NBA on this date – 21 maggio 1992, Don Nelson entra nella storia

NBA on this date – 21 maggio 1992, Don Nelson entra nella storia

Al termine della regular season 91/92 il coach dei Golden State Warriors viene nominato Coach of the Year diventando il primo allenatore a vincere tre volte il premio. Dopo di lui solo Pat Riley e Gregg Popovich riusciranno a fare altrettanto.

di Alessandro Elia

Fine della regular season 1991/92, è il 21 maggio e si assegnano i premi individuali. Michael Jordan viene nominato MVP per la terza volta prima della conquista del titolo e c’è il tris anche per il miglior allenatore. L’IBM NBA Coach of the Year è consegnato nelle manone di Don Nelson che ha appena chiuso la stagione regolare al secondo posto della Pacific Division alla guida dei Golden State Warriors, dietro a Portland, con un record di 55-27. Un bilancio da non sottovalutare perché è il secondo miglior risultato fino a quel momento nella storia della franchigia della Baia.

Anche se l’avventura degli Warriors nei Playoffs termina al primo turno per mano di Seattle, con quel riconoscimento “Nellie” entrerà in maniera ancor più profonda e radicata nella storia della NBA. Nelson è il primo allenatore a vincere il premio per tre volte dopo quelli avuti a Milwaukee nel 1983 e 1985, un traguardo che negli anni a seguire sapranno raggiungere sia Pat Riley (1990 con i Lakers, 1993 con i Knicks e 1997 a Miami) che Gregg Popovich (2003, 2012 e 2014 sul pino degli Spurs).

80 anni compiuti lo scorso 15 maggio, Nelson si sta godendo la pensione nel suo buen retiro di Maui nelle Hawaii ma alle sue spalle ci sono 5 titoli NBA vinti da giocatore con i Boston Celtics, l’ultimo dei quali nel 1976. In quello del 1969 c’è la sua preziosa firma nella decisiva gara-7 sul campo dei Lakers. Canestro della vittoria grazie a un tiro frontale che si impenna sul secondo ferro prima di bucare la retina di Chamberlain & co. per il 108-106 finale che consegnò il titolo ai verdi di Auerbach. Chiude la sua carriera da giocatore con il lustro trascorso al Garden, e dopo gli anni dell’esordio ai Chicago Zephyrs e quello ai Lakers: qui non ebbe troppo spazio e firmò quindi nel ’66 a Boston da free agent.

Nel ’76 intraprende da subito la carriera di allenatore andando a fare il vice di Larry Costello ai Bucks, ma dopo un brutto inizio prende in mano le redini della squadra in virtù delle dimissioni del coach che a Milwaukee vinse l’anello nel ’71 con Jabbar.  Il gioco di Nelson è subito innovativo, lo chiamano “Nellie Ball” ed è fatto di velocità ed elevato numero di tiri. Sarà lui a sviluppare il ruolo di point forward, punto fermo nella pallacanestro moderna.

Rimane a Milwaukee fino al 1987 raccogliendo al massimo una serie di semifinali di conference. Nel 1988 siede sulla panchina dei Golden State Warriors e lo farà fino al ’95, poi una stagione a New York e l’arrivo a Dallas, dove contribuì all’inizio della carriera di Dirk Nowitzki fatto arrivare ai Mavs dopo una vera magia di mercato che ha bruciato la concorrenza dei “suoi” Celtics, allora allenati da Rick Pitino. Da Dallas torna poi agli Warriors dove rimane fino al 2010.

Nel frattempo, nel 2001 diventa il terzo allenatore a vincere 1000 partite ed è dietro a Lenny Wilkens e Pat Riley nella classifica di allenatori più vincenti all time. Nel 2006 arriva a quota 1200 e raggiunge Wilkens al 2°posto, nel 2010 sorpassa tutti e diventa il coach con più vittorie nella storia della Lega chiudendo con 1335 successi e 1063 sconfitte pari al 55.7%. Nel suo curriculum anche due panchine all’All Star Game (1992 e 2002) e la vittoria dei Mondiali ’94 con la seconda edizione del Dream Team. Dal 2010 è entrato nella Hall of Fame un coach a cui è mancata soltanto la gioia di un titolo NBA per rendere leggendaria una carriera consegnata ai libri di storia.

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