I Pacers si confrontano con la storia

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Se gli Indiana Pacers perderanno il big match contro San Antonio domenica notte, arriveranno alla boa delle prime 20 partite con uno splendido record di 17-3. Ma se vinceranno entreranno in una elite ristrettissima, composta da appena 15 squadre. Delle quali però appena 6 hanno poi vinto il titolo.

LE MIGLIORI PARTENZE DELLA STORIA

Tre squadre sono partite vincendo 19 delle prime 20 partite della stagione. I primi a fare l’impresa furono i sensazionali Knicks della stagione 69-70. Walt Frazier in regia, Dick Barnett e Bill Bradley come esterni e Dave DeBusschere e il mitico Willis Reed sottocanestro, quei Knicks erano un quintetto straordinario. Chiusero la stagione con 60 vittorie e giocarono una indimenticabile Finale contro i Lakers di Wilt Chamberlain, Jerry West e Elgin Baylor passata alla storia per gara 7 e lo stoico gesto di Willis Reed. La stella dei Knicks si era infortunato e non doveva giocare, ed al Garden erano tutti convinti che Chamberlain avrebbe fatto un solo boccone dei Knicks. Poi all’improvviso, un secondo prima della palla a due, dagli spogliatoi arriva Reed che entra in campo, segna due canestri in faccia al grande Wilt e si va a sedere. I suoi compagni gasati domineranno regalando il titolo a New York. Per eguagliare il record si aspetteranno 20 anni. Nel 90-91 i formidabili Blazers di coach Adelman partono a razzo e sembrano avere tutto per vincere il titolo. Terry Porter, Clyde Drexler, Buck Williams, Jerome Kersey e Kevin Duckworth, con Cliff Robinson ed un giovanissimo Drazen Petrovic dalla panchina, erano una squadra fortissima che hanno avuto un solo difetto: trovarsi di fronte Michael Jordan e Scottie Pippen. Quei Bulls non perdevano mai ed anche quella volta vinsero loro, in sei gare, rendendo vana la stagione da 63 vittorie della squadra dell’Oregon. Saranno più fortunati i Rockets nel 93-94: Jordan aveva scelto il baseball. Houston fu la squadra che approfittò dei due anni di vuoto, grazie ad uno straordinario Olajuwon, ma anche alla follia di Vernon Maxwell, alla regia di Kenny Smith, all’atletismo di Otis Thorpe ed al giovane Robert Horry, che del quintetto sembrava essere l’anello debole.. Il team di coach Tomjanovich chiuse con 58 vittorie e riuscì a portare a casa il titolo alla fine di sette drammatiche partite contro i New York Knicks di Ewing e Starks, che nella bella incappò nel tristemente famoso 0 su 11 da 3 che condannò i suoi.

GLI SPECIALISTI DEL 18 SU 20

Celtics 07-08 Una partenza da 18 vittorie è un’impresa che è riuscita appena una dozzina di volte. I Celtics ci sono riusciti in cinque occasioni! La prima nel 57-58, alla quale arrivavano da campioni in carica avendo appena conquistato il loro primo titolo, grazie a Cousy, Sharman ed ai rookie Russell e Heinshon. Con l’arrivo di Sam Jones dal draft la squadra sembrava pressoché imbattibile, ma dopo la grande partenza ebbe una flessione e chiuse la stagione con 49 vittorie e la sconfitta in Finale contro i Saint Louis Hawks di Bob Pettit. Negli otto anni successivi avrebbe vinto otto titoli, e nel 63-64 riuscirono a eguagliare di nuovo il 18-2 iniziale. La terza volta lo fanno nel 84-85: siamo in pieno boom della Nba, la sfida Celtics-Lakers infiamma l’America. Bird contro Magic è il refrain di quel periodo, e le due squadre sembrano destinate ad un’infinita serie di Finali. Quell’anno i Celtics di KC Jones chiuderanno con il miglior record, 63-19, ma cederanno in Finale in sei gare ai gialloviola. Erano una formazione incredibile, con Parish e McHale sottocanestro, Danny Ainge, Dennis Johnson, Cedric Maxwell ed ovviamente Larry Bird. Devono passare altri quindici anni ed ecco che i biancoverdi tornano a toccare questo record, in due stagioni consecutive. Sono le prime due annate dei Big Three, la combo Allen – Pierce – Garnett che, con l’aiuto del giovane Rajon Rondo e del duro Kendrick Perkins sottocanestro, sembra destinata a dominare a lungo nella Lega. Il primo anno al 18-2 fanno seguire un 66-16 ed uno splendido titolo in Finale contro i Lakers. L’anno successivo partono ancora meglio, arrivano ad un clamoroso 27-2 ma chiudono in decisa flessione e vengono sconfitti dai Magic di Dwight Howard in Semifinale di Conference.

SUA MAESTA’ JORDAN E GLI ALTRI

bulls 95-96 Quando si parla di record, prima o poi Jordan spunta sempre. I Bulls hanno una partenza 18-2, quella della straordinaria stagione chiusa con 72 vittorie. E’ il 95-96 e in molti sostengono che quella è stata semplicemente la migliore squadra di sempre. Jordan, Pippen e Rodman, con Kukoc e tutti gli altri comprimari di lusso e Jackson in panchina. Ovviamente la stagione finisce in gloria, con il titolo vinto in sei partite contro i Seattle Supersonics. Proprio i Sonics sono i più sfortunati fra quelli che sono partiti 18-2. Ci riuscirono nel 93-94, l’anno dei grandi Rockets, ma loro riuscirono a chiudere la stagione con il miglior record: 63-19. Payton, Kendall Gill, il tedesco Schrempf e Shawn Kemp al massimo splendore vennero fermati dai sorprendenti Denver Nuggets di LaPhonso Ellis e Dikembe Mutombo. Il 18-2 non è esattamente un risultato fortunato in effetti. Gli unici altri ad aver vinto il titolo sono i Sixers del 66-67. Guidati da Chamberlain nella sua migliore versione di sempre e ben coadiuvato da Hal Greer, Billy Cunningham e Chet Walker, quella versione di Philadelphia chiuse a 68 vittorie, per molto tempo la migliore di sempre, e vinse il titolo chiudendo in Finale di Conference la lunga striscia di successi dei Celtics e piegando in finale i San Francisco Warriors. Non riuscirono a vincere il titolo i Lakers del 85-86 che chiudono la stagione a 62 vittorie ma si fanno fermare a sorpresa dai Rockets in versione Twin Towers, la famosa coppia Sampson-Olajuwon che ballò meno del previsto a causa dei problemi fisici del primo. Gli stessi Rockets non ci riuscirono nel 96-97, quando provarono a sfidare i Bulls con l’aggiunta di Barkley a The Dream e Drexler e partirono alla grandissima, salvo poi sbattere in Finale di Conference nel duo Stockton-to-Malone che li tolse di scena. Niente da fare anche per i Mavericks versione 2002. 60 vittorie complessive in stagione, un trio composto da Nash, Finley e Nowitzki che, con Van Exel primo cambio, erano perfetti per correre a perdifiato e tenere alti i ritmi. Ma fu tutto inutile nella Finale di Conference contro i poi vittoriosi San Antonio Spurs. Staremo a vedere se i Pacers riusciranno ad entrare nella ristretta cerchia dei team partiti con almeno 18 W nelle prime venti partite, ma sarà ancora più interessante scoprire se poi andranno a far parte delle grandi incompiute o se avremo un nuovo nome nell’albo d’oro della Lega.  

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