NBA Recap Point: Senza Cheeks i Pistons battono gli Spurs, vittorie facili per Warriors e Pacers, Phila entra nella storia

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Indiana Pacers 119 – Denver Nuggets 80

IND: West 25, Hibbert 14 (12 rimbalzi), George 12.

DEN: Chandler 17, Hickson 12, Hamilton 11.

È una partita senza storia quella che va in scena ad Indianapolis tra Indiana Pacers e Denver Nuggets, con gli ospiti privi di Lawson e Robinson, e i Pacers vincon tranquillamente, con uno scarto di 39 punti. L’allungo decisivo arriva già nel primo quarto, con uno spaziale David West da 17 punti nei primi 12 minuti, e Indiana chiude la frazione avanti di 11. La differenza tra le due squadre in campo si nota fortemente, e ai Pacers basta un buono sforzo complessivo dei propri giocatori migliori per chiudere il primo tempo avanti 61-40. Nella ripresa la musica non cambia, e il passivo aumenta a dismisura, fino a sfiorare i 40 punti. Per i Pacers, oltre alla gran partita di West, 25 punti con 11/13 dal campo, una prova nella media per i compagni, mentre Denver non riesce ad ovviare alle assenze dei propri Playmaker di riferimento.

Toronto Raptors 108 – New Orleans Pelicans 101

TOR: DeRozan 22, Patterson 22, Lowry 19 (12 assist).

NOP: Evans 23 (10 assist), Davis 19, Roberts 18.

All’Air Canada Center vincono i Toronto Raptors, che battono nel finale i New Orleans Pelicans. Toronto parte bene grazie a DeRozan e Lowry, aggressivi fin dall’inizio, e chiudono il primo quarto sul 31-20. I Pelicans però rispondono bene, e con un parziale di 15-4 riaprono la gara, chiudendo in parità a metà partita. Nel secondo tempo Toronto prova nuovamente a scappare, e grazie all’apporto di Patterson e ancora DeRozan arriva fino al +17, ma ancora New Orleans torna a farsi sotto con il solito Anthony Davis e un buon Tyreke Evans, e a 7 minuti dal termine della gara una tripla di Luke Babbitt porta il distacco ad un solo punto. A questo punto però la risposta arriva da Kyle Lowry, che segna 6 punti importanti nell’ultimo quarto e gestisce la squadra, per una vittoria che proietta i Raptors in alto, con 9 vittorie nelle ultime 11 partite.

Detroit Pistons 109 – San Antonio Spurs 100

DET: Jennings 21, Stuckey 20, Monroe 15.

SAS: Belinelli 20, Diaw 12, Parker 11.

I Detroit Pistons, freschi dell’esonero di coach Maurice Cheeks, battono in casa i San Antonio Spurs con una buona prestazione di squadra. La partita è inizialmente equilibrata, e il primo quarto si chiude sul 25-24 per Detroit, senza grandi sussulti. Nella seconda frazione invece i Pistons prendono controllo del campo, e con la coppia Jennings-Drummond, decisivi il primo in attacco e il secondo in difesa, si va all’intervallo coi Pistons sul +11. Nel terzo quarto la musica non cambia, e anzi San Antonio fa ancora peggio, perdendo 8 palloni in questa frazione e concedendo punti facili in contropiede che portano i padroni di casa sul +20. La partita praticamente finisce qui, e a nulla serve un ultimo tentativo degli Spurs di riaprirla. Una buona partita complessivamente per Belinelli, con 20 punti e il 50% da 3 punti, macchiata ovviamente dalla sconfitta, mentre Datome non vede il campo nemmeno oggi.

Milwaukee Bucks 86 – Boston Celtics 102

MIL: Knight 22, Neal 17, Henson 16.

BOS: Green 29, Olynyk 14, Sullinger 13 (10 rimbalzi).

A Milwaukee va in scena il match tra due delle ultime ad est, i Bucks e i Celtics, e Boston porta a casa una buona vittoria, maturata nel quarto periodo. L’inizio è abbastanza tranquillo, le due squadre rimangono appaiate e non si hanno grandi emozioni. Sia Boston che Milwaukee fanno una certa fatica a segnare, e il primo tempo si chiude sul 49-46 per i Celtics. Dopo un terzo quarto all’insegna dell’equilibrio, come i primi due, Boston scappa via con l’allungo decisivo all’inizio dell’ultima frazione, sfruttando un parziale di 12-4, favorito dalla grande difficoltà nel trovare punti per Milwaukee. La partita non torna più in equilibrio, e Boston porta a casa la sua diciannovesima vittoria stagionale, mentre i Bucks sono fermi a 9.

Minnesota Timberwolves 89 – Houston Rockets 107

MIN: Love 31, Budinger 15, Shved 11.

HOU: Parsons 20, Harden 19, Howard 18 (15 rimbalzi).

Minnesota cade in casa contro i Rockets di Harden e Howard, vedendosi sfuggire la partita in un quarto periodo da incubo. Houston parte subito bene, cercando di allungare già dall’inizio, e con Harden e Howard ottiene un vantaggio in doppia cifra sul 30-20, ma Kevin Love, rientrato dopo l’infortunio, risponde bene e a fine primo quarto Minnesota è sotto di 6 punti. Il secondo quarto è giocato praticamente alla pari, e una tripla allo scadere di Harden porta Houston all’intervallo avanti 67-58. Dopo due quarti caratterizzati dal alti punteggi le due squadre cominciano a sbagliare molto nella terza frazione, e Houston segna solo 15 punti, ma viene salvata dai T’Wolves che ne segnano soltanto 20 e non approfittano di tale sbandata. Nel quarto periodo però le parti sono invertite, e Minnesota segna soltanto 11 punti, sbagliando molto, e Houston ne apprifitta in contropiede con Chandler Parson, per chiudere il match. È la sesta vittoria di fila per Houston, cosa che non accadeva da 2 anni.

Golden State Warriors 123 – Philadelphia 76ers 80

GSW: Speights 32 (career-high), Curry 23, Lee 13 (13 rimbalzi).

PHI: Carter-Williams 24, Turner 12, Young 12.

I Philadelphia 76ers con una nuova pesante sconfitta ad Oakland diventano la seconda squadra della storia a perdere due partite consecutive con uno scarto di almeno 40 punti dopo…..  I Philadelphia 76ers del 1994! La partita è interamente dominata da Golden State, che nel primo quarto è avanti 29-21, e a metà gara è avanti 66-33, con un secondo periodo da 37-12, in cui i Warriors segnano più di quanto facciano i Sixers in metà gara. La partita continua su questo binario anche nella ripresa, con un divario che raggiunge anche i 49 punti, e nel guarto periodo si ha dell’ampio garbage time. Da sottolineare per i Warriors la solita ottima prestazione di Steph Curry e la notte magica di Marreese Speights, che segna 32 punti (career-high) con 12/15 dal campo.

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