NBA Recap Point: Un grande Aldridge non basta a Portland, Wall la decide contro i Warriors, vincono Rockets, Pacers e Knicks

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Cleveland Cavaliers 89 – New Orleans Pelicans 100

CLE: Irving 23, Waiters 21, Bennett 15.

NOP: Davis 30 ( 8 stoppate), Gordon 20, Aminu 12.

I Pelicans battono i Cleveland Cavaliers alla Quicken Loans Arena ed arrivano a tre vittorie consecutive, eguagliando il loro massimo di quest’anno. Cleveland parte bene nel primo quarto, sfruttando le tante palle perse dei Pelicans, e si costruisce un iniziale vantaggio, chiudendo avanti 29-26. Nella seconda frazione, però, dal 44-40 per i padroni di casa, Cleveland non segna per i restanti 5:24, e arriva qui il parziale decisivo della partita per i Pelicans, che chiudono all’intervallo avanti 56-44, sfruttando una grande difesa di Anthony Davis, autore di 8 stoppate in tutto, e un grande sbandamento degli avversari. Nella ripresa Cleveland tenta di tornare in partita, ma viene subito ricacciata indietro e la partita si chiude già nel terzo quarto. Da notare, nonostante tutto, la prestazione di Anthony Bennett, autore di 15 punti con 5/10 dal campo, anche se la maggior parte di questi è arrivata a partita già indirizzata.

Detroit Pistons 103 – Orlando Magic 87

DET: Jennings 20, Smith 16, Drummond 13 ( 17 rimbalzi).

ORL: Oladipo 19, Afflalo 14, Harris 14.

I Detroit Pistons vincono in casa contro gli Orlando Magic in una partita senza storia. Il primo quarto è l’unico equilibrato, e i Magic riescono a chiuderlo in vantaggio 22-20 grazie ad un buzzer-beater di Oladipo (19 punti per lui). Nel secondo periodo, però, Detroit tira col 67 %, e piazza quella che diventa a tutti gli effetti la fuga decisiva, andando al riposo avanti di 10 punti, sul 53-43.
Nel terzo periodo Orlando inizia bene e si porta a -6, ma un parziale di 9-0 firmato Singler, Smith e Monroe chiude praticamente la partita, anche perché i Magic nel quarto segnano soltanto 17 punti e abbandonano ogni speranza di rientro. Nell’ultima frazione i Magic provano comunque a recuperare la partita, ma il vantaggio è troppo ampio e non scende mai sotto la doppia cifra. Detroit con questa vittoria, propiziata soprattutto dalla difesa, può ancora sperare nei Playoff, mentre Orlando continua nella sua stagione di rebuilding a far accumulare esperienza ai propri giovani.

New York Knicks 114 – Boston Celtics 88

NYK: Anthony 24, Smith 17, Tyler 17.

BOS: Green 14, Johnson 12, Humphries 12.

I New York Knicks vincono contro i Boston Celtics in una partita dominata dall’inizio alla fine, e si vendicano per una delle sconfitte più pesanti della loro storia, quella dello scorso Dicembre, chiusa con uno scarto di 41 punti. New York parte subito forte con un grande Carmelo Anthony, autore di 11 punti nella prima frazione, ma a funzionare è soprattutto la difesa, che concede soltanto 15 punti nei primi 12 minuti, contro i 31 segnati. La pratica Boston è archiviata dai Knicks già nel secondo quarto, chiuso 32-22, che dà un vantaggio complessivo all’intervallo di 25 punti. La seconda metà di gara è più equilibrata, ma il match è già nelle mani di Anthony e compagni, che amministrano il loro gioco e provano ad allungare il vantaggio, arrivando anche a ridosso dei 30 punti. Continua così l’ottimo periodo di New York, che aggancia ancora Detroit e vede più da vicino Charlotte e i Playoff. Per Boston invece si tratta della diciottesima sconfitta nelle ultime 21 gare.

Houston Rockets 97 – San Antonio Spurs 90

HOU: Howard 23 (16 rimbalzi), Jones 21, Lin 18.

SAS: Diaw 22, Parker 17, Duncan 12 (14 rimbalzi).

