Cento di queste stagioni – Chris Bosh

Cento di queste stagioni – Chris Bosh

In occasione del suo trentatreesimo compleanno, ripercorriamo la miglior stagione NBA di Chris Bosh.

di Gianluca Brambilla

La storia di Christopher Wesson Bosh comincia il 24 Marzo 1984 a Hutchins, Texas. Fin da piccolo, Bosh trascorre la maggior parte del tempo a casa con i suoi familiari e viene introdotto nel mondo della palla a spicchi dal padre Noel. Fino al termine della scuola media, tuttavia, si limita a giocare con amici e conoscenti. Una volta giunto alla Lincoln High School, Chris porta la sua squadra in cima alle classifiche di ranking a livello nazionale e conclude una stagione con il perfetto record di 40-0. Dopo essersi guadagnato il soprannome di “Mr. Basketball” ed aver attirato l’attenzione di ottimi college, Bosh decide di andare a giocare per Georgia Tech. Forte dei suoi ottimi risultati accademici, Chris si iscrive convinto di rimanere quattro anni al college. Al termine della prima stagione, tuttavia, conduce la sua squadra per punti e rimbalzi e decide, così, di dichiararsi al Draft NBA del 2003, dove viene selezionato con la quarta scelta dai Toronto Raptors. A Toronto, Bosh dà ulteriore prova del suo smisurato talento infrangendo quasi ogni record di franchigia, ma senza mai riuscire ad ottenere alcun risultato di squadra. Nel 2010, decide di unirsi a Wade e LeBron, entrambi provenienti dal suo stesso Draft, per andare a Miami e formare i celebri “big three”.

Adesso, ripercorriamo la stagione 2012/13 di Chris Bosh ai Miami Heat. Senza dubbio non la migliore a livello di statistiche personali, ma ineguagliabile a livello di squadra e obiettivi raggiunti.

Getty Images
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La stagione 2012/13 dei Miami Heat campioni in carica comincia tra le mura amiche della American Airlines Arena con una vittoria sui Boston Celtics. Già alla terza partita della stagione, Bosh conferma il suo stato di ottima forma e mette a referto 40 punti in una vittoria sofferta contro i Nuggets. A Dicembre, Miami sfida i San Antonio Spurs e lui segna la tripla decisiva sulla sirena che decreta la vittoria degli Heat. Nonostante Bosh mantenga delle ottime medie, però, i meccanismi della squadra sembrano non funzionare e Miami arriva a metà stagione con un discreto record di 38-13. A questo punto, i big three si caricano la squadra sulle spalle e Miami vince 27 partite consecutive, registrando la seconda striscia di vittorie più lunga di sempre. All’All-Star Weekend di Houston, Bosh vince la shooting stars competition insieme a Dominique Wilkins e Swin Cash e partecipa all’All-Star Game tra i titolari della Eastern Conference. Gli Heat chiudono la stagione con il miglior record NBA (66-16) e Bosh finisce con oltre 16 punti di media a partita.

Si giunge, così, al primo turno di Playoff, che vede Miami impegnata in una serie contro i Milwaukee Bucks di Monta Ellis e Brandon Jennings. Gli Heat vincono le prime quattro gare con ampio margine di scarto e accedono al secondo turno dei Playoff senza un elevato dispendio di energia. Chris Bosh va in doppia cifra per punti segnati in ognuna delle quattro gare.

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Al secondo turno, Miami si trova davanti ai Chicago Bulls, che, orfani di Derrick Rose, riescono ad ottenere una vittoria inaspettata in gara 1. Miami, però, non si lascia abbattere e chiude la serie vincendo le quattro gare successive. Degna di nota è la prestazione di Bosh nella cruciale gara 3 di Chicago, dove il lungo di Miami mette a referto 20 punti, 19 rimbalzi e 4 assist.

Alle finali della Eastern Conference, Miami si ritrova ad affrontare gli Indiana Pacers in una serie ricca di colpi di scena. In gara 1, Paul George manda la partita all’overtime con una tripla allo scadere dell’ultimo quarto e LeBron James gli risponde segnando un layup sulla sirena, che garantisce a Miami il vantaggio di 1-0 nella serie. In gara 2, i Pacers riportano la serie in parità strappando una vittoria decisiva a Miami, prima che la serie si sposti in Indiana. In gara 3, Miami si riporta il vantaggio, ma i Pacers non ne vogliono sapere di arrendersi e riescono a ridare equilibrio alla serie vincendo gara 4. Si torna, così, all’American Airlines Arena di Miami dove gli Heat ottengono una vittoria fondamentale in gara 5, salvo essere raggiunti, per la terza volta nella serie, in gara 6. A questo punto, il destino della squadra è nelle mani dei big three, che combinano 63 punti e raggiungono le NBA Finals per il terzo anno consecutivo. Bosh, nel corso delle tre serie, mantiene una buona media di 12.1 punti a partita.

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Le Finali NBA del 2013, che vedono i Miami Heat confrontarsi con i San Antonio Spurs, danno vita una serie di partite intense e spettacolari, arricchite da tiri e giocate che ormai sono passati alla storia. La serie si apre con una vittoria fondamentale degli Spurs in casa di Miami, che vede i padroni di casa ancora provati dalla serie sfiancante contro Indiana. In gara 2, però, gli Heat si rialzano e ottengono una vittoria schiacciante (103-84), prima di ritornare in svantaggio nella serie in gara 3. Con gli Spurs in vantaggio 2-1 nella serie, Miami è chiamata a fare una partita perfetta in gara 4. A questa chiamata risponde Chris Bosh che, con un’ottima prestazione, mette a referto 20 punti (conditi da 13 rimbalzi) e conduce i compagni alla vittoria. In gara 5, entrambe le squadre sono più determinate che mai a raggiungere per prime la terza vittoria della serie. Gli Heat, però, non riescono a contenere l’attacco degli Spurs, che segnano 114 punti e si portano in vantaggio 3-2 nella serie. A questo punto, il resto è storia. A circa 30 secondi dalla fine di gara 6, San Antonio si trova in vantaggio di 5 punti sugli Heat e tra i tifosi di Miami si respira già aria di delusione. Ma LeBron e compagni non hanno perso le speranze. Dopo un tiro da tre sbagliato proprio da James, la palla arriva nella zona di Bosh, che, anticipando i difensori degli Spurs, cattura un rimbalzo decisivo e riapre nell’angolo per la tripla di Ray Allen, che manda la partita all’overtime. Al supplementare, Bosh realizza due stoppate fondamentali negli ultimi 30 secondi di gioco, che regalano a Miami la vittoria finale e riportano la serie in parità. In gara 7, LeBron domina la scena con 37 punti e conduce la sua squadra alla vittoria del secondo titolo NBA consecutivo. Durante le Finals, Bosh registra 4 doppie doppie e mantiene una media di 11,9 punti a partita.

Con le partenza di LeBron e Wade, Bosh è l’unico membro dei big three che ha deciso di restare a Miami. Alle prese con un’embolia polmonare, Bosh si è visto costretto a un lungo stop, che dura ormai da più di un anno e le voci di un suo possibile ritiro dal basket giocato sono sempre più insistenti. Non ci resta, quindi, che augurargli buon compleanno, ma soprattutto una pronta guarigione.

Buon compleanno, Chris!

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