30×30: San Antonio Spurs

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Gli inizi La storia della franchigia texana inizia nel lontano 1967, quando ancora si chiamavano Dallas Chaparalls e facevano parte della ABA. Nel 1973 presero la denominazione “San Antonio Spurs” e tre anni più tardi, insieme ai New York Nets, Indiana Pacers e Denver Nuggets furono ammessi nella Nba, iniziando così bene che già due anni più tardi (1978-79), guidati da Gervin e Kenon vinsero il loro prima titolo di divisione, iniziando ad affermarsi come una delle più grandi realtà dell’Nba.

Anni ’80: momento buio Negli anni 80, complice la presenza ingombrante dei Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar e della cessione della stella George Gervin ai Chiago Bulls, gli Spurs vissero il periodo più buio della loro storia, colmo di record negativi. Nel 1987 però, qualcosa cambia la storia della franchigia texana, dando il là alla rinascita Spurs: San Antonio ha la prima scelta al Draft e sceglie di puntare sull’ufficiale della marina miritale David Robinson, che due anni più tardi(dovette aspettare il termine del servizio di leva) fece di nuovo degli Spurs una delle squadre più forti dell’intera lega. Fino al ’96 però, i texani fecero grandi stagioni, migliorarono i loro record, ma non vinsero ancora nessun titolo. 1996/1997: il biennio che cambiò tutto 1996-1997: è questo il biennio che ha definitivamente cambiato la storia; arriva l’ex assistent coach di Golden State, un certo Greg Popovich, che l’anno successivo, come prima scelta del Draft, puntò tutto sul caraibico Tim Duncan. Il nuovo arrivato, con Robinson, formarono una delle migliori coppie di tutti i tempi, che porteranno gli Spurs l’anno successivo, a conquistare il loro 1° titolo Nba, battendo in finale i New York Knicks per 4-1. L’arrivo di Parker e Ginobili: si formano i “Big Three” Per raggiungere il secondo titolo si dovranno aspettare degli anni, ma i primi anni 2000 furono importanti in termini di programmazione, con il Draft ancora decisivo: nel 1999 fu scelto come 57° scelta un ragazzo argentino, che 3 anni dopo entrerà ufficialmente nel roster texano, Emanuel Ginobili, e due anni dopo come 2° scelta il francese Tony Parker. Nella stagione 2002-2003, nel roster sono presenti quindi Tony Parker, Manu Ginobili, Tim Duncan e David Robinson: sotto la guida sapiente di coach Greg Popovich i texani non potettero altro che vincere il loro 2° titolo e, con di mezzo due stagioni dove tengono fede alla tradizione che li vede perdere nell’anno successivo al titolo, vincono il 3° nel 2005 e il 4° nel 2007. I “vecchi” texani: dalle difficoltà all’ennesima rinascita Dopo quella vittoria, inizia un periodo in cui i “big three” e la loro guida, Greg Popovich, iniziano ad essere considerati vecchi,superati,da ritiro. Duncan e compagni faticano un pò negli anni successivi, dimostrando sempre quello che ormai è diventato il loro marchio di fabbrica, un gioco di squadra spettacolare, ma senza riuscire a fare quel “di più” necessario a conquistare l’anello. Dal 2010 al 2013 il roster si arricchisce di molti giocatori che poi faranno la fortuna della franchigia texana, in quanto fondamentali soprattuto per l’apporto dalla panchina; su tutti: Splitter, Leonard e Belinelli. Nella stagione 2012-2013 gli Spurs viaggiano alla grande, sembrano destinati alla conquista dell’anello, ma in gara -6 delle Finals contro i Miami Heat di L.James, sul 3-2 per gli Spurs, in vantaggio 95-92,a 5 secondi dalla sirena, la palla è di Ray Allen che… https://www.youtube.com/watch?v=JnLBt_wYoqA Gli Heat quindi pareggiano e nell’overtime vinceranno la partita e nella decisiva gara-7 domineranno conquistando il titolo. A quel punto addetti ai lavori,giornalisti,tecnici e appassionati danno per l’ennesima volta gli Spurs per “finiti”: Popovich e la sua banda instancabile però, dimostrano una tenacia fuori dal comune per l’intera Regular Season, un gioco corale che è un vero spettacolo per gli occhi e concreto più che mai, dominando la stagione, con la paura concreta di fermarsi nella corsa verso le Finals solo nel primo turno contro i Mavericks di Dirk Nowitzki. Il destino è beffardo, a volte ti concede delle rivincite che non ti aspetti: Così, concedendo solo gara -2 ai Miami Heat, di uno stoico Lebron James, dominando le Finals e in 5 gare chiudono al serie e conquistano il 5° titolo della loro storia. Un futuro ancora tutto da scrivere In vista della prossima stagione, come accade ormai da anni, nonostante tutto gli Spurs non sono visti come favoriti: non basta la conferma per un altro anno di Duncan e Popovich, non basta avere la panchina più lunga della lega, ne tantomeno la speranza che la scelta Kyle Anderson segua le orme di Parker e Ginobili; l’anno prossimo saranno chiamati ancora una volta a dimostrare che i San Antonio Spurs non muoiono,mai.

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