NBA Inside Preview: Dallas Mavericks, l'obiettivo è tornare subito in alto

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Il nostro quotidiano appuntamento con le preview sulle squadre Nba in vista dell’imminente inizio di stagione ci porta quest’oggi in Texas, più precisamente a Dallas, dove i Mavericks del patron Cuban, di coach Carlisle e dell’immortale Dirk Nowitzki si preparano ad una stagione che, almeno sulla carta, li vede pronti al rientro nei piani più nobili della Western Conference. In seguito a delle stagioni post titolo non esaltanti, questo sembra l’anno buono per tornare a vedere Dallas competere ai livelli più alti. Cercheremo di capire se ciò è realmente possibile e attraverso quali punti di forza o se, è ancora troppo presto per considerarla una possibile contender. Intanto, scopriamo assieme a voi il roster allestito in estate: ROSTER: Al Farouq Aminu, ala piccola, 24 anni, 206 cm, $981,084 Tyson Chandler, centro, 32 anni, 218 cm, $14, 846, 888 Jae Crowder, ala piccola, 24 anni, 198 cm, $915, 243 Monta Ellis, guardia, 28 anni, 191 cm, $8, 360, 000 Raymond Felton, playmaker, 30 anni, 185 cm, $3, 793, 693 Eric Griffin, ala piccola, 23 anni, $507, 336 Devin Harris, play/guardia, 31 anni, 191 cm, £3, 878, 896 Bernard James, centro, 29 anni, 208 cm, $915, 243 Richard Jefferson, ala piccola, 34 anni, 201 cm, $915, 243 Ivan Johnson, ala grande, 30 anni, 203 cm, $915, 243 Doron Lamb, guardia, 22 anni, 193 cm, $915, 243 Ricky Ledo, guardia, 22 anni, 201 cm, $816, 482 Gal Mekel, playmaker, 26 anni, 191 cm, $816,482 Jameer Nelson, playmaker, 32 anni, 183 cm, $2, 732, 000 Dirk Nowitzki, ala grande, 36 anni, 213 cm, $7, 974, 482 Chandler Parsons, ala piccola, 25 anni, 206 cm, $14, 700, 000 Greg Smith, ala grande/centro, 23 anni, 208 cm, $948, 163 Charlie Villanueva, ala grande, 30 anni, 211 cm, $915,243 Brandan Wright, ala grande/centro, 27 anni, 206 cm, $5,000,000 Coach: Rick Carlisle, W= 520 – D= 366  (confermato) Arrivi: Chandler Parsons (Houston Rockets), Tyson Chandler, Raymond Felton (New York Knicks), Jameer Nelson, Doron Lamb (Orlando Magic), Greg Smith (Chicago), Richard Jefferson (Utah Jazz), Al Farouq Aminu (New Horleans Pelicans), Charlie Villanueva (Detroit Pistons) Partenze: Jose Calderon, Samuel Dalembert, Shane Larkin (New York Knicks), Wayne Ellington (Los Angeles Lakers), Shawn Marion (Cleveland Cavaliers) DaJuan Blair (Washington Wizards), Vince Carter (Memphis Grizzlies) Quintetto base: Nelson- Ellis- Parsons- Nowitzki- Chandler dallas logo piccolo   Ancora una volta Cuban ha fallito l’assalto alle principali star della free agency: dopo Williams ed Howard, quest’estate il rifiuto è stato di Carmelo Anthony. Un rifiuto prevedibile che, infatti, non ha demoralizzato il vulcanico Cuban, capace di creare ugualmente una franchigia altamente interessante e competitiva. Nomi meno altisonanti ma che hanno contribuito a rinforzare quei ruoli in cui Dallas era più carente, ossia quelli di centro ed ala piccola. Sotto canestro un’operazione nostalgica, un amarcord che potrebbe però rivelarsi vincente; Cuban e Carlisle hanno puntato molto sul ritorno di Tyson Chandler, uno dei fattori determinanti della fantastica stagione 2011. Giocatore fondamentale con le sue capacità difensive, in grado di completare bene la coppia di lunghi titolare con il più offensivo Nowitzki. Qualche dubbio sull’età è legittimo ma in un ambiente che conosce benissimo e  con un coach che l’ha valorizzato al massimo le premesse per fare bene ci sono tutte. Per puntellare il reparto,  oltre all’ottimo