I San Antonio Spurs perdono per la prima volta in questa stagione due partite di fila: dopo la sconfitta di Domenica contro i Miami Heat, gli Spurs cadono anche in casa dei Rockets privi di James Harden, per 97-90, ed aprono una miniserie negativa. San Antonio però parte bene, e riesce nel primo quarto ad ingabbiare i Rockets, che si ritrovano addirittura sotto 21-6. La rimonta targata Lin però porta Houston a chiudere la frazione sotto 28-20. Dopo un secondo quarto in cui entrambe le squadre faticano offensivamente, nella ripresa Houston prova a scappare grazie ad Howard e Terrence Jones, e Gregg Popovich decide di usare l’Hack-a-Howard. La tattica però si rivela controproducente perché Howard fa 10/16, ma soprattutto San Antonio fa fatica in attacco, soprattutto da 3 punti (6/23 da 3 punti in totale), e il terzo quarto si chiude con i Rockets avanti di 8 punti. Nel finale di partita gli Spurs recuperano lo svantaggio accumulato, e con una tripla di Belinelli a meno di 2 minuti dalla fine completano un parziale di 11-3 e si portano a soli 2 punti da Houston, 90-88. Howard, però, con 2 punti su un rimbalzo offensivo importantissimo, riporta Houston sul +4 e chiude praticamente i conti.

Portland Trail Blazers 81 – Memphis Grizzlies 98

POR: Aldridge 27 ( 16 rimbalzi), Lillard 16, Lopez 14.

MEM: Randolph 23, Conley 19, Gasol 15.

Portland subisce una brusca battuta d’arresto, perdendo in casa contro i Memphis Grizzlies 98-81. I Blazers partono subito sottotono, soprattutto in difesa, e nonostante un grande Lamarcus Aldridge (27 punti e 16 rimbalzi alla fine) non riescono a tenere il ritmo di Memphis. Dopo un primo quarto chiuso sul 31-22 per gli ospiti, la seconda frazione continua allo stesso modo, e anche a causa dei soli 6 punti segnati dalla panchina di Portland in tutta la partita il vantaggio Grizzlies all’intervallo lungo è di 15 punti. Per Memphis in mostra un grande Mike Conley, con 11 punti nel solo secondo quarto. Nella ripresa Portland non riesce a reagire, e anzi vede il suo svantaggio aumentare, a causa dei soli 12 punti segnati nel terzo quarto, e la partita si chiude sostanzialmente qui. Nel quarto parziale i Blazers provano a recuperare, ma è troppo tardi e Memphis non concede grandi possibilità agli avversari. Grande prova in trasferta per Conley e compagni, che sperano ancora in un posto ai Playoff.

Golden State Warriors 85 – Washington Wizards 88

GSW: Curry 23, Thompson 13, Lee 11.

WAS: Beal 20, Nene 16, Wall 15.

I Washington Wizards vincono contro Golden State alla Oracle Arena, e portano nuovamente il loro record al 50% di vittorie. È una partita molto equilibrata quella che va in scena ad Oakland, forse la più incerta della notte. Le due squadre infatti si rispondono colpo su colpo, e anche a fronte di vantaggi vicini alla doppia cifra arriva prontamente la risposta degli avversari. La prima metà di gara si chiude con i Warriors avanti 49-45. Questo equilibrio continua anche per il resto del match, dove Steph Curry da una parte e Bradley Beal dall’altra (4/5 da 3 punti nella seconda metà di gara) prendono in mano le due squadre. Washington riesce a guadagnarsi e a mantenere un piccolo vantaggio, e arriva avanti nel finale di match, sull’85-80. A questo punto con una gran tripla di Curry e un layup di Lee Golden State agguanta il pari, ma una tripla di Wall dopo un rimbalzo offensivo di Ariza dà il risultato definitivo alla partita. Washington non ha ancora vinto una delle partite con cui poteva portare il proprio record oltre il 50%, vedremo se ci riuscirà questa volta.

Los Angeles Lakers 92 – Indiana Pacers 104

LAL: Gasol 21 (13 rimbalzi), Meeks 21, Young 12, Marshall 11 (13 assist).

IND: West 19, Stephenson 15 ( 14 rimbalzi, career high), George 14.

Gli Indiana Pacers vincono allo Staples Center contro i Los Angeles Lakers, e tornano ad Est dopo un giro di 5 trasferte concluso con 3 vittorie e 2 sconfitte. La partita è equilibrata, perché nonostante la disparità di forze evidenziara dai record delle due franchigie i Lakers non partono sconfitti e anzi tengono bene il campo nel primo tempo, grazie ai punti di Gasol e Meeks ed agli assist di Marshall, che continua a mettersi in luce. Anche il terzo periodo si apre con tanto equilibrio, ma attorno a metà tempo Indiana inizia ad aumentare il distacco grazie alla propria difesa e ad un Paul George in grado di dare spettacolo nonostante i soli 14 punti segnati e un brutto 4/21 al tiro. Durante l’allungo decisivo infatti il prodotto di Fresno State schiaccia in contropiede dopo aver portato la palla dietro la schiena e segna sulla sirena della terza frazione la tripla del +10. Nel quarto periodo Indiana controlla la partita portando il proprio vantaggio anche a 16 punti, e tiene sempre saldo il proprio comando in testa alla Eastern Conference.

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