Basketball Trip – part two

6 amici, 10 giorni, centinaia di miglia a spasso per Michigan e Illinois, tra college basket e NBA.

di La Redazione
  • di Andrea Spampinato

Gooooodmorning Italy!
Siamo intenti a ripararci dalla fresca brezza del Michigan da IHOP, anche conosciuto come the home of Pancake, la colazione che probabilmente il vostro dietologo di fiducia non vi prescriverà nemmeno sotto minaccia di un’arma da fuoco, ma che vale la pena provare. Se proprio volete esagerare vi consigliamo l’all you can eat di pancakes, ma solo per veri duri e solo se avete una buona assicurazione sanitaria.

allenamento2Dopo questo pieno di calorie ci aspetta l’Oakland university di coach Kampe, vera istituzione da queste parti, arrivato alla 32 esima stagione consecutiva con i Bears. Kampe è un personaggio quantomeno sanguigno e non ci mettiamo molto ad averne conferma: volano diversi “F***!” ed alcuni “S***!” durante la fase iniziale dell’allenamento fino a che, all’ennesima palla persa puerile dei suoi ragazzi e all’ennesimo giocatore spedito a fare gradoni, manda tutti sotto alle docce e va via sbattendo la porta.
A fine allenamento abbiamo modo di salutare l’assistent coach Drew Valentine, fratello del giocatore dei Bulls Denzel, e analizzare con lui il momento della sua squadra.

Lasciata Oakland ci dirigiamo a nord di Detroit, destinazione Palace of Auburn Hills casa fino a fine stagione dei Detroit Pistons. A Detroit è infatti in costruzione una nuova e moderna Arena, edificata in pieno centro, che dal prossimo anno sarà pronta ad ospitare la squadra di Motor City. Avversari di serata i Los Angeles Lakers!
Certo, come si dice: ‘non sono certo i Lakers dei vostri padri’, ma la maglia gialloviola dal vivo ha un fascino indescrivibile. isiah thomasA questo dovete aggiungere il fatto che i Pistons, forse pensiamo vista la nostra presenza, hanno invitato un certo Isiah Thomas al Palazzo per un tributo a metà partita! Ecco, ci sarebbe appunto anche una partita… Detroit passeggia letteralmente sui derelitti Lakers di coach Walton che sembrano davvero ancora in alto mare nel processo di ricostruzione “post Kobe”.

La partita finisce 121 – 102, la nostra giornata, invece, davanti a una sana birra del Michigan!

Goodnight! See you soon!

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