Wright, si punta sulla riconferma di James e sulla scommessa Smith, giocatore utilissimo nel caso in cui riuscisse a lasciarsi alle spalle i tanti problemi fisici. Il ritorno di Chandler ha però comportato delle rinunce e dei sacrifici. Se infatti gli addii di Dalembert, Larkin ed Ellington sono ben digeribili, la stessa cosa non si può dire dello spagnolo Josè Calderon, l’anno scorso protagonista di un’ottima annata in Texas. Nella mega-trade imbastita con i Knicks è arrivato in cambio anche l’oggetto misterioso Raymond Felton, prime stagioni positive nell’Nba, seguite da un calo di rendimento coinciso con il ritorno a New York. A Carlisle il compito di rigenerare un giocatore che, se ben disciplinato, può dare tanto ed essere una scommessa vinta dai texani, nonostante un contratto costoso sul groppone e una sospensione nelle prime 4 giornate per possesso illegale di arma da fuoco. I Mavs si sono comunque cautelati e ben coperti nel ruolo, firmando ad una cifra ragionevole l’ex Orlando Jameer Nelson: punti ed organizzazione di gioco portati da quello che dovrebbe essere il titolare della squadra. Inoltre, il veterano Harris ha dimostrato nell’ultimo anno di saper ancora rendersi incisivo: il suo impatto dalla panchina sarà fondamentale. Nel ruolo di ala piccola Chandler Parsons, scartando Anthony e James, era forse il meglio che la piazza poteva offrire. Il suo ingaggio è apparso esagerato, ma per portarlo via da Houston era necessaria un’offerta di grande rilevanza. Cresciuto drasticamente nell’ultima stagione porta quel peso offensivo che l’ex eroe Marion non poteva fornire più per limiti di età. In difesa ci sarà da lavorare maggiormente ma le premesse per diventare un giocatore ancor più completo ci sono tutte. Le armi principali sono però ancora le solite due: Monta Ellis e Dirk Nowitzki. Il primo l’anno scorso ha smentito gli scettici, dimostrando di non essere solo un ottimo realizzatore in compagini di bassa fascia, ma anche di saper lavorare di squadra e prendersi importanti responsabilità in contesti più impegnativi. Il secondo sarà, come al solito, l’ago della bilancia dei suoi; inutile dire quanto sia ormai nella leggenda di Dallas e dell’intera Nba, ma bisogna soffermarsi sulle possibilità rimanenti di competere ancora ad alti livelli. Anche lui l’anno scorso ha smentito chi lo dava già per bollito ma è pur vero che 36 anni non sono pochi. L’esempio-Duncan è però lampante e per un giocatore che ha sempre fatto della tecnica, più del fisico, la sua vera arma, i presupposti per essere ancora protagonista un paio di anni ci sono tutte. Carlisle avrà il compito di gestirlo nella regular season e di trovare dalla lunga panchina a disposizione giocatori capaci di incidere e di rendersi utili, anche con davanti un quintetto più forte. PRONOSTICO: gruppo molto ben rinnovato ma con delle perdite non da poco (Carter oltre a Marion e Calderon). Carlisle dovrà trovare subito l’amalgama migliore per far inserire tutte le nuove pedine. Inoltre, il quintetto base, eccetto Chandler, ha una propensione più spiccata per l’attacco, perciò sarà importante trovare la giusta organizzazione in difesa e una buona coesistenza in fase di poss
esso, anche grazie alle preziose pedine dalla panchina come Wright, Crowder, Harris, Felton e Jefferson. E’ possibile chiudere con una testa di serie ad Ovest per poi centrare almeno una semifinale di Conference.  In tal caso, i texani saranno una spina nel fianco per chiunque. Bisogna però sbrigarsi: Dirk non è eterno.

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