NBA Recap: Raptors inarrestabili, Harden batte New York, torna e vince Rose

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(bleacherreport.com)
 
 
Los Angeles Clippers 113 @ Charlotte Hornets 92 ( 31 – 23, 56 – 53, 78 – 70)
 
La partita che si è svolta in casa degli Hornets è stata molto più combattuta di quanto il risultato finale lasci trapelare. Infatti i Clippers partono subito molto forte specialemente con un Griffin che aveva qualcosa da farsi perdonare dopo il season low di Memphis, ben imbeccato da un ispirato Chris Paul. Ma il vantaggio costruito dagli ospiti non si amplia a causa del bel contributo offerto nel primo tempo dalla panchina di Charlotte, che tiene a contatto i padroni di casa grazie a un ottimo Zeller. L’equilibrio regna sovrano fino a pochi minuti dal termine del quarto quarto, dove il lucido playmaker dei Clippers chiude l’incontro con alcuni canestri importanti.
Clippers (8-5): Paul 22 (15 assist), Griffin 22 (16 rimbalzi, 9 assist), Crawford 21, Redick 17, Jordan 11 (12 rimbalzi).
Hornets (4-11): Zeller 17, Jefferoson 16 (9 rimbalzi), Walker 15 (6 assist), Roberts 11, Henderson 8.
Key Stat: partita dalle poche palle perse (8 a 5 in sfavore degli Hornets), a deciderla è stato il contributo dei due quintetti titolari, disputa vinta da quello losangelino ai punti per 75 a 49, ma soprattutto col plus/minus, con + 138 (!!!) per i Clippers contro il – 96 di Charlotte.
MVP: Chris Paul, gestisce la partita in maniera impeccabile, innescando i compagni a inizio gara e sopratttutto Griffin (vicino alla tripla doppia) e chiudendo l’incontro con canestri spezzagambe degni del campione qual’è.
 
 
 
Orlando Magic 74 @ Cleveland Cavaliers 106 (16 – 26, 38 – 56, 58 – 81)
 
Partita senza storia quella giocatasi alla Quicken Loans Arena di Cleveland, con Lebron James che prende subito in mano le redini dell’incontro e fa scappare i suoi grazie a un ottimo primo tempo, segnando alla pausa lunga ben 22 punti e avendo già servito 7 assist. Per i Magic serata storta per quasi tutti, con i soli Vucevic e Oladipo a provare a tener botta gli strappi tentati dai Cavs, troppo pesanti le assenze della stella Tobias Harris e del rookie Aaron Gordon.
Magic (6-10): Oladipo 22 (9 rimbalzi),  Vucevic 18 (13 rimbalzi), Fournier 8, Payton 6, Dedmon 6 (8 rimbalzi).
Cleveland (6-7): James 29 (11 rimbalzi), Varejao 14, Love 12, Irving 12, Thompson 9 (11 rimbalzi).
Key Stat: oltre alla differenza delle percentuali dal campo (36% Orlando, 51% Cleveland), stupisce il divario in termine di assist a favore della squadra dell’Ohio (30 a 14) che testimoniano l’ottima circolazione di palla.
Losing Effort: Channing Frie, il veterano NBA è il peggiore dei suoi in termini di plus/minus (-23), ma sorprende come in una partita sottotono sia sia preso poche responsabilità (1/4 al tiro).
MVP: LeBon James, col suo avvio al fulmicotone mette in ghiaccio la partita sin da subito, autentico leader soprattutto nel far giocare pure i compagni di squadra.
 
 
 
Portland Trail Blazers 114 @ Philadelphia 76ers 104 ( 24 – 20, 50 – 52, 89 – 80)
 
