Cento di queste stagioni – Gilbert Arenas

0
(Photo by Doug Pensinger/Getty Images)

Esattamente 35 anni fa nasceva a Tampa, Florida, uno dei giocatori più controversi dell’ultimo decennio della NBA: Gilbert Jay Arenas Jr., destinato a far sognare in grande la capitale, quanto a farla precipitare in una malinconia altrettanto profonda.

Per onorare il compleanno al meglio, abbiamo deciso di ripercorrere i momenti più importanti della sua stagione 2006/2007, conclusa sfortunatamente in anticipo, ma certamente la più significativa per Agent 0.

L’estate del 2006 dei Wizards parte col piede giusto: la stella indiscussa, Gilbert Arenas, si dice disposto a tagliarsi lo stipendio (non bassissimo, a dire il vero), pur di aiutare la sua franchigia a puntare al titolo NBA. A posteriori, la dichiarazione di uno dei giocatori con lo stipendio più alto della storia della Lega sembra quasi una beffa, ma in quel momento storico, Arenas si mette nei panni di un vero leader, con lo status di uno dei 4-5 giocatori più determinanti della stagione.

Il mese di novembre viene usato da Agent 0 per scaldarsi in attesa del vivo della stagione, ma da segnalare una prestazione monstre contro i Cavaliers, da 45 punti, 6 assist e 5 rimbalzi, che portano alla vittoria i capitolini. La squadra però non sembra ancora pronta al decollo, chiudendo il mese a 5W e 9L, nonostante la grande intesa dei “Big 3″ Arenas, Jamison e Butler. A dicembre finalmente il cambio di marcia, complice un calendario più abbordabile: 3 strisce di vittorie (3, 5 e 4), fanno schizzare il record a  17-13 appena prima di Capodanno. Come? Così:

60 punti (record di franchigia) e una facilità di segnare – seppur con 32 tiri – disarmante, da vero trascinatore, che schiantano Kobe, autore di 45 punti dall’altro lato.

Nemmeno il tempo di entrare nel 2007 e il 3 gennaio Arenas mette una tripla dagli 8 metri dal palleggio che stende i Bucks 108-105. Ma non finisce qui il gennaio magico di Arenas: durante il MLK Day di due settimane dopo, arriva un’altra magia, stavolta contro i malcapitati Jazz.

Un continuo scollinare oltre i 30 punti (con punte anche a 54, solo qualche giorno dopo i famosi 60) non può non garantire la terza personale convocazione alla Gara delle Stelle di Las Vegas: la guardia di Washington partirà addirittura in quintetto, dopo aver vinto la battaglia contro Vince Carter per una misera manciata di voti dei fans.
Alla fine arriveranno solo 8 punti nel match, ma le basi per la storia sono già state messe.

Se prima dell’All Star Break i Wizards sembrano veleggiare verso la vetta dell’Est, poco dopo emergono i primi scricchiolii: sconfitte in fila fanno crollare in primavera il record fino al 39-34 del 4 aprile, il giorno di svolta della carriera di Arenas (e forse della storia recente dei Wizards.
Gara contro i Bobcats, una formalità sulla carta per Agent 0 e compagni, che sono però reduci dall’infortunio di Caron Butler, che si è rotto una mano solamente qualche giorno prima. Dopo 10 minuti, una innocua penetrazione di Gerald Wallace finisce nel peggiore dei modi per Gilbert Arenas: ricadendo dal lay-up, il ginocchio sinistro dell’ala Bobcats va contro lo stesso ginocchio di Arenas, facendogli fare una torsione del tutto innaturale. Il numero 0 si accascia immediatamente e si tiene la gamba, tra il silenzio assoluto del Verizon Center della capitale statunitense.

La diagnosi è la peggiore possibile: legamento crociato anteriore sinistro rotto. Inutile dire che i Wizards, che chiuderanno la stagione a quota 41 vittorie e altrettante sconfitte, saranno sbattuti fuori dai Playoffs malamente per mano dei Cavaliers di LeBron (0-4 di sweep), senza 2/3 del proprio arsenale offensivo.

Successivamente, inutile ricordare come si evolverà la carriera di Arenas, tra il contratto più ricco di quel periodo e la famosa vicenda con Crittenton: Agent 0 è stato e rimarrà sempre uno dei personaggi più controversi, ma anche più amati della NBA degli anni 2000.

 

PS.: A coronamento di una stagione memorabile, arriverà anche uno spot altrettanto memorabile, uno dei più incisivi che Adidas abbia mai realizzato con i propri testimonial, ripercorrendo le tappe della carriera di Arenas e indagando a fondo sulla sua complessa psicologia.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here