Il Pagellone NBA / Week #11

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10 – Kemba Walker Charlotte va a ondate: nell’ultimo mese si contano 4 sconfitte in fila seguite da 4 vittorie, poi ancora 5 sconfitte e 5 vittorie. 4 di queste ultime sono arrivate nella settimana appena trascorsa, in cui Kemba ha fatto il diavolo a quattro: 30.2 punti a partita col 50% spaccato al tiro, più 5.7 rimbalzi e 4.5 assist a mettere il pepe. Anche la Dea Bendata sembra sorridere all’ex Husky, che contro i Pelicans ha infilato questo rocambolesco tiro vincente, che vale sempre 2 anche senza dichiarazione di appoggio alla tabella: Speriamo, se non altro per preservare le coronarie di Sua Maestà Jordan, che adesso gli Hornets non ne perdano 6 di botto, ma se Walker rimane su questi livelli sarà dura. Nel frattempo sono saliti a 2 sole partite di distanza dall’8° posto a Est, e il cattivo momento di Brooklyn potrebbe favorirli oltremodo. 9 – Andy Warhol Il poliedrico artista di origini slovacche è, tra le altre cose, il padre della teoria secondo cui tutti saranno famosi per15 minuti. In settimana 3 semi-sconosciuti sono saliti alla ribalta, e per ben più di un quarto d’ora: – Quincy Acy, barbuta ala grande dei Knicks, in 4 gare ha messo su 13 punti con 7.2 rimbalzi di media, ma a far strabuzzare gli occhi sono stati il 59.4% dal campo e il 5/9 totale da 3 (?!?); – Rudy Gobert, lungo transalpino d’istanza a Utah con una spiccata propensione allo spiccare balzi, si è superato rifilando una media di 4.5 stoppate nelle ultime 4 gare giocate, tra cui 7 (sette) a OKC. – Hassan Whiteside, è lui il vero anonimo salito alla ribalta: Miami gli ha dato spazio e lui ha ripagato alla grande, ovvero con 14.7 punti, 11.3 rimbalzi e 3.7 stoppate nelle ultime 3 uscite. 8 – Pau Gasol Il catalano ex Lakers, più o meno ritenuto bollito da L.A. e lasciato andare a Chicago, nella città del vento ha ritrovato stimoli e verve di un tempo: 24.5+12.7 di media, su cui spicca il career high di 46 punti (conditi da 18 rimbalzi) nella gara contro i Bucks. Per uno alla soglia dei 35 anni non è per niente male, coach Thibodeau ringrazia e porta a casa. 7 – Denver Nuggets Periodo d’oro per le Pepite: trascinati dai 24 punti di media di Arron Afflalo nelle ultime 3 partite (tutte vinte, e sono 4 in fila per Denver) e approfittando dell’esplosione di Nurkic sotto i tabelloni (16 punti con 8/11 al tiro e 8 rimbalzi nell’ultima gara contro i Kings), i Nuggets non rimpiangono il partente Mozgov e restano aggrappati, seppur quasi in coda, al gruppone in lotta per un posto ai playoff dell’Ovest. Non sarà per nulla facile risalire ancora posizioni in classifica, ma anche il rientro a breve del Gallo dovrebbe aiutare all’uopo. http://www.csnphilly.com 6 – Phidelphia 76ers Non ci capiterà spesso in stagione di dare un voto positivo ai Sixers, quindi approfittiamo delle 3 vittorie nelle ultime 4 uscite per celebrare MCW e compagni, che hanno lasciato ai Knicks (sempre loro…) l’onerosa ultima piazza a Est. Gli avversari settimanali sconfitti non erano fulmini di guerra (Cavs senza LBJ e in crisi nera, Nets e Pacers), ma per una squadra che fino a lunedì scorso ne aveva vinte 4 su 32, fare 3 W su 4 è un terno al lotto. 5 – Jimmy Butler Dopo un dicembre stellare, l’inizio dell’anno non è stato altrettanto indimenticabile per Jimmy: da lunedì scorso ha tenuto medie di 14.2 punti con un miserrimo 31.4% dal campo, che hanno fruttato un paio di nette sconfitte contro Utah e Washington. Che cominci a soffrire la convivenza con un Derrick Rose tornato ingombrante?

http://pics.mcclatchyinteractive.com
4 – Russell Westbrook Il discusso e discutibile play di OKC non ha vissuto una settimana delle più memorabili: 19 punti di media ma col 29.8% dal campo, 4 perse e 2 scoppole prese da Golden State e Sacramento (rispettivamente -26 e -21, brrrr). I Thunder, ennesima squadra che rincorre i playoff, sanno bene che RW sia croce e delizia e sperano che la prima lasci spazio alla seconda in tempi brevi, perché se la tua PG titolare sparacchia a salve in questo modo, il solo arrivo di Waiters (altro timidone) potrebbe non bastare a centrare l’obiettivo. 3 – Brooklyn Nets 24.1, 38.0, 41.2, 42.1: non sono le medie punti, bensì le percentuali al tiro rispettivamente di Teletovic, Jack, Johnson e Bogdanovic nelle ultime 4 gare. Va da sé che vanno a braccetto con altrettante sconfitte, e se quella contro Dallas poteva essere messa in preventivo, le altre contro Boston, Phila e Detroit pesano il doppio sul groppone di coach Hollins. Vogliamo anche sottolineare il 18/86 da 3 complessivo dei Nets nelle 4 partite settimanali? Meglio di no. 2 – Brendan Haywood I Cavs, ormai nella condizione di non saper più che pesci pigliare tra infortuni, scambi e malocchio, hanno scongelato Brendan Haywood dalle coltri della zona più buia della panchina. Nella seconda parte del video viene riproposta la sua azione in quello che sembra un rallenty, ma in realtà è lui che va pianissimo di suo. 1 – NY/T’Wolves … E siamo alla quarta settimana consecutiva senza vittorie per New York e Minnesota. Se questi ultimi possono argomentare le 15 sconfitte consecutive nascondendosi dietro ai prolungati infortuni delle loro 2 stelline Pekovic e Rubio, per gli uomini di coach Fisher ha parlato in settimana Phil Jackson, prendendosi in pieno la colpa della stagione fallimentare dei Knicks. Non vogliamo infierire, chiudiamola qui con una statistica: Langston Galloway è il primo giocatore dai tempi di Pat Ewing ad aver segnato almeno 17 punti nell’esordio casalingo al Madison Square Garden. LANGSTON GALLOWAY. 0 – Swaggy P Poco prima di Natale Nick Young ha dichiarato, senza il minimo pudore, di essere il miglior tiratore da 3 punti della lega. Al tempo risultava detenere la settima miglior percentuale da oltre l’arco, pari al 43.2%. È bastato attendere una ventina di giorni per vederla crollare al 38.8%, soprattutto a causa delle tragiche medie tenute nell’ultima settimana: 4 partite con 3/24 da 3 (e 12/52 totale dal campo), per un 12.5% che gli frutterà senza dubbio i complimenti di Kobe e l’agognata convocazione alla gara del tiro da 3 del prossimo All-Star Game. Fuori concorso Milestone della settimana: Dirk Nowitzki ha superato Moses Malone nella classifica dei marcatori all-time, e ora punta al 6° posto di Shaq. Niente male, per un lungagnone che arrivava dalla A2 tedesca. Difesa della settimana: Assist del decennio: Canestro del secolo: