NBA Recap Point: Prima W per OKC dal ritorno di Russ, 40 per Dragic

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UTAH-CLE, MEM-OKC, NY-GS, DAL-CHI A CURA DI GIANNI FANTETTI

Utah [email protected] Cleveland Cavaliers 79-99
Alla Quicken Loans Arena i padroni di casa ricevevano gli Utah Jazz, squadra che finora aveva a tratti ben figurato con le altre franchigie NBA, ma che purtroppo per via della Conference troppo competitiva ha ben poco da dire a questa stagione.
Dopo un primo quarto concluso sul +7 per gli ospiti, sul 27 – 20, gli uomini di coach Mike Brown cominciano sin dall’inizio del secondo periodo a martellare la retina avversaria e rimontare il gap iniziale fino a fermarsi sul -2, 41 – 39 alla pausa lunga, guidati dal duo Irving – Hawes.
Al ritorno sul parquet avviene la svolta, e i Cavs sospinti ancora dalla coppia di cui sopra liquidano con una certa disinvoltura gli uomini di coach Tyrone Corbin, con uno scarto importante per quella che era parsa la dinamica dei primi 10’ di gioco.
A nulla sono valse le prestazioni discrete di Richard Jefferson e Gordon Hayward per gli ospiti, che si sono dovuti arrendere dinanzi alla superiorità di Irving & Co.

[email protected] Oklahoma City Thunder 107-113
Alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma, Durant & Co. attendevano l’arrivo dei Memphis Grizzlies, in piena bagarre per l’ottavo posto della Western Conference, ultimo posto utile per poter disputare la post season.
Partita tutto sommato piacevole, con i padroni di casa che almeno nella prima metà del match non hanno patito in particolar modo gli avversari, con una bella prova di Westbrook e un KD in versione ‘relax’ a smazzare assist per i suoi compagni.
Nel secondo tempo gli ospiti non hanno potuto nulla contro l’esplosione di KD, fino a quel momento più accentratore e passatore che realizzatore, ‘solo’ 15 per lui alla pausa lunga.
Difatti lo stesso Durant nella ripresa rifila 22 punti con una certa disinvoltura a una delle 2/3 difese migliori della Lega e senza troppi giri di parole porta OKC all’ennesima vittoria stagionale, la 44esima che permette ancora agli uomini di Brooks di vedere tutti dall’alto verso il basso della Western Conference.

New York [email protected] Golden State Warriors 103-126
Al Madison Squadre Garden di New York andava in scena una delle partite più interessanti della notte NBA, con i padroni di casa desiderosi di conquistare una vittoria per poter ancora sperare nell’ottava posizione in coda alla Eastern Conference ( ultimo posto utile per definire la griglia dei Playoffs) e gli ospiti dei Warriors, che dal canto loro dovevano ben guardarsi le spalle e consolidare la loro sesta posizione nella Western Conference.
Beh ci si aspettava una partita spettacolare almeno dal punto di vista offensivo, e così è stato.
Purtroppo per i Knicks però gli avversari di questa notte erano troppo forti, e questo lo si era capito sin dai primi minuti, i primi 10’ per l’esattezza, quando gli stessi si erano aggiudicati il primo periodo con un 27 – 38, un +11 che lasciava presagire cose non proprio fantastiche per i padroni di casa.
Purtroppo anche il secondo quarto è andato agli ospiti, che si sono portati così alla prima pausa sul +21, 52 – 73, mettendo già dopo i primi 20’ la parola fine a quest’autentico incubo per gli uomini di coach Woodson.
La seconda parte è servita sostanzialmente a Curry & Co. solo ed esclusivamente per dare minuti importanti alla panchina, per rodare i meccanismi in vista dei probabili Playoffs che disputeranno dopo questa più che positiva Regular Season.
Alla sirena finale il box score recita un eloquente -23 per i padroni di casa, che escono con le ossa rotte e con un 103 – 126 che non ammette repliche.

Dallas [email protected] Chicago Bulls 91-100
All’American Airlines Center di Dallas i padroni di casa ricevevano i Chicago Bulls di coach Tom Thibodeau, una delle squadre senz’ombra di dubbio più in forma della Lega.
Nel primo quarto la partita sembrava essersi incanalata in favore dei Mavs di Nowitzki & Co, e anche la difesa non soffriva particolarmente le sortite offensive degli ospiti.
Purtroppo per loro però qualcosa nel secondo periodo si è inceppato, e non solo dal punto di vista offensivo, incrementando così la fiducia degli ospiti che volevano continuare a tutti i costi a stupire. Difatti, dopo la fine del secondo quarto, la squadra dell’Illinois aveva ridotto il gap a soli 3 punti, sul 54 – 51, il che per non era proprio una bella notizia per gli uomini di coach Carlisle.
Al ritorno dalla pausa lunga le due squadre hanno ribattuto colpo su colpo all’avversario concludendo il terzo periodo in perfetta parità sul -3, 76 – 73.
Negli ultimi e decisivi 10’ però qualcosa sembra essere cambiato, e come la storia c’insegna, una partita che sembrava essere nei primi minuti nelle mani di una squadra si è magicamente spostata nelle mani degli ospiti in tal caso, che han finito per espugnare un parquet ostico come quello dei Mavericks col punteggio di 91 – 100, concludendo l’ultimo quarto con un parziale di 27 -15.

Charlotte [email protected] San Antonio Spurs 82-92
Vittoria non semplice per i Spurs su Charlotte nella notte di celebrazione dei Marines. Parte bene Kemba Walker con la bomba e Al Jefferson lo segue. Manu non è in gran forma e i turnover sono molti con Charlotte che va sul +10. A inizio terzo quarto San Antonio torna sotto, e Duncan supera Olajuwon nella classifica All Time dei rimbalzisti.
Il primo vantaggio Spurs della ripresa lo dà Belinelli su un ottimo servizio di Duncan. Neal pareggia i conti, ma Duncan e Belinelli (da 3)costruiscono l’80-85 a 1 minuto e mezzo dal termine. L’and-one magico di Ginobili chiude i conti; decisivo Duncan con 17 e 16 rimbalzi, Ginobili con 15 e Beli e Mills con 14.

New Orleans [email protected] Phoenix Suns 104-116
Era in dubbio la presenza di Goran Dragic in questa gara; ma il play sloveno c’era e si è visto eccome nell’attesa di recuperare, nell’arco di poco tempo, Eric Bledsoe. Parte subito bene Davis contro la’altro “go to guy” Goran Dragic che segna 15 nel 1o quarto. Tyreke Evans entra in campo dopo essere stato bloccato un’oretta nell’ascensore dell’albergo e segna una bomba, ma Tucker dall’angolo in transizione regala il +4 Phoenix. Davis inizia il 3o quarto pareggiando il match per poi segnare il +1. NO prova la fuga andando sul +7, ma Phoenix torna sotto con i 5 consecutivi di Dragic. I Suns rimontano e dilagano grazie ai 33 dei Morris (18 Markieff, 15 Marcus)ma soprattutto i 40 di un grandissimo Dragic.

Sacramento [email protected] LA Lakers 122-126
Vincono i Lakers (e di questi tempi fa notizia)segnando un franchise record di 19 triple. Ai Kings manca DeMarcus Cousins, e i Lakers ne approfittano partendo meglio; 15-21 dopo 7 minuti con l’alley oop Meeks-Gasol. Il parziale dei Kings però porta gli ospiti sul 35-27 con una schiacciata di Gay. Williams e Gay continuano a creare problemi alla “difesa” purp & gold, ma i Lakers stanno lì e con Meeks pareggiano. Il pareggio non dura molto in quanto i Kings rifilano subito un parziale che li porta sul +11 sul finire della prima metà di gara. Williams è in palla anche grazie alla poca difesa, ma i Lakers tornano sotto con Farmar e Brooks, il quale pareggia i conti. Il sorpasso arriva con Farmar che segna 30 punti. Il layup in reverse di Brooks chiude il match, terminato dal neoacquisto gialloviola con 23 punti.