Ancora a secco di vittorie Philadelphia, che nella notte ospitava sul suo campo gli ostici Blazers di Aldridge e Lillard. Eppure fino all’intervallo la squadra di Brett Brown disputa una gara più che discreta fatta di difesa e contropiede, con il quale riesce a mettere a segno ben 18 punti nel solo primo tempo. Nella terza frazione, dopo un primo tempo opaco, Portland si sveglia con la tripla di Lillard del -1 e da lì in poi non smette di giocare, condotta da un ottimo Aldridge che fa quello che vuole in attacco. A fine gara gli equilibri non cambiano, con i Sixers che rimangono con un deludente 0-14 mentre i Blazers proseguono la loro marcia verso la vetta della Western Conference.
Blazers (11-3): Aldridge 33 (11 rimbalzi), Matthews 17, Lillard 16, Lopez 12 (8 rimbalzi), Freeland 9.
76ers (0-14): Carter Williams 24, Sims 22, Wroten 20 (9 assist), Noel 12, Shved 8.
Key Stat: nonostante la buona volontà, Philadelphia soccombe a rimbalzo 52 a 29, di cui 18 offensivi, troppi se vuoi pensare di battere una corazzata dell’Ovest.
MVP: LaMarcus Aldridge, tiene a galla praticamente da solo la baracca nel primo tempo con 12 punti, poi dà lo scossone decisivo nel terzo quarto con alcune giocate di classe sopraffina.
 
 
 
Phoenix Suns 100 @ Toronto Raptors 104 ( 26 – 29, 48 – 54, 66 – 81)
 
I Raptors proseguono la loro marcia trionfale battendo a Toronto i Suns di coach Hornacek. Gara di altissimo livello sin dalle prime battute con un Valanciunas sugli scudi nel primo quarto, dove metterà a referto ben 15 punti. Ma nonostante le spallate del lituano la gara mantiene un minimo di equilibrio grazie al bel gioco mostrato da entrambe le squadre e bisogna aspettare solo la fine del terzo quarto per vedere l’inerzia prendere la parte dei canandesi, con Lowry che in penetrazione sigla il + 13 per i suoi. Ma nell’ultima frazione, grazie ai canestri di Thomas, Phoenix torna sotto fino a impattare la gara a quota 98 grazie ad un and one di Bledsoe. Ma nelle battute finali, prima due liberi di Patterson e poi una contesa vinta da Lowry e salvata da Ross a pochi secondi dal termine indirizzano la vittoria verso i canadesi.
Suns (9-6): Bledsoe 25 (7 rimbalzi, 6 assist), Mk. Morris 17 (8 rimbalzi), Thomas 16, Green 13, Tucker 11 (8 rimbalzi).
Raptors (12-2): Valanciunas 27 (11 rimbalzi), Derozan 23, Williams 17, Lowry 14 (7 rimbalzi, 8 assist), Ross 13.
Key Stat: a fronte di un pessimo 23,5 % al tiro pesante, i Raptors vincono la partita grazie alla precisione dalla lunetta (26/32) e alle poche palle perse (12, contro le 20 dei Suns).
MVP: Jonas Valanciunas, partita solida condita dal career high per il lituano, assolutamente dominante nel primo quarto ma decisivo anche in altre occasioni con tocchi e rimbalzi.
 
 
 
Ney York Knicks 86 @ Houston Rockets 91 ( 26 – 27, 46 – 51, 69 – 69)
 
Sebbene gli stati di forma delle sue squadre fossero molto diversi, al Toyota Center di Houston viene fuori una partita equilibrata anche se a basso punteggio, dato che entrambe le squadre hanno tirato con meno del 50% dal campo. Come era ben previdibile la sfida si concentra sul duello a suon di canestri tra Harden e Anthony, col primo che ne mette 14 nel primo quarto, mentre il secondo racimola la stessa cifra nel primo tempo. Purtroppo i tifosi possono ammirare questa sfida solo per 24 minuti poichè Melo, dopo un canestro, si fa male alla schiena e non farà più ritorno nel match. La partita però prosegue sui binari dell’equilibrio finchè a pochi minuti dal termine non decidono di terminare l’incontro il solito Harden e il buon Motiejunas, decidendo la gara con canestri pesanti.
Knicks (4-11): Anthony 14 (7 rimbalzi), Calderon 9, Stoudemire 8 (8 rimbalzi), Larkin 8, Prigioni 8.
Rockets (11-3): Harden 36 (6 rimbalzi, 6 assist), Motiejunas 13 (8 rimbalzi), Ariza 10, Terry 8, Canaan 7.
Key Stat: solo 4 giocatori in totale sono andati in doppia cifra, tre dei quali per i texani. Forse New York, con un Carmelo in più nel finale, sarebbe riuscita a strappare il successo.
Losing Effort: Iman Shumpert, ha il plus/minus peggiore della squadra, tira solo 2/10 dal campo, non gli riesce a essere il go-to-guy della squadra nel finale.
MVP: James Harden, l’unico tra le due squadre a sembrare in forma dal punto di vista realizzativo con 36 punti, peccato per le 5 palle perse.
 
