmente dai texani nei tre periodi rimanenti. Nowitzki continua a riscrivere la storia, essendo entrato nella top ten fra coloro che hanno segnato più punti nella storia della lega. Dopo Dominique Wilkins, il sorpasso si è consumato ai danni di Oscar Robertson, grazie al canestro dell’83 a 65. Il tedescone chiude al solito come il migliore dei suoi grazie ai 21 punti messi a segno. Dallas però vanta altri 5 giocatori in doppia cifra ossia il quintetto (Dirk-Ellis-Calderon-Marion-Dalembert) più il solito contributo di Carter, letale da dietro l’arco. Per i Jazz non bastano le prestazioni di Kanter da 15 punti e ben 19 rimbalzi e quella di Favors da 19 punti e 7 rimbalzi.

HOUSTON ROCKETS 145   LOS ANGELES LAKERS 130 

Come al solito quest’anno, quando ci sono i Lakers di mezzo, partita da grande abbondanza di punti da una parte e dall’altra. A beneficiarne sono ancora una volta gli avversari e questa volta tocca agli Houston Rockets. Dopo un primo tempo conclusosi 66 a 61, la differenza avviene nel terzo periodo con la franchigia bianco-rossa che arriva a segnare ben 49 punti in 12 minuti. In doppia cifra ci vanno ben 6 giocatori con Harden e Jones che troneggiano dall’alto dei loro 33 punti a testa. Il Barba ci mette anche la bellezza di 12 assist, mentre Motiejunas e Asik non fanno rimpiangere Howard e arrivano in doppia doppia grazie ai 13 punti + 15 rimbalzi del primo e ai 10+15 del secondo. I giallo-viola però non hanno voluto essere da meno e nell’ultima frazione hanno segnato 40 punti anche se senza sfiorare minimamente la rimonta. Nella truppa di D’Antoni si sono distinti Meeks con 30 punti e  Young con 32. Le due squadre con i 275 punti realizzati hanno avvicinato il record di 284 che Phoenix e Golden State hanno realizzato nel marzo 2009. I californiani possono consolarsi grazie al nuovo record di Steve Nash che, con i 5 assist serviti nella notte, sale al terzo posto nella classifica degli assist-men di tutti i tempi. Davanti a lui altre due leggende come Stockton e Kidd.

ATLANTA HAWKS 95    DETROIT PISTONS 102

Nell’ultima partita della notte, ritorno alla vittoria di Detroit dopo 10 sconfitte consecutive. I Pistons colgono un inaspettato successo contro Atlanta, squadra impegnata per centrare l’ottavo posto ad Est che significherebbe playoff. Per gli Hawks una  brutta sconfitta che dovrebbe comunque consentire di tenere ancora dietro i Knicks. La partenza di Detroit è ottima anche senza l’ex di turno Josh Smith: il 42-29 ad inizio secondo quarto sembrava già un indizio su quella che sarebbe stata la partita, ma Atlanta nel terzo periodo, con un parziale di 14 a 0 targato Millsap, aveva sorpassato i rivali. Detroit però era in una serata di grazie e con le sue twin towers Monroe-Drummond (21+13 il primo, 19+17 il secondo), si è ripresa il comando senza più mollarlo fino alla fine. Altro grande protagonista della vittoria è stato Stuckey che, partito in quintetto, ha aggiunto al suo referto 29 punti compresi i 6 liberi finali che hanno spento le ambizioni di rimonta di Korver e soci. Tanto per cambiare il nostro Gigi Datome ha apprezzato tutta la partita in panchina.

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