 
 
Indiana Pacers 111 @ Dallas Mavericks 100 ( 25 – 24, 55 – 50, 85 – 78)
 
Nowitzki in questo avvio di stagione sta frantumando record su record e nella notte contro i Pacers ne arriva un altro. Con un jumpers nel primo quarto, il tedesco supera Oscar Robertson al 21esimo posto nella classifica dei canestri segnati dal campo. Per quanto riguarda la partita, i Pacers senza Hibbert, West, George Hil, Watson e Paul George affidano il loro attacco alle seconde linee, dove il miglior Sloan della stagione fa la voce grossa contro i texani. Partita sempre in equilibrio, con Indiana che ha un piccolo vantaggio e riesce a mantenerlo fino al quarto quarto, dove ancora un incontenibile Sloan piazza l’allungo decisivo con una bimba, infliggendo ai Mavs l’ennesima sconfitta nei finali punto a punto.
Pacers (6-8): Sloan 29, Scola 14 (11 rimbalzi), S.Hill 12, Stuckey 12, Copeland 11.
Mavericks (10-5): Ellis 24 (6 assist), Nowitzki 22 (11 rimbalzi), Parsons 16, Wright 13, Nelson 10.
Key Stat: l’aggressività dei Pacers, i quali vanno in lunetta ben 36 volte anche se ne sbagliano 12 di liberi, ma soprattutto l’ottimo 13/26 da 3 punti, che ha massacrato la difesa della squadra di Rick Carlisle.
MVP: David Sloan, la miglior partita della carriera, 29 punti con soli 14 tiri tentati e un ottimo 3/5 dalla lunga distanza, bene anche i 5 assist smazzati.
 
 
 
Chicago Bulls @ Utah Jazz ( 30 – 14, 56 – 41, 78 – 77)
 
A Salt Lake City torna a giocare Derrick Rose, dopo lo stop di quattro partite a causa della caviglia, il quale inizia subito forte con 8 dei primi 14 punti di Chicago e aiutato da Jimmy Butler porta i Bulls sul +16 a fine primo quarto. Con Gasol a dominare sotto le plance, i Jazz rispondono solo nel terzo quarto dove recuperano quasi tutto lo svantaggio terminando la frazione con una fortunosa tripla di Trey Burke. Il quarto periodo è spettacolo puro, con i Jazz che riescono più volte a portarsi in vantaggio anche con una poderosa schiacciata di Kanter in testa a Gasol, ma prima Rose e poi Dunleavy riescono a mantenere i Bulls sopra di due, prima che la preghiera di Hayward si infranga sul primo ferro.
Bulls (9-5):Butler 25, Gasol 23 (9 rimbalzi), Rose 18, Mirotic 10, Brooks 10.
Jazz (5-10): Favors 21 (15 rimbalzi), Kanter 19 (8 rimbalzi), Burke 18 (10 assist), Ingles 11, Burks 10.
Key Stat: anche se la battaglia a rimbalzo è stata vinta da Utah, Chicago può contare sul buon 9/20 al tiro pesante e a un complessivo 50% al tiro, cifre che i Jazz nella partita non sono stati in grado di raggiungere.
Losing Effort: Gordon Hayward, stecca questa partita importante, mette a referto solo 6 punti frutto di un brutto 2/11 al tiro e nel finale non gli riesce lo scherzetto che aveva già fatto contro i Cavaliers qualche incontro fa.
MVP: Jimmy Butler, top scorer per i Bulls e difesa aggressiva che manda fuori giri il pericolo numero uno dei Jazz, in questo scorcio di stagione sta mostrando dei miglioramenti offensivi incredibili. 
 
 

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